Si intitola Lucania Express il romanzo di Carlo Sanna edito da Luoghinteriori.

L’opera racconta diverse emozioni: dal viaggio ad un misterioso furto sacrilego su commissione. Dalla descrizione di una terra come la Basilicata alle capacità seduttive di una giovane donna.

Ambientato negli anni ’80 in una torrida e lunga estate è la storia di un movimentato viaggio in treno che condurrà due amici, Gianluca e Antonio, in un paesino della Lucania, dove pochi giorni prima è stata trafugata dalla chiesa madre la statua del Santo Patrono.

Gianluca, giovane appassionato di cinema sperimentale, intende approfittare della parentesi estiva per stendere soggetto e sceneggiatura di un nuovo mediometraggio. Antonio, pungente e ironico nullafacente, dopo una parentesi migratoria al nord Italia, fa ritorno nella propria terra d’origine.

A compiere il furto per conto di don Crescenzo, arrogante boss della malavita pugliese, sono Rocco e Capozzola, pastori erranti nelle assolate contrade lucane.

Lena, giovane doppiogiochista d’eccellenza, nonché sfrontata ammaliatrice giocherà un ruolo determinante nella resa dei conti finale.

Lucania Express è un romanzo nel quale i toni aspri del dramma vengono diluiti dalle apprezzabili sfumature di ironia di alcuni dei personaggi. Nel racconto resistono gli ultimi scampoli di una terra ancora intrisa di superstizione e magia. Nel ritmo e nella vivacità dell’azione, negli scenari di un sud arroventato e sulle strade ferrate e d’asfalto dove si incrociano i destini dei protagonisti riecheggiano atmosfere da “road movie”.

 

BIOGRAFIA

Carlo Sanna (1968) ha vissuto e girovagato in molti luoghi della provincia italiana, Lucania compresa, e da ciascuno ha tratto ispirazione per questo suo primo romanzo pubblicato da LuoghInteriori edizioni. Nutre grande interesse per il teatro, il cinema, il fumetto, la fotografia e, appunto, la letteratura. Per questo motivo ha condotto gruppi di sperimentazione teatrale, ha sviluppato sceneggiature, ha girato cortometraggi. Nella vita si occupa di “Caminantes”, come direbbe Antonio Machado.