“Fa’afafine” fa paura. Fa paura che ragazzi e famiglie possano vedere uno spettacolo teatrale di altissimo livello artistico, plurupremiato, semplicemente perchè si sospetta possa inoculare nelle menti la fantasiosa teaoria “gender” che non fa dormire baciapile e oscurantisti di ogni età.

Ne diamo conto in altri due articoli pubblicati sempre su questo blog (http://giornalemio.it/cronaca/anche-a-matera-ce-chi-ha-paura-di-faafafine/) e (http://giornalemio.it/cultura/la-basilicata-che-ha-paura-di-uno-spettacolo-teatrale/) in cui si leggono cose che andavano bene nel medioevo, non oggi.

Ma a fronte di tale prosa c’è anche (e meno male) chi dice NO a questa censura e ricorda le basi laiche di una società come la nostra.  Pubblichiamo di seguito le prese di posizione dell’Associazione materana RiSvolta e di Giuseppe Miolla di Sinistra Italiana  a fronte dei comunicati di don Filippo Lombardi, dei Consiglieri regionali Pace, Bradascio e Spada e del presidente della Commissione per le politiche sociali del Comune di Matera Gaspare L’Episcopia.

Ecco la nota di RiSvolta:

Nei tre comunicati, si attacca la cosiddetta teoria del gender, facendo appello alle famiglie, ai docenti e ai presidi affinché tutelino i ragazzi dalle “ingerenze destabilizzanti” dello spettacolo e della teoria stessa. In primo luogo, si fa presente che la nostra Costituzione all’articolo 7 recita: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. Il nostro è dunque uno Stato laico e la scuola italiana è una scuola laica. La Chiesa, con la sua visione religiosa e spirituale, può indicare una via da seguire, ma chiarendo – per onestà intellettuale – il confine tra religione e scienza, tra verità religiosa e verità scientifica. Al contrario da quanto affermato da don Lombardi, il bello, il vero e il bene non sono appannaggio esclusivo delle dottrine religiose (sarebbe presuntuoso pensarlo), ma appartengono anche alla società civile laica, all’arte, alla musica, al teatro, alle piccole cose del quotidiano.

Le famiglie, la scuola e i presidi hanno il compito di creare cittadini liberi di scegliere per sé stessi i valori in cui credere, con coscienza e consapevolezza. La religione ne indica alcuni, ma questi possono scontrarsi con tanti altri valori che nascono dall’evoluzione culturale della società.

La Chiesa cattolica sembra essere arroccata su delle posizioni precostituite ed intransigenti, rifiutando un sereno e costruttivo confronto con chi si fa portavoce di una diversa concezione del bello, del vero e del bene.

L’Associazione RiSvolta è presente sul territorio materano da quasi un anno ed è impegnata in opere di sensibilizzazione e di divulgazione scientifica sul tema della parità dei diritti contro ogni tipo di discriminazione. Pertanto, ritiene inammissibile che ancora oggi possano essere volutamente diffuse informazioni scorrette che hanno lo scopo di inculcare paure e timori.

Qualora non fosse ancora chiaro, si ribadisce ancora una volta che NON esiste una teoria del gender, fantomatica invenzione di gruppi cattolici, che utilizzano in modo volutamente confuso termini e concetti sull’identità sessuale. Si ricorda che in letteratura esistono gli studi scientifici di genere (in inglese Gender Studies), un campo di studi multidisciplinare che analizza gli aspetti sociali e culturali all’origine delle disparità di trattamento tra uomini, donne e minoranze (tra cui anche quella omosessuale) e che ha contribuito notevolmente alla riduzione del pregiudizio e delle discriminazioni basate sul genere e sull’orientamento sessuale. Pertanto, gli studi di genere hanno come obiettivo proprio la tutela e il rispetto della diversità e della complessità della natura umana. La comunità scientifica internazionale è concorde con i risultati di questi studi.

Nei comunicati sopracitati si legge inoltre che lo spettacolo teatrale è “destabilizzante e fuorviante” e insinua “dubbi o accende desideri che possono nuocere a un sano percorso educativo”. Si fa presente che l’identità sessuale di una persona non può essere modificata dalla semplice visione di uno spettacolo teatrale.

Favorire un sano percorso educativo vuol dire fare corretta informazione e descrivere la realtà come effettivamente è, anche nella sua complessità, piuttosto che ometterne una parte, quella che più spaventa. La corretta informazione ha la funzione di chiarire e aiutare ad orientarsi, affinché ogni bambino possa esprimere la sua natura e le sue specificità, senza paura e senza traumi. L’educazione alle differenze ha come obiettivo la conoscenza e il rispetto della diversità e dell’altro, per prevenire pregiudizi, stereotipi e discriminazioni che spesso sfociano in fenomeni come bullismo, e quindi, in comportamenti aggressivi e violenti. Ostacolare questo tipo di educazione crea terreno fertile alla diffusione di fenomeni discriminatori e violenti, che sono in antitesi con i valori stessi del Vangelo.

