La dignità di essere liberi”, un dibattito con più voci a confronto che non ha trascurato l’attualità e i temi caldi del nostro tempo, si è svolto ieri 8 marzo al cinema Piccolo di Matera, al termine della proiezione del film “Vita agli arresti” diretto da Marco Martinelli e interpretato da Ermanna Montanari.

L’iniziativa (che rientra nella programmazione del Consorzio Teatri Uniti di Basilicata con Regione Basilicata, Mibact, in collaborazione con il Teatro delle Albe/Ravenna Teatro) ha preso le mosse dalla vicenda di Aung San Suu Kyi, la leader birmana tenuta agli arresti per 20 anni e ha coinvolto.

Sono stati il regista e la protagonista, in apertura dell’incontro, a descrivere le ragioni che hanno portato alla realizzazione del film che era nato nel 2014 come testo teatrale.

La trama, nata da una riflessione di Martinelli, si è sviluppata attraverso un intenso lavoro di documentazione sulla vicenda umana e politica di Aung San Suu Kyi e su sopralluoghi in Birmania, nei luoghi in cui la donna è vissuta e vive ancora oggi.

Una figura indubbiamente controversa, quella della leader birmana che proprio per questo conduce a riflessioni e approfondimenti, confermati anche nel corso del dibattito.

L’importanza della disobbedienza non violenta, del dialogo, i valori civili da tramandare ai giovani, ma anche il linguaggio cinematografico sviluppato con canoni che riconducono a esempi come quelli di Jean Luc Godard, hanno animato le osservazioni dei partecipanti: Patrizia Di Franco, dirigente scolastico, Paride Leporace, della direttore Lucana Film Commission e Mons. Pierdomenico Di Candia, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina.

Folta la partecipazione sia alla proiezione che al dibattito nel corso del quale Marco Martinelli e Ermanna Montanari hanno annunciato la decisione di girare un nuovo film nei prossimi tempi.