Dalla Puglia osservano che la Zona economica speciale con la provincia di Matera, zona industriale di Ferrandina, e quindi con la Basilicata si può fare ma finora dagl Enti Locali non c’è stato alcun passo concreto. L’unico, ed è un dato oggettivo, lo ha fatto l’associazione zona franca Matera che continua a macinare contratti, proposte e atti concreti come l’attivazione di un gruppo di lavoro tecnico per il progetto. Per farla breve serve mettere nero su bianco ed evidenziare volontà e percorsi comuni, anche per capire cosa portano in dote le due regioni, anche per essere credibili e competitivi con il governo centrale che dovrà varare decreti e mettere mano al portafogli, ma sulle cose da fare. Il coordinatore del gruppo di lavoro della Zes di Taranto, Ettore Liviano, ribadisce -come riporta nel servizio Nino Sangerardi- che non c’è alcuna pregiudiziale nei confronti di Matera ma serve concretezza ”per la redazione finale del piano strategico”. E allora forza con schede, progetti e lavoro di rete che ancora non abbiamo visto. Matera città, poi, ha un’altra carta da giocare nel novero delle Zes e con l’altra capitale europea della cultura per il 2019, la bulgara Plovdiv che in questo settore si è già mossa. E da noi? Attività culturali ma quelli legati alla cultura d’impresa non si vedono ancora…Servirebbe una bussola. Nella ”Città dei Due Mari” per tecniche marinare e tradizioni ne hanno per tutte le latitudine. Chiediamo una bidirezionali, senza perdere di vista il centro che è la Zes.

Zes Puglia,risorse economiche e delibera della Regione Basilicata

Nino Sangerardi

“Nessuna pregiudiziale nei confronti di Matera ma attenta valutazione dei benefici che sull’area di Taranto possono ricadere; individuazione dei settori merceologici più congeniali alle opportunità che le Zes possono offrire; autonomia del gruppo di lavoro per la Zes di Taranto le cui determinazioni saranno fatte proprie dall’assessorato regionale allo Sviluppo economico nelle cui competenze c’è la redazione finale del piano strategico”. E’ quanto sostiene il consigliere regionale della Puglia Ettore Liviano coordinatore del Gruppo di Lavoro Zes Taranto,all’indomani della riunione che si è tenuta nelle stanze baresi dell’Assessorato regionale allo Sviluppo economico.

“Sono queste le linee guida fissate nel corso dell’incontro–continua Liviano– che ha fatto seguito a quello nel quale è stato deciso di mutuare l’esperienza tarantina e creare un gruppo di lavoro anche per Bari, e al quale hanno partecipato l’assessore al ramo, Michele Mazzarano, il coordinatore del tavolo tecnico, il consigliere regionale Gianni Liviano, il sindaco e il vicesindaco di Taranto, Rinaldo Melucci e Rocco De Franchi, il presidente e il segretario generale dell’Autorità portuale di sistema dello Jonio, Sergio Prete e Fulvio Di Blasio, il dirigente settore Bilancio della Regione, Angelosante Albanese, Vincenzo Cesareo in rappresentanza della Camera di commercio di Taranto, Franco Milella e Aldo Berlinguer del tavolo tecnico, i consiglieri regionali Marco Galante, Francesca Franzoso e Renato Perrini.

E la Zes interregionale con Matera? Liviano risponde così: “Durante i lavori sono state sollevate alcune perplessità soprattutto in ordine alle affinità dei due territori e ai reali motivi dal momento che la delibera della Regione Basilicata di accorpamento con Taranto costituisce un atto unilaterale non essendo stata preceduto da alcun confronto istituzionale con la Regione Puglia. Questa ipotesi sarà, comunque, spunto di riflessione all’interno del gruppo di lavoro. Gruppo che sarà allargato all’Asi, alle organizzazioni datoriali e sindacali”.

In merito alla tipologia degli insediamenti produttivi possibili beneficiari delle agevolazioni fiscali, i margini di operatività e di individuazione sono ricompresi nel recinto di quanto prevede il Decreto “Resto alla Sud” istitutivo delle Zes.

Il percorso è stato tracciato, adesso occorre far presto in quanto entro metà ottobre 2017 la Regione Puglia dovrà candidare le aree sulle quali far partire le Zes e, successivamente, produrre il piano strategico che sarà esaminato dal Ministero una volta che questo avrà emanato i decreti attuativi.

“Le risorse economiche – spiega il consigliere regionale Liviano – devono essere strumento del piano strategico. Dobbiamo evitare il rischio che arrivino risorse economiche che, poi, sono vanificate dalla mancanza di una visione. Ripeto, non devono essere un fine ma uno strumento al servizio di un progetto, l’istituzione della zona economica speciale, che può essere un’importante occasione di sviluppo per un’area e una città che deve scrollarsi di dosso l’abito di one company town. Nei prossimi giorni riconvocherò il gruppo di lavoro per le determinazioni del caso”.