Da Bari a Matera in treno con le Fal in 60 minuti o giù di lì? Magari. E’ un auspicio. Ma ” la ferrovia” come l’hanno chiamata nei discorsi ufficiali sia il ministro per le Infrastrutture Graziano Del Rio e il presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi, per un vasto tratto delle visite nella Città dei Sassi, in vista di Matera 2019, finora non è decollata.

Il ministro Del Rio in una recente visita a Bari, alla stazione delle Ferrovie Appulo lucane, come abbiamo riferito in altro servizio, non ha accennato alla questione ma si è limitato ad annunciare risorse per l’acquisto di nuovi autobus. E la linea ferrata per la società governativa in ”House”, che potrebbe entrare a pieno titolo in Trenitalia, come era rimbalzato dalla Puglia un mese fa ? Finora silenzio.

Giriamo la sollecitazione, ai presidenti delle due regioni Michele Emiliano e Marcello Pittella, oltre che al nuovo Governo o alla continuità del vecchio. La questione è ferma in qualche scalo ( Pescariello?) o nello scantinato di procedure di fondi europei sulle quali il Bel Paese non brilla, salvo a lamentarsi quando i quattrini ci vengono sottratti o revocati. Una prece.

Nino Sangerardi , come di consueto, e senza peli sulla lingua ci sottopone la questione sulla ”burocrazia”a scartamento ridotto.

Nino Sangerardi

Ferrovia Bari-Matera,la burocrazia politica a scartamento ridotto

di Nino Sangerardi

Correva l’anno 2003. Il Governo di Roma s’inventa il FAS(fondo per le aree sottoutilizzate),ratificato con Legge finanziaria dal parlamento. Trattasi di uno strumento,miliardi di euro per Italia intera,che punta a sviluppare “ … la nuova politica nazionale e regionale per le infrastrutture stradali e ferroviarie”.

In data 22 marzo 2006 il Cipe,comitato interministeriale programmazione economica, in merito al FAS delibera l’intesa istituzionale e l’accordo di programma generale. Passano cinque anni e nell’ ottobre 2011 lo stesso Cipe approva il finanziamento per gli interventi di rilevanza strategica regionale ovvero il Piano nazionale per il Sud.

Quindi,il 27 maggio 2013, c’è la firma della convenzione denominata “quadro rafforzato dei trasporti” tra Ministero dello Sviluppo e Ministero dei Trasporti e Regione Puglia.
Protocollo che contempla anche l’iniziativa “Potenziamento e velocizzazione della linea ferroviaria Bari-Matera e tratta metropolitana Toritto-Bari.Lotto II Raddoppio linea ferroviaria tra le stazioni di Modugno e Palo del Colle”.
Il soggetto attuatore è Ferrovie Appulo Lucane srl(FAL),cinque lotti, importo complessivo di 46 milioni di euro.

A metà settembre 2014 FAL sottoscrive con la Regione Puglia il disciplinare inerente il Lotto II Raddoppio Modugno-Palo del Colle. La Regione garantisce il co-finanziamento di 11 milioni di euro.

Sopraggiunge il 10 ottobre 2016 e il Comune di Modugno invia a FAL una lettera in cui ribadisce che “ al fine di sottoporre al Consiglio comunale la proposta di adozione della variante urbanistica è necessario che al Comune pervenga il documento di approvazione del progetto preliminare o definitivo da parte dell’autorità competente”.

Inoltre il 4.10.2016 al Comune è stato trasmesso l’atto di validazione del progetto adottato dal Rup,ma che detto incarto “… afferisce—scrivono i responsabili del Municipio modugnese—a contenuti,presupposti e scopi ben diversi da quelli del citato articolo 19…”.

Con l’intento di dirimere la questione si svolge, 11.11.2016, una riunione tra i rappresentanti della Regione Puglia,FAL e Comune di Modugno. Quindi FAL spedisce il progetto preliminare “Raddoppio tra Modugno e Palo del Colle”,con relativi elaborati tecnici.

Partono così le diverse Conferenze dei servizi. In attesa della conclusione di quest’ultime la Regione Puglia—fatto salvo il rispetto dell’iter per l’approvazione del progetto definitivo e solo per consentire al Comune di Modugno di adottare la variante urbanistica—il 5 dicembre scorso concede il via libera al “ … progetto preliminare del Raddoppio linea ferroviaria stazioni Modugno- Palo del Colle”.

Quanti anni sono passati dall’impegno politico e economico di Governo e Parlamento ? Troppi.

Il 21 aprile 2016 a Lione è arrivato il treno merci partito da Pechino. Un viaggio lungo 11.300 chilometri, durato 15 giorni, attraverso Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia, Germania. Superate non poche questioni tecniche e logistiche.

E’ la via ferroviaria della Seta. L’Italia? Tagliata fuori.

Possibile che per realizzare una manciata di chilometri ferroviari (60 km. da Bari a Matera), ad oggi si discute ancora di “adozione progetto preliminare raddoppio Modugno-Palo del Colle”?

Figurarsi i secoli che ci vorranno per il ripristino e completamento della tratta ferroviaria Matera-Ferrandina (29 km.), i cui lavori sono iniziati nell’anno 1982.