Se Miche Ottati  (già assessore regionale dimessosi dopo un anno e mezzo) avesse voluto aprire una personale campagna elettorale in Basilicata con il suo articolo di attacco a testa bassa contro tutto il mondo che governa il settore agricolo zootecnico ha fatto sicuramente bingo, rispetto all’evidenza che si guadagnerà per qualche giornata  sui media locali.

Infatti le sue “sparate” contro tutti (Presidente della Regione, assessore Braia, Giunta Regionale, Dirigenti del dipartimento agricoltura, associazioni datoriali agricole, Ara. Consorzi di bonifica, Gal e quant’altro respiri in agricoltuta) hanno provocato una reazione di intensità uguale e contraria da parte dei chiamati in causa.

Abbiamo già dato conto della risposta di Luca Braia (http://giornalemio.it/cronaca/lottati-furioso-la-replica-di-braia/), di seguito riportiamo le immediate prese di posizione del Dipartimento regionale, dellARA (Associazione regionale allevatori), di Confagricoltura e della Coldiretti che non le mandano certo a dire ad un ex assessore che pare non aver lasciato dietro di se un ottimo ricordo tra gli operatori del settore.

Dipartimento Politiche agricole e forestali risponde a Ottati

Al fine di spiegare quanto le considerazioni dell’ex Assessore Ottati peccano, in generale, di frammentarietà e superficialità in quanto non calate nel corretto contesto, ma pretestuose e tecnicamente imprecise l’ufficio dell’Autorità di Gestione e gli uffici dipartimentali precisano quanto segue.

Solo per entrare nel merito di alcune questioni poste da Ottati, va detto che le Organizzazioni di Produttori, che peraltro non si creano per decreto, ma sono frutto di un percorso di accompagnamento e presa di coscienza degli operatori agricoli, veri protagonisti, afferiscono al Reg. (UE) 1308/2013 sull’OCM, cosa diversa dalle filiere regionali afferenti al PSR, che la Regione Basilicata, come altri, ha inquadrato nel contesto della cooperazione ex art. 35 del Reg. (UE) 1305/2013.

Le OP sono strutture organizzate che possono interpretare al meglio il concetto di filiera produttiva inquadrata nel contesto della cooperazione, al punto che ad esse è dedicata specifica attenzione e riconosciuta priorità nei criteri di selezione previsti nei bandi. L’azione di promozione dell’aggregazione in forma di OP, ha portato al riconoscimento nel 2017 di altre 2 OP del comparto ortofrutticolo lucano; sempre nel 2017 sono state riconosciute anche 2 OP operanti nella filiera latte e in quella cerealicola. Esistono inoltre OP relative al comparto olivicoltura e cerealicoltura.

Per quanto concerne i Gruppi Operativi (Go) per i Partenariati europei per l’innovazione, peraltro citati in modo poco pertinente, questi sono stati già oggetto di attenzione attraverso la attivazione della specifica misura del PSR Basilicata 2014-2020 (la Misura 16.1), che si è chiusa il 31 luglio scorso con una interessante partecipazione da parte di soggetti collettivi e con proposte che saranno istruite prossimamente. In ogni caso, le filiere sono ortogonali ai GO: non sono certo, questi ultimi, soggetti indispensabili per la filiera.

Ancora, i bandi richiedono un approccio all’integrazione orizzontale e verticale che garantisca rapporti contrattuali equi e trasparenti all’interno della filiera di approvvigionamento, proprio come auspicato dalla citata dichiarazione di Cork 2.0.

Il finanziamento di giovani primi insediati in agricoltura, come noto, non rientra nell’approccio di filiera, né si comprende perché venga citato a tal proposito.

Tanto basta per evidenziare le tante inesattezze tecniche di Ottati e l’infondatezza delle affermazioni inerenti il mancato rispetto di regolamenti e norme.

