Tutto è iniziato a Matera, dice nella affollata conferenza stampa il  Procuratore Capo Pietro Argentino, a seguito della denuncia di un cittadino, ex dipendente della società cooperativa “Croce Verde Materana”, che denunciava, nel 2016,  irregolarità contributive da parte del datore di lavoro nell’espletamento del servizio appaltato dalla ASM di Matera per il trasporto di infermi, svolto, a suo dire, da personale non regolarmente assunto.

Il P.M. coadiuvato dalla Guardia di Finanza, ricostruiva tutte le fasi dell’appalto per verificare se vi fossero stati abusi relativi a contribuzione e retribuzione dei dipendenti. L’indagine rivelava gravi indizi di reato in ordine ad un tentativo di truffa ai danni della ASM da parte dei titolari della Croce Verde Materana che non essendo in regola con il D.U.R.C., Documento Unico di Regolarità Contributiva, avevano creato una nuova società perfettamente sovrapponibile alla prima, denominata Croce Verde Matera, avallata da una attestazione ideologicamente falsa del Dirigente Amministrativo del presidio ospedaliero Madonna delle Grazie, Taccardi Maria Evangelista detta Eva, che dava atto ad una autorizzazione inesistente al subentro di una nuova società che avrebbe prestato il servizio oggetto dell’appalto eludendo il divieto della irregolarità contributiva e retributiva della società originaria.

Acquisiti i gravi indizi di reato ex art 479 codice penale (Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici) si procedeva alle operazioni tecniche di intercettazioni telefoniche e video ambientali, nelle quali si osservavano e ascoltavano i gestori privati delle due società e i dirigenti e le figure di spicco della ASM. Le intercettazioni hanno fornito la conferma di quanto indagato a carico delle due società, ma hanno aperto un altro canale di indagine su più gravi episodi criminosi consumati da alcuni dirigenti delle Aziende Sanitarie della Basilicata e di una Azienda Sanitaria della Puglia, evidenziando il totale condizionamento della sanità pubblica da parte di interessi privatistici e da logiche clientelari politiche.

Scrive il G.I.P. di Matera Angela Rosa Nettis, “il deus ex machina” e della “distorsione istituzionale” è il Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella,  raggiunto da un provvedimento di arresti domiciliari, a cui sono contestate le accuse di falso ideologico e abuso d’ufficio. E continua aggiungendo che Pittella “non si limita ad espletare la funzione istituzionale formulando gli atti di indirizzo politico per il miglioramento e l’efficienza della sanità regionale, ma influenza anche le scelte gestionali delle ASM interfacciandosi direttamente con i loro direttori generali” peraltro da lui nominati.

Dalle indagini emerge che la pesante influenza del Presidente della Regione Basilicata Pittella è determinante nell’ambito dei concorsi per la selezione ed assunzione di personale delle ASM per il forte legame che ha su alcuni dirigenti apicali, tra i quali  il  Direttore Generale della ASM di Matera, Pietro Quinto, “collettore delle raccomandazioni” che promanano dal Presidente della Regione Basilicata Pittella, e che intrattiene rapporti con figure politiche e religiose di spicco, con esponenti del mondo imprenditoriale e con esponenti dell’Università degli Studi di Bari,  con il Direttore Amministrativo della stessa ASM di Matera, Maria Benedetto, e con altri dirigenti componenti delle commissioni d’esame. Pietro Quinto Direttore Generale ASM di Matera e Maria Benedetto Direttore Amministrativo stessa ASM sono stati raggiunti da provvedimento di detenzione in carcere.

Pietro Quinto, scrive il G.I.P. Nettis è “il dominus” di un collaudato sistema attraverso il quale vengono pilotati i concorsi pubblici per l’assunzione di personale, specie amministrativo, per soddisfare le segnalazioni che arrivano da esponenti politici e non solo. Sempre Quinto condiziona le procedure selettive, mai comparendo, ma servendosi del suo Direttore Amministrativo, Benedetto, che a sua volta coinvolge altri dipendenti ASM e i membri delle commissioni d’esame, “scientemente consapevoli e complici di tale distorto uso del potere pubblico”.

Concorsi “truccati”,  “taroccamento” dei punteggi, verbali falsi, distruzione dei verbali ed almeno un episodio di corruzione è il desolante panorama sul quale hanno indagato il P.M. Salvatore Colella, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Matera Donato Tatulli, il Comandante del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria Pasquale Pepe, il Tenente Cataldo Gregucci, impegnando 100 tra uomini e donne della Guardia di Finanza.

Il Procuratore Capo Pietro Argentino, pur non potendosi esprimere, ha lasciato intendere che sono possibili nuovi sviluppi e che, comunque, l’indagine va avanti. Al momento attuale l’ufficio del Procuratore ha ipotizzato 32 capi d’accusa per i delitti di cui agli artt. 323 – 326 – 479 – 490 (aggravati ai sensi dell’art 476 comma2 – – 318 – 319 – 321- 640 – cpv. n 1) – 353 c.p. di cui uno a carico delle due società all’origine dell’indagine.

Agli arresti domiciliari sono finiti Marcello Pittella, Agostino Meale, Vito Montanaro, Maddalena Berardi, Annarita di Taranto, Davide Falasca, Vito D’Alessandro, Alessandra D’Anzieri, Luigi Fruscio, Giovanni Chiarelli, Gianvito Amendola, Carmine  Capobianco, Grazia Maria Ciannella, Gennaro Larotonda, Domenico Petrone, Lorenzo Santandrea, Rosanna Grieco, Carmela Lascaro, Roberto Lascaro e Claudio Lascaro.

Obbligo di dimora per Grazia Lascaro, Antonio Lascaro, Cristoforo Di Cuia, Gaetano Appio, Michele Morelli, Francesco Mannarella, Roberta Fiorentino, Angela Capuano e Ferdinando Vaccaro.

Provvedimento di detenzione Direttore Generale Asm Piero Quinto e  il Direttore Amministrativo dell’Asm Maria Benedetto.

Operazione SIGILLO