Una intera comunità si è stretta ieri sera attorno ad AGATA, l’associazione di “Volontari contro il cancro” che proprio nei giorni scorsi ha compiuto il suo primo anno di vita e che ha voluto festeggiare con una iniziativa pubblica durante la quale fare il punto sulle iniziative svolte e gli obiettivi raggiunti durante i primi 365 giorni di vita, oltre a rendicontare tutte le donazioni ricevute ed il loro utilizzo.

Nessuno di noi – ha spiegato la Presidente dell’associazione, Mirna Mastronardi – poteva immaginare quanta strada avremmo percorso in un solo anno di vita”.

Immediata attivazione di una linea telefonica dedicata ai pazienti oncologici e alle loro famiglie, realizzazione di iniziative volte a sensibilizzare sull’importanza della diagnosi precoce, confronto con l’ASM che ha portato a percorsi di accesso prioritario alle sale prelievi per i pazienti in chemioterapia, un protocollo d’intesa tra Agata e l’IRCCS CROB di Rionero, un convegno grazie al quale in Basilicata si è cominciato a parlare di mutazione dei geni BRCA 1 e 2 e predisposizione ereditaria a tumori di mammella e ovaio, attivazione di percorsi di autoaiuto ed infine una importante campagna di raccolta fondi, conclusasi con l’acquisto del Ford Tourneo 9 posti con il quale accompagnare gratuitamente i pazienti del territorio ad effettuare la chemioterapia nei centri oncologici di riferimento.

Questi sono solo alcuni dei tanti obiettivi raggiunti dall’associazione AGATA – VOLONTARI CONTRO IL CANCRO, che ha concluso il suo primo anno di vita con l’istituzione del fondo “Continuo a vivere per aiutarti”, nel quale far confluire le offerte ricevute in memoria di chi dal cancro è stato strappato via. Donazioni che non verranno utilizzate per le normali attività di Agata, ma che aiuteranno i nuovi ammalati in difficoltà economica.

Per la presidente Mirna Mastronardi, il merito del lavoro è da attribuire al nucleo operativo dell’associazione, composto da donne e uomini che non si sono fermati di fronte alle difficoltà e che – anche malati – hanno lavorato infaticabili, donando ad Agata tempo, energie e amore, spesso coinvolgendo le proprie famiglie ed i propri amici più cari per rendere Agata ogni giorno più forte.

Una serata all’insegna delle grandi emozioni e della commozione. Lungo l’elenco delle donazioni ricevute.  E “Ogni donazione – è stato spiegato – racconta una storia straordinaria di amore e solidarietà”.

Il primo grazie che ci sentiamo di rivolgere – ha spiegato la Presidente dell’associazione AGATA, dopo aver elencato le entrate e le uscite del primo anno, conclusosi in attivo – è alla nostra comunità, che ha avuto fiducia in noi e ci ha sostenuti sin dalla nostra nascita. Senza i nostri concittadini nulla avremmo potuto. Le iniziative, le manifestazioni, gli aiuti che proviamo a fornire e l’acquisto del Ford Tourneo sono stati resi possibili solo grazie alla straordinaria generosità della nostra comunità, oltre che di pochi imprenditori dal cuore grande e di associazioni particolarmente sensibili quali Emanuele11e72, la Fidas e Art Factory e tante altre”. Ma lungo è l’elenco degli “amici” di Agata da ringraziare.

Durante i festeggiamenti l’associazione ha assegnato la tessera di Socio Benemerito di AGATA alla manager lucana Carmela Suriano, riconoscimento attribuitole – come hanno spiegato le socie – “per il supporto, l’Amicizia e la stima e perché è una Donna speciale”.

La serata si è poi conclusa con le parole colme di affetto e di fede dell’Arcivescovo di Matera-Irsina, Monsignor Giuseppe Caiazzo, che ha impartito la benedizione prima ai volontari dell’associazione – che don Pino ha accolto a braccia aperte sin dalla sua costituzione – e poi al mezzo di trasporto destinato ai pazienti oncologici.

