E’ stato un racconto di grande fascino, fatto riscoprendo le identità dei territori e nuove modalità per coniugare innovazione e impresa.

I lavori del Matera Cultural&Creative Forumhanno difatti offerto interessanti spunti all’interno delle attività messe in agenda dal Matera Cultura&Creative Forum, manifestazione sostenuta dall’Ufficio Sistemi culturali e turistici – Cooperazione internazionale – Regione Basilicata e promossa da IKAM Centro Studi & Ricerche, con la presenza dell’artista Don Pasta, nome di Daniele De Michele.

Musicista che intreccia la sua passione per il jazz e per il punk-rock con un genuino interesse per la cucina popolare italiana, Don Pasta si è raccontato davanti ad un giovane pubblico, ricordando le suo origini ed accompagnando l’uditorio lungo il suo personale percorso professionale, che oggi lo conduce a presentare connubi di indubbio fascino, a cavallo fra music&food.

“Ho cominciato a fare video circa cinque anni fa – racconta Daniele in arte Don Pasta, mostrando alcune riprese dove una simpatica nonnina, parlando di politica e della società in generale, riesce a preparare i cannuoli più buoni del paese, e forse i migliori in circolazione. Questa donna – ci dice – è di Favignana e prepara questi dolci usando friggendoli nello strutto, con pentole di 50 anni fa. Ebbene questo video ha avuto 3 milioni di visualizzazioni”. Poi l’ospite cerca di spiegare a se stesso ed ai presenti le ragioni che avrebbero portato così tante persone a cercare nelle vecchina pasticcera risposte ad una vita che non ne da. Ascoltando Don Pasta, dopo un po’, si capisce che quello che fa non è solo music&food. Non si tratta soltanto, infatti, di fare le tagliatelle, come pure avviene durante le sue perfomance. “Oggi – continua – l’industria con i suoi prodotti sta cancellando secoli di storia enogastronomica e dei territori. Pesante che i luoghi dove vengono prodotti i cibi, che acquistiamo nei supermarket, vengono realizzati in condizioni di lavoro molto difficili. Ci dimentichiamo però che nelle regioni meridionali abbiamo i prodotti più buoni del mondo; noi, compiendo la scelta di preferire l’industria alimentare alla tradizione – prosegue – lasciamo che la nostra storia si disgreghi, che si annichilisca, sotto la pressione di grandi gruppi internazionali”. Quindi si rivolge ai ragazzi ed afferma “La storia di questa cucina moderna non ha futuro, che invece parlerà della parmigiana delle nonne”.

Don Pasta si presenta difatti come il paladino di un certo mondo, che ancora esiste, tiene a dire, e che nessuna trasmissione televisiva potrà cancellare.

Rispetto alle finalità dell’incontro torna prepotente l’idea che si debba compiere una scelta consapevole, nella certezza che questa debba avere un futuro. Don pasta parla quindi ai giovani, e invita: “Noi abbiamo tanto, ma dobbiamo difenderlo e riuscire a farne anche un lavoro”. Quindi l’invito a studiare, “la chiave che ci permetterà di salvarci” e ad esercitare una scelta consapevole”. All’incontro era presente il prof. Giovanni Schiuma e Roberto Linzalone, del Centro Ikam.

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