Anche il ministro della Salute Giulia Grillo , e di conseguenza il Governo, vogliono vederci chiaro su quanto accaduto in Basilicata con l’inchiesta ”Suggello”sui concorsi truccati e sulleraccomandazioni nella sanità lucana, condotta dalla Procura della Repubblica di Matera e dalla Guardia di Finanza e che ha portato alla emissione di 22 provvedimenti restrittivi, due dei quali in carcere, il resto ai domiciliari o con obblighi di dimora. E così domani, 11 luglio, sarà in Basilicata una task force di esperti.
“Il compito del gruppo – si legge in un comunicato ministeriale – è di accertare se, e in quale misura, in conseguenza delle vicende giudiziarie che stanno interessando alcune strutture sanitarie della Regione, siano stati commessi reati contro la Pubblica amministrazione e impedimenti nell’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini. Ferma restando la necessità che gli organi inquirenti accertino la reale portata dei fatti e le relative conseguenze, la task effettuerà le ispezioni di sua competenza presso la Asl di Matera”. I componenti del gruppo sono rappresentanti del ministero della Salute, dell’Agenas, dell’Iss e dei Nas. Fin qui il Ministero. Mentre in Tribunale sono cominciati gli interrogatori di garanzia, durati ciascuno tre ore, nei confronti di due indagati e attualmente ristretti in carcere: Pietro Quinto, commissario della Asm, e il direttore amministrativo Maria Benedetto. Giovedì toccherà al presidente della giunta regionale, Marcello Pittella, ai domiciliari, essere interrogato- alla presenza dei difensori Emilio Nicola Buccico e Antonello Cimadomo- dal gip Angela Rosa Nettis,dal procuratore della Repubblica Pietro Argentino e dal sostituto procuratore della Repubblica Salvatore Colella. Per la cronaca è stato sentito per primo il commissario Pietro, Quinto, assistito dall’avvocato Vincenzo Montagna, Secondo quanto si è appreso, Quinto ha risposto a tutte le domande che gli sonostate poste e ha ammesso di aver ricevuto delle segnalazioni ma senza, a suo parere, aver commesso alcun tipo di reato ma ammettendo di aver fatto segnalazioni di candidati per i vari concorsi. ma non ha partecipato al pilotaggio nei concorsi e nemmeno alla distruzione di atti o verbali . L’ex commissario della Asm avrebbe chiarito alcuni elementi sulla carriera universitaria del figlio all’Ateneo di Bari e in particolare sul superamento in pochi giorni di cinque esami. Prove sostenute da maggio a dicembre, trattandosi di due esami (diritto amministrativo e penale) da tenersi in due fasi e di un complementare. La difesa ha chiesto l’attenuazione della misura cautelare e ha annunciato che Quinto non tornerà a lavorare all’Asm fino alla conclusione delle indagini. Anche il direttore amministrativo della Asm, Maria Benedetto,difeso dall’ avvocato Riccardo Laviola, ha risposto alle domande degli inquirenti ” Ha cercato-ha detto Laviola- di dare una risposta logica, di colmare vuoti derivanti dalle intercettazioni ambientali ed è stata sottoposta all’ascolto di una intercettazione sulla quale ha dato tutte le sue risposte. E’ ovvio che in questa sede la difesa ha ritenuto l’intervenuta cessazione delle esigenze cautelari e ciò sopratutto in relazione a due circostanze fondamentali: la prima sono le intervenute dimissioni da direttore amministrativo dell’Asm protocollate e prodotte in questa sede al Gip, la seconda è che vi è stata una richiesta di collocazione in aspettativa e sul cessato pericolo di inquinamento probatorio e anche sulla possibilità di reiterare delitti dello stesso tipo. Naturalmente per questa considerazione fondamentale la difesa ha ritenuto di chiedere la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare e solo subordinatamente anche la concessione di misure meno afflittive”. Il sostituto procuratore della Repubblica, Salvatore Colella, ha 48 ore di tempo per un parere. Poi toccherà al gip valutare e adottare i provvedimenti del caso.