Per quanto attiene le lezioni tratte dall’esperienza dei PIF 2007-2013, si è partito proprio da queste nella impostazione dei nuovi bandi, assumendo l’impegno a superare le ombre ed evidenziare le luci che pur ci sono state. Che il tasso di aggregazione in agricoltura in Basilicata sia del 3% è sicuramente un dato, ma se l’indice non fosse così basso, non vi sarebbe alcuna necessità di sostenere e finanziare i nuovi progetti di valorizzazione delle filiere produttive.

In merito ai risultati conseguiti con la programmazione 2007-2013, al numero dei posti di lavoro creati, all’efficacia delle azioni poste in essere, si tratta di valutazioni di impatto che vanno fatte sul medio periodo, atteso che la precedente programmazione si è chiusa il 30 giugno scorso; e comunque la valutazione ex post del PSR 2007-2013 è stata prodotta ed i relativi risultati sono disponibili su basilicatapsr.it.

Rispetto agli esempi di “fiaschi” della programmazione 2007-2013 citati da Ottati, quindi Gal, primo insediamento, promozione di prodotti di nicchia e perdita dei riconoscimenti Igp e Dop europei, numero dei posti di lavoro creati con i 640 milioni di euro del 2007 – 2013 e ogni altro tema da lui riportato, riteniamo solamente opportuno ricordare che era proprio Ottati l’Assessore in carica nel momento in cui la programmazione 2007-2013 era ancora in atto. Sul tema dei controlli, la copia dei rapporti arrivava puntualmente anche sul tavolo dell’Assessore Ottati come oggi viene consegnata all’Assessore Braia.
Avendo le evidenze, sia dell’effettuazione delle valutazioni che dei controlli, non rimane che concludere che l’ex assessore abbia semplicemente dimenticato di averli letti e controfirmati.

Non entriamo per ora nel merito delle affermazioni su presunti “vari castelli chiusi, di 30 frantoi non funzionanti, di un villaggio turistico abbandonato, di piattaforme logistiche ortofrutticole mai utilizzate, di caseifici chiusi, di aziende agricole chiuse per colpa del petrolio”, ma ci riserviamo di fornire risposte puntuali non appena conosceremo il merito delle questioni accennate, senza però che siano citati i casi concreti.

Ara su dichiarazioni Ottati

“A volte ritornano” è un vecchio film dell’orrore (del 1991) tratto da un racconto di Stephen King che richiamammo in un comunicato stampa dell’aprile 2016 a proposito di talune esternazioni dell’ex assessore regionale Michele Ottati che meritarono di essere da noi stigmatizzate a difesa della onorabilità di questa associazione proditoriamente tirata in ballo nella sua livorosa crociata contro l’attuale governance della Regione Basilicata. Lo afferma, in un comunicato stampa, Palmino Fieramosca, presidente dell’Associazione regionale allevatori della Basilicata.
“Purtroppo, come accade per diversi film, c’è sempre un sequel e a volte, purtroppo, taluni ritornano e ritornano ancora…sul luogo del delitto (dove sarebbe buona regola non tornare mai).
Infatti, a distanza di un anno Ottati torna a bacchettare (in un articolo pubblicato sulla stampa locale) con una virulenza (segno di una rabbia mai sopita): la Giunta Regionale, l’assessore Luca Braia e quelle associazioni da lui spregiativamente definite “le sue pecorelle”: la Coldiretti, la Cia e Confagricoltura.
E, in un vero e proprio delirio di presunzione, bolla preventivamente i nuovi bandi in agricoltura (2014-2020) come “un buttare dalla finestra” i relativi soldi, definisce “un vero fiasco” quelli precedenti appena conclusi ed intima all’assessore Braia di “leggersi i regolamenti comunitari, studiarseli”.
Non contento, conclude il suo scritto, non sottraendosi alla regola del “più”, di quel “quid” che mancherebbe indistintamente a tutti gli attori della scena politica e professionale lucana, ma che ovviamente lui (“modestamente” direbbe Totò) ritiene di possedere con certezza matematica.
Ed eccolo fare di tutta l’erba un fascio da buttare al fuoco: “La politica agricola comune richiede da parte dei politici lucani, da parte delle organizzazioni professionali agricole, da parte dell’Alsia, dell’ARA, del Consorzio di Bonifica, dei Consorzi, dai Gal. più capacità, più trasparenza, più obiettività, più meritocrazia, più efficienza ed efficacia”.
Ora non sappiamo la motivazione di questa sua irrefrenabile voglia di tornare ad esternare in una realtà in cui come già scrivemmo all’epoca “dubitiamo qualcuno conservi traccia della sua opera di ex assessore regionale all’agricoltura, non diciamo per qualche intervento particolarmente dirimente, ma anche solamente per una sua qualche utilità alla risoluzione dei problemi del sistema agricolo ed allevatoriale lucano”.
Ma, nostro malgrado, siamo costretti ad occuparcene, perché non possiamo consentire a nessuno di screditare l’ARA.
Pertanto, ancora una volta, invitiamo Ottati a non tirare dentro l’ARA in questa sua guerra santa, in cui tutti gli altri sarebbero i cattivi e lui il più buono, il più bravo e il più competente.
Come già abbiamo avuto modo di ricordargli la precedente volta, durante la sua esperienza assessorile non ha mai avanzato rilievi alla nostra attività e tutti gli atti che ci hanno riguardato hanno sempre avuto il suo input,la sua firma, il suo voto in Giunta.
Eviti dunque di sparare a zero sulle decine di persone che ogni giorno lavorano nell’esclusivo interesse della zootecnia lucana. Moderi la sua spocchia ed eviti di sputare sentenze su tutto e su tutti, ne trarrebbe giovamento un dibattito (evidentemente non ricercato) sugli argomenti sollevati.
Al Presidente Pittella, all’assessore Braia, ai dirigenti del dipartimento agricoltura e alle associazioni professionali oggetto di questo scomposto attacco va la solidarietà mia e dell’ARA di Basilicata”.

