Scomoda  “il divino” per eccellenza -l’inossidabile Giulio Andreotti-, il consigliere comunale Gianfranco De Mola (detto Gianni ed eletto nella lista “Scelgo Matera 2019 per Adduce“) per esprimere le sue riserve sul recente bando per 10 unità lavorative da assumere nell’organico della Fondazione MATERA 2019, confessando -per l’appunto- che  “a pensar male si fa peccato” ma che “spesso ci si azzecca“. Ma ecco i dubbi e le riserve del consigliere della Città dei Sassi che pubblichiamo integralmente a seguire.

Sulla scorta delle recenti polemiche rivolte alle Fondazione Matera Basilicata 2019, riguardo assunzioni dirette, consulenze, affidamenti d’incarico e bandi di concorso di equivocabile trasparenza e attribuzione di valore e merito, è necessario soffermare l’attenzione sull’Avviso pubblico di selezione, per titoli e prova orale, per assunzioni a tempo determinato (18 mesi) di n. 10 unità lavorative all’interno della Fondazione.

Procedendo con ordine, si vorrebbe porre l’attenzione proprio sui termini del contratto, prorogabili da 18 fino ad ulteriori 36 mesi (Art. 9 dell’Avviso Pubblico), garantendo quindi, in seguito ai recenti decreti e provvedimenti in materia di pubblica amministrazione del Ministero per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione, una durata del rapporto lavorativo utile all’assunzione a tempo indeterminato presso lo stesso ente o un qualsiasi ente della pubblica amministrazione, con mansioni e competenze similari; a tal proposito si possono facilmente immaginare le conseguenze.

Le unità di personale ricercate diffusamente dalla Fondazione si distinguono certamente per le diverse competenze, ma molto limitatamente per i requisiti specifici richiesti, che, come si può notare dall’Art. 2, non prevedono la minima inclusione di classi di laurea in Ingegneria o Architettura, nonostante queste figure possano legittimamente ambire alla posizione di Project manager, Assistenti Relazioni Esterne o di Impiegato Amministrativo – Appalti e contratti.

E che dire riguardo l’Art. 5 del Bando che si limita alla sola composizione della Commissione Giudicatrice. Sarebbe certamente utile, per motivi di trasparenza, poter comprende come viene nominata la commissione, da chi, secondo quale oggettivo criterio di scelta. Almeno non si rischierebbe di incorrere nel frequente paradosso lucano secondo cui, i candidati risultano spesso essere più qualificati degli stessi Commissari.

Queste riflessioni costituiscono tuttavia il corollario intorno all’evidente dubbio metodologico circa l’ampio margine di discrezionalità che si affida alla commissione giudicatrice, attraverso l’iniqua distribuzione del punteggio. Appare, infatti, abbastanza ovvio il margine di discrezionalità se la prova orale ha un valore di 40 punti su 100 punti complessivi attribuibili a ciascun candidato, soprattutto se la valutazione dei titoli di studio può raggiungere il massimo di 10 punti, mentre ulteriori 40 punti riguardano titoli di servizio che certamente non favoriscono i giovani e sono praticamente impossibili da raggiungere nella totalità.

La riflessione più curiosa è, invece, nel merito dei contenuti dell’unica prova di concorso, quella orale, sottoposta al giudizio diretto della commissione, per la quale non si comprende quali siano i temi, gli argomenti, la durata e la procedura di svolgimento di tale prova. Con un po’ di ironia si può provare ad immaginare, ad esempio, la portata scientifica e culturale della prova orale per la posizione di “Assistente alle relazioni esterne” ad un passo tra l’assurdo e il grottesco.

Quest’articolo, non si limita ad una sterile polemica, ma vuol esortare la Fondazione Matera Basilicata 2019 a modificare i termini del Bando di selezione delle 10 unità lavorative prima che sia troppo tardi, vuol esortare l’intera classe politica lucana a prestare attenzione alle procedure concorsuali di Matera 2019 e con un pizzico di amara concretezza vuol disilludere un’intera classe di professionisti locali e giovani competenti a cui è rimasta la vana speranza che Matera 2019 possa essere un modello di meritocrazia.

Sarebbe scorretto suggerire agli aspiranti di tale bando di ritirare o non presentare la candidatura ma sarebbe forse l’unico modo per comprendere a chi si rivolge cotanta acutezza procedurale, di cui questi concorsi sono la miglior espressione e testimonianza.

“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!”