…Il rione Piccianello,quartiere periferico e porta della città da San Vito, simbolo di degrado e di tante attenzioni per progetti di riqualificazione non ancora definiti negli esecutivi e nè tantomeno appaltati,per decine di milioni di euro, ma con tante attenzioni (chiamiamole così) che stanno condendo la campagna elettorale di primavera,un viavai di personaggi della politica (sopratutto maneggioni) di rappresentanti di associazioni del mondo imprenditoriale, che sul quartiere intendono giocarsi carte e cartucce per acquistare voti e fare quattrini. Se lo fanno con trasparenza e legalità ”nulla questio” , ma se siamo al sottobosco del torbido e di patti leonini allora non ci siamo. E, del resto, non è la prima volta che si verificano tentativi di mettere le mani sul quartiere o su parti di esso accade, facendo pressioni dentro le istituzioni territoriali con l’ipocrisia dell’animo devozionale e quello istituzionale, di avere mani e piedi in più scarpe. Ma abbiamo occhi e orecchie che non ce la contano giusta tra compari di presepe, devoti della Natività , e quelli della infaticabile pazienza e memoria (tradita) del falegname di Nazareth, che si affacendano in maniera febbrile intorno alla fabbrica del carro. Un luogo della tradizione, ubicato nella Piazzetta del Carro, che periodicamente sta ospitando – grazie all’Associazione Maria Santissima della Bruna e della Soprintendenza ai Beni artistici e del Paesaggio- le visite al manufatto di cartapesta realizzato dall’artista Michelangelo Pentasuglia, in occasione del 150° dell’Unità Italia. E questo in attesa dell’espletamento del concorso sul bozzetto per il carro del 2018 sul tema “I discepoli di Emmaus: icona per un percorso sinodale”, in scadenza il 6 dicembre 2017. Sullo sfondo come accade ormai da tre lustri e passa si riparla di formazione, lavoro, progetti mirabilanti, artigianato artistico in funzione di Matera 2019, per fare del laboratorio o fabbrica del Carro ( realizzata ex novo dal Comune, ma che occorre completare) un polo di attrazione. E con uno spazio museale non solo della Festa, durante l’anno, ma anche per le funzioni di capitale europea della cultura. Il complesso della fabbrica va completato, in tempi e risorse che non conosciamo, e gestito nel solco di una ”comunione intenti”. Utilizziamo il termine religioso per tenere fuori i mercati dal tempio, che eviti prevaricazioni e affidamenti da compromessi politici e magari da compensazione , per intese che poco hanno a che fare con la trasparenza e quello spirito da comunione di intenti che citavamo avanti. E vorremmo che lo stesso spirito e rispetto dei luoghi e delle funzioni ci sia anche per la piazza del Carro trionfale sulla quale- lo ricordiamo- ci furono tentativi di cambiarne la denominazione durante la passata Amministrazione comunale , per dedicarla al compianto ed ex amministratore regionale Romeo Sarra, figura di materano altruista e devoto della Madonna della Bruna. Non c’erano le condizioni e la cosa rientrò, non solo per aspetti normativi, ma anche di opportunità, visto che la denominazione di piazza del Carro trionfale fu deliberata il 29 giugno 2001 ( ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo) per mantenere l’identità di quei luoghi. Fu merito, lo ricordiamo e lo ricordano gli abitanti di Piccianello, del compianto parroco don Giovanni Mele e di un gruppo di cittadini ( e tra questi il sottoscritto), che avevano segnalato i tentativi di un ex assessore al turismo ( a quei tempi il tournover era d’obbligo) di trasferire il laboratorio del carro in un laboratorio privato del Paip. Naturalmente il Comune avrebbe pagato un canone di locazione e sull’area del carro sarebbero arrivati servizi… da campagna elettorale, mentre accanto era stata pressocchè definita la riqualificazione dell’ex Mattatoio che ora ospita il mercato ortofrutticolo e il centro di quartiere Le Botteghe. L’intervento “deciso” di Don Giovanni e dei residenti, e ricordiamo con quanta franchezza e ironia il parroco di Piccianello interveniva e si muoveva senza guardare in faccia a nessuno, evitò che scomparisse un pezzo della memoria storica della tradizione religiosa e della Città dei Sassi. La targa venne realizzata dall’artista Peppino Mitarotonda a testimoniare che la tradizione non si tocca. La delibera denominata ”Denominazione piazzetta ‘carro trionfale” ,e lo ricordiamo a quanti non l’hanno letta, nelle motivazioni riporta ”… Ritenuto che con tale denominazione si valorizzano i segni e i luoghi della religiosità e della tradizione materana, legata agli eventi delle plurisecolari celebrazioni del 2 luglio” e che ” altresì l’Associazione intende contrassegnare , oltre che nella memoria dei Materani, anche con iniziative legate al decoro e all’arredo urbano, un percorso iconografico fruibile non solo in occasione della visita al carro, a ridosso del 2 luglio, ma anche durante l’intero anno”. Più chiaro di così…ed è quello che la città e il quartiere vogliono. Se qualcuno, per altre pur lodevoli motivazioni, intende onorare la memoria e non solo di Romeo (che portiamo nel cuore, ma senza strumentalizzazioni alcune) ma anche di altri devoti alla Protettrice di Matera, sappino che ci sono il laboratorio espositivo del carro e gli spazi attigui della ”fabbrica” destinati ad altre funzioni da destinare allo scopo. E del resto avendo conosciuto l’umiltà, la semplicità e l’altruismo di persone come Romeo, siamo certi che avrebbe gradito e gradirebbe da Lassù… un altro impegno per il 2 Luglio . Era quello di, come ripeteva spesso, di ” aff’r’c(i)quor’s u’ mon’ch” ( rimboccarsi le maniche) e di risolvere i problemi per la buona riuscita della festa. E il suo esempio va ricordato e valorizzato in altro modo, peccato che i maneggioni della politica l’abbiano dimenticato, salvo – e ne siamo certi- di rivederli in prima fila quando si tratterà di fare passerella. “La Madonna -dicono i devoti- vi guarda sopratutto nell’anima…”. Parole sante.