Riceviamo da Lorenzo Rota e pubblichiamo a seguire un Comunicato Stampa relativo all’audizione, nelle Commissioni Consiliari Urbanistica e Sassi del Comune di Matera, del gruppo delle Associazioni Culturali che sta portando avanti, negli ultimi mesi, la richiesta di realizzazione del Museo DEA al Casalnuovo. Con relativa proposta operativa.

Associazioni Culturali materane per il Museo DEA a Casalnuovo

Si è tenuta nel pomeriggio di venerdì 1° dicembre 2017, nella Sala Mandela del Comune di Matera, l'”Audizione” richiesta dalle Associazioni Culturali: Centro Carlo Levi, Delegazione FAI/Matera, Associazione Culturale “A. Olivetti”, Italia Nostra/Matera, INU/Basilicata, Associazione Culturale Matera/2019, Comitato Sassi, alle Commissioni Consiliari Urbanistica e Sassi, presiedute rispettivamente dai Consiglieri Mario Morelli e Carmine Alba.

L’Audizione aveva la finalità di consentire ai rappresentanti delle Associazioni, di sottoporre all’attenzione del Consiglio Comunale di Matera, una proposta culturale, programmatica ed operativa, di attuazione del Museo DemoEtnoAntropologico al Casalnuovo.

Una proposta che, in spirito di collaborazione civica, le Associazioni hanno inteso offrire a chi governa la città, perchè la data fatidica del 2019 non diventi una “occasione persa” per la realizzazione di una “infrastruttura culturale” di strategica importanza per Matera, se essa vuole sostenere, anche “dopo” il 2019, il ruolo di città internazionale della cultura.

“Matera come Marsiglia”, può essere lo slogan che sostiene la proposta: Matera si doti del Museo DEA, come Marsiglia, proprio quale Capitale Europea della Cultura 2013, si è dotata dello splendido “Museo della Civiltà d’Europa e del Mediterraneo”.

Matera ha tutte le carte in regola per raggiungere tale traguardo: il suo Museo DEA, collocato sulle terrazze del Casalnuovo, testimonianza intatta dell’habitat e della cultura della “civiltà contadina” che le ha abitate fino a 60 anni addietro (mostrateci di recente dal restaurato film “La Lupa”), può divenire un attrattore culturale di vasta risonanza internazionale.

L’iniziativa delle Associazioni Culturali, avviata da un gruppo di professionisti, suoi soci o non, è partita dalla presa di coscienza delle difficoltà che la realizzazione di questa idea strategica per il futuro della città, paradossalmente incontrava, pur nel grande fervore di programmazione culturale che caratterizza questa fase di avvicinamento al 2019: in effetti, il “DEA” non è nel Dossier di candidatura ECoC, sostituito da un “I-DEA” che è indubbiamente “altra cosa”.

Con interventi pubblici, tra cui un incontro organizzato dal Centro Carlo Levi il 28 ottobre scorso, si è cercato di ridare attualità al lungo e ricco iter ideativo e progettuale che l’iniziale idea di Rocco Mazzarone aveva registrato nell’arco di alcuni decenni, fino alla sua ultima definizione culturale (“Documento d’Indirizzo” di un Comitato Scientifico di altissimo livello), e progettuale-gestionale, data dallo Studio di Fattibilità finanziato dalla Fondazione Carical nel 2010.

Da queste iniziative è scaturito un programma operativo che, partendo dalle vigenti Previsioni Generali di Recupero dei Rioni Sassi (DCC n.83 del 27/11/2012), e dal “Contratto Istituzionale di Sviluppo” (CIS) stipulato di recente tra Governo Nazionale, Regione, Comune ed Invitalia (“soggetto attuatore”), cerca di delineare un iter credibile per la realizzazione del Museo DEA a Casalnuovo.

Un iter che passa attraverso 5 caposaldi operativi:
1. costituire un Comitato Scientifico che assuma la “regia culturale” dell’intera operazione di realizzazione del Museo;
2. avviare la costituzione di un organismo di gestione del Museo utilizzando all’uopo l’esperienza di INVITALIA quale soggetto “facilitatore”;
3. mettere a concorso (Invitalia?) la Progettazione Generale Preliminare museologica, museografica, architettonico-urbanistica e gestionale del Museo DEA; progetto che deve costituire la cornice “certa” di riferimento dei singoli stralci esecutivi attraverso i quali si darà realizzazione al Museo; e che definirà gli investimenti pubblici necessari, da inserire entro i prossimi 15 mesi nel CIS (come esso consente).
4. completare celermente (per il 2019) gli interventi in corso al Vicinato Malve (la vita di un vicinato dei Sassi), ed al Convicinio di S. Antonio Abate (altro tema antropologico), con la regia del Comitato Scientifico;
5. dare mandato all’Ufficio Sassi dell’attuazione della complessa operazione amministrativa di coordinamento delle attività e sub-concessioni prevista dalle PGdR vigenti per le terrazze del Casalnuovo adiacenti l’area museale, ricomprendendo anche le iniziative testimoniali già in essere, e controllando l’impatto dei servizi di accoglienza turistica nel Casalnuovo.

Questo Programma è stato presentato alle Commissioni Consiliari, ed ha visto, pur con riserva di approfondimento in successiva seduta, una sostanziale condivisione da parte dei Consiglieri Comunali intervenuti (Adduce, Cotugno, Jacovone, Manicone, Morelli).

Si sono pertanto poste le premesse per un proficuo rapporto di collaborazione tra cittadini impegnati in alcune Associazioni Culturali, ed il Governo della città.

Un rapporto che se riuscirà a consolidarsi, ampliando anche l’elenco dei partecipanti (che è assolutamente “aperto”), potrà portare a importanti risultati, oggi forse inimmaginabili, per il futuro della città.

Da vera Capitale Europea della Cultura!”

Matera, 2 dicembre 2017

Lorenzo Rota
(in rappresentanza delle Associazioni)