E dopo il 13, notoriamente a seconda dei punti di vista nelle fortune o sfortune della cabala e dei luoghi comuni, dovremo interrogarci se il numero 19 porti bene o male. L’interrogativo ci sta tutto dopo aver appreso che quest’anno non ci sarà la 19^ edizione del Festival Duni, per motivi finanziari e organizzativi a causa di motivi finanziari e d della indisponibilità di spazi idonei ( dalla Cava del Sole, cantiere per un progetto legato a Matera 2019) per ospitare concerti di livello.. Il rammarico ci sta tutto con quel consistente movimento di turismo dedicato che muoveva almeno 6000 spettatori a stagione e contribuiva ad animare l’estate materana. E così ci si ferma alla XVIII edizione dello scorso anno con Carmen Consoli, Afterhous, Fabrizio Moro e altre13 date (arieccoci) che spaziavano da musiche per generi differenti. Tentativi e richieste presso gli enti locali gli organizzatori li hanno fatti, ma non si è mosso nulla come accadde sei anni fa o come altro contesto, nel recente passato per il women’s fiction festival. Per la città è una sconfitta, per gli appassionati una delusione dopo le reprimende- ci stanno tutte- sulle palesi negligenze, inefficienze e irresponsabilità su quanto non è stato fatto e per tempo-a causa di mediocrità e inadeguatezza – dei soggetti coinvolti. Quanti e a diverso titolo, in un evento regionalizzato, non hanno fatto niente o quasi come ripete il noto ritornello della canzone di Fabrizio Moro ed Ermal Meta, per evitare la pubblica reprimenda dei ministri per il Sud Barbara Lezzi e per i Beni Culturali e Turismo, Alberto Bonisoli. Senza dimenticare il palese malumore della città che non si balocca e non si masturba sul rimario di eventi con numero ”19”. Questione di punti di vista? Parlano i fatti. Il Festival Duni, con i suoi grandi eventi di richiamo e di animazione estiva, non si fa e si tace sull’ennesima ”Messa ad Requiem” , chiamiamola così, suonata senza spartito da quanti anche in barella non vorranno mancare con il protagonismo e la facciatosta di sempre alla cerimonia inaugurale del 19 gennaio 2019. Saverio Vizziello, direttore artistico e anima del festival, stringe le spalle. Proviamo a pungolarlo. Ma niente e alza le mani. Le nozze (tranne quelle di Figaro) con i fichi secchi e senza tavola (gli spazi) non si possono fare. La città non cresce, non programma e i risultati sono questi. Come non dargli torto visto che l’ultimo spazio fruibile, l’auditorium Roberto Gervasio, non è stato ancora riqualificato. Ne riparliamo dopo il 2019 dopo aver speso, comunque, fino all’ultimo centesimo di euro.Servono serietà e, sopratutto, rispettare i tempi come in musica. Ma la politica brilla per asincronie, distorsioni e delusioni…Se poi siete appassionati del gioco tentate la fortuna al Casinò o al Lotto l’ambata 20 e 19 e se vincite ricordate della 19^ edizione mancata del Festival Duni alla vigilia dell’anno europeo della Cultura.
PER GLI AMANTI DELLA CABALA
Il numero Diciannove è associato a una vita precedente caratterizzata sia da ruoli di comando che da azioni coraggiose. Espressione di una incisiva personalità, il numero Diciannove è alla continua ricerca di originalità e indipendenza. Il numero karmico Diciannove, inoltre, si distingue per una forte ambivalenza. Le persone caratterizzate da questo numero, infatti, tendono a essere dominanti o aggressive quanto intimorite e prive di forza di volontà