Quello di Macerata è un crimine razzista, evitiamo di edulcorare la verità. E’ la messa in pratica della irresponsabile propaganda che sparla di una invasione che non c’è (sono i numeri a dirlo) ed incita all’odio per gli stranieri.

Una propaganda folle ed irresponsabile che crea paura, che ci sta facendo abbruttire culturalmente (penso a quel comune del potentino in cui recentemente con un referendum si è detto no allo straniero senza che in paese ce ne fosse nemmeno uno) per consentire a qualcuno di raccattare qualche voto in più, ma che ci sta facendo lentamente sprofondare in quel sonno della ragione che ha prodotto mostri come il fascismo e il nazismo. E non si dica che si esagera a paventare questa deriva.

Non a caso si moltiplicano le manifestazioni esterne di inneggiamento a quelle ideologie.

La situazione è molto più grave di quello che si pensi e questo episodio deve essere visto come la spia di un degrado umano e culturale che rischiamo di pagare caro.

Attenti a minimizzare, attenti a giustificare questo gesto terroristico con l’orrendo omicidio della giovane Pamela.

I parenti della sfortunata ragazza hanno dichiarato chiaramente e civilmente che vogliono giustizia nell’ambito delle leggi, non vendetta. Il resto è sciacallaggio politico e razzismo omicida.

Chi ha seminato ancora “paura” per le vie del centro di Macerata questa mattina, in un raid razzista, sparando dalla propria auto,  ferendo sei persone e colpendo negozi ed edifici è Luca Traini, un ventottenne incensurato -già candidato per la Lega- che quando i carabinieri l’hanno arrestato -raccontano le cronache locali- si è esibito nel saluto romano.

E’ evidente “la brodazza di coltura” in cui questo ragazzotto è cresciuto e quanti come lui ne stanno inalando i miasmi di odio di cui la nostra società rischia di pagarne le conseguenze.

E’ evidente, a chi vuole guardare in faccia la realtà, che in Italia non c’è un problema di invasione (qualche centinaia di migliaia di persone su 55 milioni di abitanti dà l’esatta falsità di tale propaganda) ma quello di una pessima gestione dell’ospitalità di chi scappa dal vicino continente africano in cerca di una migliore condizione di vita, spesso di una sopravvivenza da guerre e fame.

Un flusso gestito nell’ottica dell’emergenza che emergenza non è più e che invece andrebbe strutturato con uno sguardo più lungo.

Ma si sa i pensieri lunghi e le politiche figlie di tali analisi non appartengono alle classi dirigenti che governano, impegnate come sono in campagne elettorali permanenti. Concentrate sull’apparire piuttosto che sull’essere qualcosa di serio e concreto.

Piaccia o non piaccia i flussi migratori non sono destinati a diminuire. Per il momento Minniti ne ha contribuito a segregare un bel pò nei campi di concentramento libici (tanto che ce ne frega se li ammazzano lì, lontano dai nostri occhi).

Ma si illude chi pensa che all’improvviso si possa interrompere il flusso del fiume dei disperati in fuga dall’Africa verso il nostro continente. E allora o impariamo e ci organizziamo ad accoglierli con umanità e per quanto possibile inserirli nel tessuto della nostra società (per i pochi che vogliono rimanere in Italia), oppure dobbiamo sparargli addosso appena mettono piede sul suolo italico.

E vediamo, oltre a qualche fascistello, chi ha il coraggio di imbracciare un fucile e sparare addosso a quelle donne, a quei bambini, a quegli uomini che scampati ad un naufragio si presentano al nostro cospetto.

A tanti da così fastidio il ragazzo di colore che fa il lavavetri al semaforo o che ci chiede la carità davanti al supermarket…..oppure gli schiamazzi di qualche gruppo di loro per strada. Comprensibile, ma nulla di tanto grave da alimentar un vero ostracismo nei loro confronti. O no?

Anche perchè se per un’attimo pensassimo se al loro posto ci fosse gente bianca -quelli come noi- avremmo la stessa reazione?

Non è certo obbligatorio dargli l’obolo ma nemmeno è necessario scomodarsi a  versargli addosso tanto odio, nella migliore delle ipotesi.

Diversi sono gli atti di delinquenza. Quelli vanno perseguiti sempre, da chiunque li compia che siano bianchi o di colore. Ma qui ci sono le forze dell’ordine addette allo scopo. Non ci serve il Far west.