Facendo riferimento alle affermazioni dei Consiglieri regionali Pace, Bradascio e Spada, è del tutto inappropriato parlare di “approccio altamente ideologico”, in quanto non vi è nulla di ideologico nel raccontare la realtà per quella che è. È inoltre evidente la loro volontà di creare allarmismo, utilizzando espressioni palesemente esagerate quali “attacco violento alla figure dei genitori e della famiglia”.

Risulta quantomeno imbarazzante, per la futura capitale europea della Cultura, che il presidente della Commissione per le politiche sociali del Comune di Matera possa esprimersi in modo così discriminatorio e mistificatorio.

La cancellazione degli spettacoli di Potenza e di Melfi sono un atto “violento” di imposizione di un pensiero, che non lascia spazio alla libertà individuale di scegliere i propri percorsi di formazione ed informazione. L’augurio che l’Associazione RiSvolta si fa è che i materani possano essere liberi di vedere questo spettacolo, vincitore peraltro di numerosi premi internazionali, affinché ognuno si renda conto autonomamente dei contenuti dello stesso e lo giudichi dopo averlo visto, non sulla base di un pre-giudizio.

Si ringrazia il Consorzio Teatri Uniti di Basilicata per averlo messo in programma e il presidente Dino Quaratino per la professionalità e la puntualità della nota da lui pubblicata in difesa della loro scelta artistica.

Di seguito la nota di Giuseppe Miolla, Sinistra Italiana Matera  

Il consigliere comunale Lepiscopia manifesta ancora una volta la sua inadeguatezza al ruolo e alla carica che svolge.
Il suo intervento è l’ennesima forte opera di disinformazione, manipolativa e strumentalizzante, sul “Gender”.
Ebbene, la Teoria o Ideologia Gender non esiste o, meglio, esiste solo nella testa di chi la costruisce ad arte per creare una caccia alle streghe, nel tentativo di spaventare le persone e di manipolarle paventando un “complotto da parte delle “lobbies gay” contro la famiglia tradizionale, che a causa loro sarebbe destinata all’estinzione”.
L’unica realtà è invece quella del postulato scientifico dei cosiddetti “gender studies” ossia “studi di genere” (che non è per nulla teorica né ideologica), nata e sviluppatasi in Nord America negli anni Settanta nel solco del pensiero femminista sul ruolo dell’uomo e della donna in famiglia e nella società e quindi sulle differenze e interdipendenze del sesso e del genere.
A differenza di quanto urlato dal consigliere la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha sostenuto he il piano dell’offerta formativa descritto nella “riforma sulla Scuola” assicura semplicemente , come chiarisce anche il MIUR nella circolare del 15.09.2015, l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni.
Tutto ciò in attuazione dei dettami costituzionali (artt. 3, 4, 29, 37, 51) e di quanto previsto dal diritto europeo in merito alla discriminazione per ragioni connesse al genere, alla religione, alle convinzione personali, alla disabilità fisica e psichica, età, orientamento sessuale o politico.
Il dibattito sollevatosi intorno allo spettacolo teatrale Fa’afafine si aggiunge a una lunga e fitta cronaca che talvolta fa venire i brividi, talaltra solo la nausea.
Invece di apprezzare uno spettacolo che parla in modo creativi di bullismo, diversità ed accettazione, in una Matera sempre più povera dal punto di vista culturale, il consigliere preferisce dare bocca ai propri pregiudizi radicati nell’ignoranza.
Riteniamo inoltre, abbastanza triste che ancora oggi, una parte della Chiesa cattolica, in questo caso per bocca di don Filippo Lombardi condivise da don Nicola Gurrado, abbia ancora l’ardire di proibire spettacoli o letture ai fedeli, per giunta adducendo a teorie ridicole quali quella dell’”omosessualità indotta”.
Ai consiglieri Regionali Spada e Bradascio chiediamo di occuparsi e preoccuparsi della penosa condizione in cui versa la sanità lucana, della questione degli ex copes, della bomba ecologica della discarica della “La Martella”, dando un senso alla loro sterile azione ammistrativa.
Al vescovo di Matera chiediamo di intervenire affinché i sacerdoti si occupino delle anime e della divulgazione del vangelo.
Ai consiglieri di sinistra del Consiglio Comunale di Matera chiediamo di intervenire per chiedere le dimissioni del consigliere Lepiscopia da Presidente della Commissione per le politiche sociali.

Giuseppe Miolla, Sinistra Italiana Matera