“Vorrei che la gente potesse avere sempre un aquilone vicino a se con cui poter volare, proprio come io ho per aquilone Pino Mango che riesce a portarmi oltre le nuvole”. Ed é iniziata proprio con il ricordo al cantante lucano della Terra degli Aquiloni che pochi giorni fa avrebbe compiuto 61 anni, la presentazione dell’ultimo libro di Carmen Pafundi, La  Ragazza sull’Aquilone, che é stata l’occasione per un dibattito a piú voci, sulla delicata questione della disabilitá, moderato dal giornalista, Vito Bubbico.

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“La disabilitá é di come la vedono gli altri” é la sintesi di un messaggio che ci deve far riflettere, che mi ha lasciato un ragazzo disabile di 16 anni venuto dalla Sicilia, che ho incontrato nelle mie prime giornate da Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Matera, ha detto Marilena Antonicelli.

“Occorre andare oltre la disabilità partendo dalla scuola, perché, ha sottolineato l’Assessore, i luoghi comuni si smontano a partire dalla educazione”.

Anche Patrizia Orofino, in rappresentanza dell’Associazione Cittàchelegge, ha ricordato come “l’associazione nasce dalla consapevolezza che abbiamo bisogno di leggere, perché la lettura sostiene la lotta ai pregiudizi e la costruzione di una dimensione sociale più equa.”

Poi, Carmen Pafundi ha parlato del suo libro. Un libro che, come i precedenti, ha affascinato il lettore perché, come é stato sottolineato in sala, lei scrive come se dipingesse. “Scrivere e dipingere sono le mie gambe buone e allora mi accorgo che mi fanno camminare bene” ha detto l’autrice di origini lucane, tratteggiando anche il suo percorso di vita e quei silenzi e quel sentirsi mettere, spesso, da parte, che l’hanno costretta ad aggrapparsi ai propri quadri e alla propria scrittura per superare limiti oggettivi e solitudini. Una grandissima energia e una rara determinazione l’hanno condotta a liberare la fantasia, e il suo aquilone, nell’isola di Segezia.

“Questo luogo, detto anche “l’isola degli aquiloni”, è lo sfondo della storia che racconto, ma è anche lo scrigno di miei ricordi personali, difficili ma bellissimi che si riferiscono a Borgo Segezia, nei pressi di Foggia, dove ho trascorso alcuni anni della mia vita. Questo libro, come i miei altri due romanzi (Un albero di cachi sono stata e Le donne della merceria Alfani , editi per i tipi di Altrimedia Edizioni), narrano in particolare di donne, spesso lucane e con qualche difficoltà fisica (come me), che devono scegliere tra cosa avrebbero voluto essere e cosa possono fare.”

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Grandi emozioni hanno suscitato le letture di alcuni estratti del libro, letti da Agata Altavilla e Maria Rosaria Viggiano; entrambe affascinate dalla narrazioni e scrupolose osservatrici del mondo descritto da Carmen.
“Leggendo si aveva spesso l’impressione di trovarsi difronte a
meravigliosi dipinti – ha sottolineato Agata Altavilla – che rendevano la scrittura ancora più ricca e vibrante; per non parlare dei tanti profumi che si sprigionano nel romanzo. Un viaggio straordinario perché a essere coinvolti sono tutti e cinque i sensi.”

“Questo libro – ha aggiunto Maria Rosaria Viggiano – è importante per la bellezza della storia d’amore che viene narrata, per la certosina cura dei particolari, ma anche perché ti obbliga a fermarti e a ripensare il tuo essere persona qui e adesso.”
Insomma un romanzo in cui i protagonisti diventano i luoghi, i colori, gli odori, le emozioni. Edito da Altrimedia Edizioni, la casa editrice materana che questo anno festeggia i suoi primi 20 anni.

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“Ancora una volta la passione e la partecipazione del pubblico costituiscono la cifra del nostro impegno. In questi vent’anni’ ha detto in chiusura l’editore Vito Epifania, abbiamo continuato a lavorare convinti che unire le persone, metterle insieme intorno ai grandi temi rappresenti l’occasione di diventare tutti protagonisti più responsabili del nostro tempo.”