Terminati i festeggiamenti, il lavoro dei volontari di Agata riprende con nuovo slancio e nuova energia. Già dalla prossima settimana il Tourneo sarà operativo.

Per chiunque avesse bisogno di noi (per viaggiare con noi, per ricevere un sostegno o anche solo per una parola di conforto ed un sorriso) – ricordano i soci – siamo contattabili alla linea dedicata 3926176222”.

 

Ma come raccontare AGATA? Lasciamolo fare a loro stessi…..

Raccontare AGATA è raccontare una storia che si compone di tante storie.
E’ raccontare 10 socie fondatrici che, un anno fa, in 30 giorni sono diventate 142 soci.
E’ raccontare la concomitanza della nostra nascita con le levatacce al buio per accompagnare Lucia a fare le chemio, in un percorso pieno di neve ma soprattutto di timori infiniti.
E’ raccontare la speranza ma soprattutto la vita che non cede alla paura.
E’ la storia di una sorellanza bellissima che ha riempito i cuori.
E’ raccontare una solidarietà contagiosa.
E’ una storia di malate che diventano partner dell’ IRCCS CROB in progetti importanti.
E’ la storia di donne e uomini che si sono battuti ed hanno ottenuto l’accesso prioritario alle sale prelievi per pazienti in chemioterapia (ma anche per donne in dolce attesa e invalidi con accompagnamento).
E’ raccontare le lacrime che pungevano gli occhi di fronte ad ogni messaggio, ogni bigliettino, ogni contributo ricevuto.
E’ mostrare centinaia e centinaia di scatti che hanno voluto immortalare il lato splendente della solidarietà. Quello che sorride. Nonostante tutto.
E’ raccontare il sostegno tra associazioni. Ti dono quello che è mio e che ora diventa NOSTRO perché insieme possiamo crescere e fare meglio.
E’ raccontare le spalle larghe che ci hanno sostenuti e non ci hanno fatto mollare la spugna di fronte alle difficoltà che pure non sono mancate.
E’ descrivere lo sguardo di Carmela Suriano ogni volta che ci ha incontrate/i.
E’ parlarvi del cuore grande di ogni imprenditore di quei pochi che hanno voluto sostenerci.
E’ quell’arcobaleno sul biglietto dei bambini e ragazzi seguiti da Anna Carone ed il loro piccolo immenso sostegno. Per una colazione agli ammalati che accompagneremo. E sarà la colazione più buona del mondo.
E’ raccontare le volontarie che lavorano anche a tarda notte per allestire il mercatino della solidarietà, perché il 9 posti lo abbiamo comprato, sì vabbé ma ora dobbiamo anche farlo viaggiare!
E’ raccontarvi i nostri figli a dare una mano, con quelle loro piccole e bellissime manine, che scoprono quanto sia bello donare e donarsi.
E’ don Pino che ci abbraccia e benedice, con i suoi occhi belli, con le sue mani rassicuranti.
E’ raccontare una comunità che da subito ci ha stretti nel suo abbraccio e da quell’abbraccio non ci ha fatti uscire più.
E’ mostrare gli occhi belli di chi crede, chi spera, chi va avanti, chi combatte, chi non si arrende.
E’ raccontare ogni amico, ogni associazione, ogni risata, ogni pianto, ogni abbraccio, ogni paura, ogni sostegno, ogni parola d’affetto, ogni passo percorso, ogni sassolino che abbiamo dovuto sopportare nelle scarpe, ogni telefonata, ogni progetto presentato, ogni obiettivo realizzato, ogni sì, ogni no, ogni promessa, ogni porta chiusa, ogni amica, ogni amico…
E’ raccontare l’amicizia, la tenacia, la determinazione, i denti stretti, la forza, la voglia di vivere che scende in campo contro la malattia.
E’ raccontare la VITA.