Confagricoltura Basilicata, “Ottati non faccia piazzate”

“Chiacchiere ha fatto e chiacchiere fa il già assessore all’agricoltura Ottati. Sicuramente nè il presidente Pittella nè la giunta e l’assessore Braia hanno bisogno di essere difesi da Confagricoltura, ma al fu assessore Ottati vogliamo ricordare che, nel suo periodo di gestione dell’assessorato, vari sono stati gli argomenti che come Confagricoltura gli abbiamo posto, ma nostro malgrado, non hanno visto risposta: sharka, xylella, cinghiali, promozione del territorio, ecc. Ma, il già assessore Ottati, invece di parlare dei problemi che ora attanagliano le imprese agricole lucane e non solo, pensa a sostenere teorie e teoremi che non propongono nessuna soluzione o proposta”. E’ quanto si legge in una nota diffusa da Confagricoltura Basilicata in riferimento alle dichiarazioni dell’ex assessore alle Politiche agricole, Michele Ottati, pubblicate oggi sulla stampa.

“Vogliamo ricordare – prosegue la nota di Confagricoltura Basilicata – che, queste ‘pecorelle’ sono componenti del tavolo istituzionale definito Tavolo Verde, ma al professore Ottati questo sfugge visto che, a memoria, non è stato mai da lui convocato. Ma vogliamo inoltre ricordare che il disimpegno della vecchia programmazione si è concretizzato nel periodo di sua reggenza. Inoltre, il Psr corrente è frutto anche del lavoro dell’Ottati assessore. I pilastri della programmazione vengono da Bruxelles e la Regione segue le indicazioni e le linee guida dove ha dei limiti di movimento. Ci meravigliano da Ottati queste affermazioni. Da un tecnico ci aspettavamo osservazioni e proposte e non slogan politici. Inoltre, sempre il fu assessore Ottati, che dovrebbe conoscere il territorio non fosse altro per quello che è stato il suo mandato, non dica falsità sulle OP lucane che esistono e sicuramente non grazie a lui ma grazie alla volontà e alla tenacia degli agricoltori lucani: la riconosciuta OP società cooperativa Vulture Alto Bradano costituita esclusivamente da imprenditori cerealicoli che producono bio e convenzionale, così come le Op dell’ortofrutta che sono nella storia dell’agricoltura lucana.

