Un vero kolossal teatrale che interpreta le fasi dell’innocenza di Adamo ed Eva nel paradiso terrestre, la loro cacciata e, infine, il loro riscatto. E’“L’Adamo Caduto” tragedia sacra, composta da cinque atti, 5 cori e 54 scene con un totale di 7117 versi che è stato portato in scena Mercoledì 6 giugno 2018 a partire dalle 18.30 in piazza Marconi dagli alunni dell’istituto comprensivo “Davia”.

L’episodio biblico, “reinventato” da P. Serafino, è un viaggio immaginario vissuto tra natura, cultura e fede, tra sentimenti e sensazioni contrastanti attraverso le “voci di dentro”, dei 28 personaggi, ai quali si aggiungono i cori degli angeli e dei demoni. Partendo dal messaggio che si vive cadendo e si cammina risorgendo, padre Serafino della Salandra ha voluto rivivere il dramma della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso e la successiva riconciliazione con Dio. Il frate francescano era predicatore, lettore e diffinitore della Provincia Riformata di Basilicata, quando nel 1647 diede alle stampe “L’Adamo Caduto”. Un testo impegnativo che non ha spaventato gli alunni e il corpo docente che hanno inscenato una rappresentazione molto partecipata. Un progetto curato dell’insegnante di Scuola Primaria Iolanda Serra, che ha visto coinvolti, grazie anche alla dott.ssa Elena Labbate Dirigente Scolastica, gli alunni dei 3 plessi di Salandra, San Mauro e Calciano dell’Istituto Comprensivo “ten. Rocco Davia”.Lo spettacolo ha partecipato lo scorso 24 maggio al Magna Grecia Teatro – Festival Scolastico di Nova Siri. Scenografie, costumi, musiche ed interpretazione sono state realizzate e curate dai docenti dell’Istituto coadiuvati dai genitori degli alunni.

La rappresentazione di Salandra è stata  realizzata in collaborazione con il Forum delle Associazioni ed il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Salandra guidata da Gianfranco Tubito.

 

La comunicazione tra i personaggi è basata su gesti, parole, silenzi che aprono spazi di angoscia, di solitudine, di speranza, di ebbrezza e di arroganza che arrivano a scene dantesche e a vibrazioni poetiche.E’ un teatro-racconto che riserva sorprese contenutistiche e stilistiche, specie nei soliloqui nei cori. Di Dio si scopre “la fisicità” e “l’umanità” nel vedere infranto il suo progetto che ha per l’uomo e che, alla fine, si ricompone con la morte di Cristo. Adamo è la creatura di Dio; è il suo eroe, di cui ne coglie, anche, la fragilità e lo segue con apprensione. Così, Onnipotenza e Misericordia si alternano e si scontrano. Lucifero vuole infrangere il progetto di Dio e con odio e decisione convoca e convince i demoni. E’ affiancato da Megera che risulta più violenta e brutale. E’ la coalizione del male: staccare Adamo ed Eva da Dio. I demoni si rivolgono ad Eva per raggiungere l’intento. L’incalzare dei desideri crea in Eva un’inquietudine radicale e un’ ingenuità sinuosa che s’intreccia con la curiosità di Adamo…

Non è la prima volta che il testo calca le scene. Nel  2001, fu realizzata dal “Teatro della Fede Gruppo dell’Arca di Grottaglie (TA)” diretta da Alfredo Traversa. Nel  2014 curato dall’Associazione FullFrame di Roma, con la sapiente regia di Nicola Ragone (regista salandrese vincitore del nastro d’argento nella sezione cortometraggi nel 2015).