Ha fatto paura a tanti, anche a 90 anni, la figura del leader cubano Fidel Castro ” conducator”, ”dictator” ma anche innovator…tanto da gettare un ponte di fattiva collaborazione tra L’Avana ( La Habana) e Matera, con un progetto partito dalla ” Città” dei Sassi, a valle delle buone pratiche di restauro seguite alla legge speciale di recupero dei rioni Sassi ( la 771/86), all’inserimento nel 1993 tra i beni patrimonio dell’Unesco e alla efficace progettualità di recupero e riuso avviata da giovani professionalità.

E tra questi, 15 anni fa , l’architetto Antonio ”Tonio” Mattia Acito, con una eredità raccolta da Giuseppe Andrisani, quell’Opificio delle Arte e dei Mestieri di Matera che consenti di sottoscrivere un accordo con la Oficina del Historiador de La Habana. Restauro di antichi edifici e monumenti del periodo coloniale, di affreschi seicenteschi e formazione di tecnici e maestranze nel recupero di beni architettonici.

Quel progetto coinvolse il Comune di Matera, la Regione Basilicata, l’ Oficina de Historiador della Ciudad de Habana, l’ Opificio delle arti e dei mestieri di Matera per la realizzazione di un progetto di sviluppo locale a livello umano (PDHL) sostenuto dalle Nazioni Unite. E si andò oltre nel 2002 con lo scambio tra Matera e L’Avana, città patrimonio dell’Unesco, per la promozione e l’interscambio di esperienze per la valorizzazione e il recupero di beni culturali.

Una delegazione di autorità e tecnici cubani venne a Matera dal 26 gennaio al 2 febbraio, in continuità con un progetto avviato da oltre un anno. Nella settimana “cubana” rientravano un confronto sull’attività svolte per il recupero, grazie all’apporto di tecnici italiani, di due palazzi del XVII secolo nel centro dell’Avana ed uno scambio di esperienze sull’artigianato artistico a Camaguey (dove lo studio Acitoandpartners elaborò uno studio per il recupero di un teatro) .

Vennero programmate, inoltre, al Palazzo dell’Annunziata, mostre fotografiche sui Sassi e sul centro storico della capitale cubana. Ricordiamo la visita del sottosegretario alla cultura cubano, il console in Italia, tecnici ed esperti. E poi gli incontri e la missione di operatori economici di Api e Cna e di artigiani locali per studiare forme di investimento nell’isola.

Poi i rapporti, come da tradizione materana e di Basilicata, si affievolirono per l’assenza di un volontà e di un progetto per rafforzare i rapporti con Cuba portata avanti poi da tecnici come Giuseppe Andrisani e Nicola Letizia, che hanno continuato a tessere rapporti con il Brasile (MateraRio) e con la Colombia (Cartagena de Las Indias).

Peccato, perchè si stava lavorando anche a una visita ufficiale del ”leaer Maximo” in Basilicata, ma i tempi non erano maturi. Ricordiamo anche delle piccole idee come la cooperativa dei ”Cocotaxi” pensata da Leonardo Montemurro e poi ripresa, ma a titolo individuale, dalla flotta degli Ape calessino. Una delle tante.

MaterAvana è una esperienza positiva che può essere comunque ripresa . Occorrono volontà e lungimiranza.

Quando? Dipende dai protagonisti di allora e a quelli che potrebbero esserlo oggi, se si guardassero un po’ indietro per le buone cose fatta e favorite anche da Fidel Castro. Fu una rivoluzione, che nell’isola continua dopo la mediazione della Chiesa e l’apertura agli Stati Uniti.

Da noi siamo al ”desencanto” o alla delusione. Ci vorrebbe una rivoluzione…Hasta siempre, Fidel!

 

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