Si sono conclusi i lavori del MATEC – Making Technology and Creativity, un progetto di Promo PA Fondazione, realizzato con il contributo ed il supporto di Regione Basilicata, il patrocinio della Camera di Commercio di Matera e la collaborazione dei CSI – Consorzi per lo Sviluppo Industriale di Matera e Potenza.

Il forum, che ha inteso connettere il sistema della cultura e il mondo delle imprese per promuovere collaborazioni intersettoriali, ha volute presentare le opportunità di crescita reale che possono scaturire dal processo di collaborazione tra i due sistemi, anche rispetto alle collegate politiche pubbliche, ispirandosi alle industrie creative driven, che sviluppano servizi e creano prodotti attraverso processi a “base culturale e creativa”.

Hanno preso parte ai lavori l’Amministratore unico del CSI di Matera Carlo Chiurazzi, del Commissario del CSI di Potenza Eustachio Cardinale, Francesca Velani Direttore di LuBeC – Lucca Beni Culturali, Gerarda Bonelli Vice Presidente della Camera di Commercio di Matera, Nicola Trombetta Vice Sindaco di Matera, Angelo Donvito Presidente sezione Unimatica Confapi Matera, Giovanni Schiuma Direttore CLab – Contamination Lab Unibas, Antonello De Santis Rete Turismo Italia Jonica, Gianpiero Lotito Facility Live, Raffaele Nicoletti, Technoblend, Michela Colangelo Sydex, Luigi Martulli Matera Hub, Antonio Candela Comincenter.

L’interesse a mettere insieme settori solo apparentemente lontani c’è tutto, perchè le imprese crative e culturali occupano, in questa regione e in genere nel comparto economico, segmenti sempre più ampi di mercato, e con la loro presenza – ha dichiarato l’Amministratore unico del CSI di Matera Carlo Chiurazzi – vengono introdotti termini significativi, espressioni di un comparto che è in grado di generare, sempre di più, ricchezza e occupazione; durante i lavori del MaTeC – ha proseguito – abbiamo esaminato come il rapporto fra investimenti fatti e ricadute in termini di ricchezza e occupaione sia nell’ordine di 1/8, evidenziando quindi un moltiplicatore molto ampio, che ci impegna quindi a guardare a questo settore con rigore e competenza”.

Numerosi gli elementi di riflessione pervenuti, prodotti da soggetti afferenti a settori di impresa trasversali e spesso complementari; “Voglio ricordare come l’attrattività internazionale del Paese Italia sia passata da 1/4 degli anni ’60 sino all’attuale 1/25 – ha evidenziato Gianpiero Lotito Facility Live -; elemento che ci pone nella condizione di avviare una riflessione in merito al differenziale, con altri soggetti, relativamente all’ottimizzazione del business digitale; oggi, nazioni caratterizzatesi per costi bassi nei processi produttivi, come la Corea, riemergono come paesi con il più alto tasso di scolarizzazione”.

Una disamina che ha posto alla base delle potenzialità d’impresa la necessità di disporre di un adeguato sistema di istruzione è stata condotta da Antonello De Santis Rete Turismo Italia Jonica, che ha rimarcato come l’offerta del settore turistico necessiti di nuove qualifiche e capacità di management, in linea con gli standard internazionali.

Oggi – ha evidenziato De Santis – ripartiamo dalle identità dei nostri luoghi e dalla storia qui sedimentatasi, ma non possiamo non fare i conti con le aspettative che i visitatori di questo territorio esprimono, e, rispetto alle quali, serve una nuova capacità di fare impresa, attenta a elementi sempre meno legati all’industria, e parte invece di uno sguardo olistico, in grado di dare risposte ai bisogni della persona”.

Di “un percorso che ha messo attorno allo stesso tavolo di discussione e progettazione soggetti pubblici e privati, aziende del comparto tradizionale e mondo dell’impresa culturale”, ha parlato Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio Sistemi culturali e Turistici Regione Basilicata: “L’intento – ha dichiarato – resta quello di contribuire, ognuno partendo dai suo bisogni d’impresa, alla costruzione di un ecosistema in grado di sviluppare spirito imprenditoriale, ovvero creare le giuste condizioni per l’intrapresa economica, nella ferma considerazione che i comparti afferenti all’economia culturale rappresentano ormai un prodotto di fruizione consolidato”.

Nel pomeriggio durante i laboratori, i soggetti del terzo settore e le imprese culturali, alla presenza di Alessandro Crociata, economista culturale e Assistant Professor in Economia Applicata, GSSI – Gran Sasso Science Institute de L’Aquila, hanno potuto definire un framework per sviluppare l’incontro tra cultura, creatività e impresa e dare avvio alla costruzione di un network che favorisca il dialogo tra i vari sistemi produttivi .