Petrolio? Inquinamento? Confagricoltura e le altre Organizzazioni sono al fianco degli agricoltori per promuovere l’eccellenza dell’agricoltura lucana, ma forse Ottati – continua la nota di Confagricoltura – non sa di cosa si parla. Sulle filiere della vecchia programmazione poi abbiamo segnalato, appena il fu assessore Ottati del fallimento di alcune filiere – in particolare quella lattiero casearia – ma non vi fu risposta. La Basilicata e la sua agricoltura va vissuta giorno per giorno così come fanno le nostre aziende agricole e non facendo le lezioncine figlie di visite della domenica. Piuttosto che lanciare accuse o provocazioni, il fu assessore Ottati, dall’alto della sua saggezza, provasse ad affrontare argomenti che attanagliano l’agricoltura lucana: crisi di mercato, siccità e cambiamenti climatici. Il popolo lucano non può accettare le piazzate – conclude la nota – da chi forse guarda la scadenza elettorale come un obiettivo”.

COLDIRETTI SU DICHIARAZIONI EX ASSESSORE OTTATI

Indignazione e sgomento da parte di Coldiretti Basilicata per le espressioni utilizzate dal professor Michele Ottati, ex assessore regionale alle politiche agricole e forestali, che ha definito l’agricoltura “vergogna della Basilicata”.
“Dichiarazioni che offendono non solo il maggior settore produttivo della Basilicata, ma anche tutte le imprese agricole che giornalmente producono beni alimentari. Per questo Coldiretti Basilicata sta valutando la possibilità di avviare azioni legali per tutelare le proprie imprese agricole, giovani e meno giovani, che da anni stanno migliorando l’immagine, produttiva, ambientale e turistica del territorio. Probabilmente – continua Coldiretti Basilicata– il professor Ottati, in questi anni che è stato fuori dalla sua terra, ha perso la cognizione produttiva dell’agroalimentare. Certamente, nonostante tutte le difficoltà, il lavoro portato avanti quest’anno, frutto di una grande concertazione tra gli uffici del Dipartimento regionale delle politiche agricole e forestali, l’autorità di gestione, l’assessore Braia e il direttore generale, ha permesso di essere molto più avanti di regioni limitrofe, come la Puglia, che non ha ancora emesso bandi nè di primo insediamento, nè di Gal, tantomeno di filiera e investimenti.
Ma, ancor più grave ci è parso di capire la mancanza di conoscenza da parte dell’ex assessore regionale delle filiere messe in piedi da Coldiretti Basilicata nel frattempo della sua assenza. A tal proposito ricordiamo la nascita di una filiera sul grano tenero con l’azienda Di Leo, grazie al quale circa 20 produttori cerealicoli del materano, in tempo di crisi di mercato, si sono visti pagare il loro prodotto ben 8 euro in più del valore normale per circa 10 mila quintali.
E poi l’accordo sottoscritto con l’azienda “Amaro lucano” per mezzo del quale sono nati 15 primi insediamenti che garantiranno la fornitura di 15 erbe officinali coltivate in Basilicata. E poi ancora l’accordo di filiera seguito da Coldiretti tra De Sortis e Alica con i nostri produttori cerealicoli del potentino per tracciare la pasta fatta da grano interamente lucano. E infine la filiera latte e della carne che sta già interessando la grande distribuzione, vedasi Coop Italia e Di Carlo. Alla luce di tutto ciò, consigliamo al professor Ottati di girare di più e meglio la Basilicata o di prodigarsi a risolvere qualche ritardo sul Psr in qualche altra regione.
Quanto all’assessore Braia – conclude Coldiretti Basilicata – possiamo ora solo dire che con il suo impegno encomiabile sta rispettando i termini di pubblicazione e finanziamento delle misure del Psr. Alla fine del mandato, daremo un giudizio, che ci auguriamo sia positivo, così come lo è già ora”.