Lasciate perdere gli anglicismi dell’handman e parliamo di manualità e creatività tutta materana che porta tanti giovani validi a guardarsi intorno, dopo aver respirato a pieni polmoni le dimensioni europee della cultura del fare, senza burocrazia e ”cappello in mano” , per darsi da fare in maniera convinta e originale in un settore- quello dell’artigianato di qualità- che può portare valore aggiunto all’economia locale e opportunità concrete per quantivogliono fare impresa fuori degli slogan o dei progetti inconcludenti del tourbillon d start up, resto al sud e …resto al palo. Qualcuno sorriderà,ma senza serietà non si fa molta strada. Pietro Giura Longo, 28 anni, materano, artigiano con una marcia in più…per aver lavorato come designer a Stoccarda presso la nota casa automobilistica Porsche, dopo la laurea in design presso il Politecnico di Milano, ha scelto e con successo di investire capacità e progettualità nella lavorazione del tufo. Tanto da contagiare positivamente gli aspiranti allievi del ” Fuori Salone” di Milano, con workshops e laboratori ospitati nella zona di Sant’Ambrogio. E così prese d’aria che raffigurano i rosoni delle chiese materane, profumatori d’ambiente, skyline della Città dei Sassi realizzati con fresa a controllo murario e taglio laser hanno tirato fuori una manualità 2.0. ” L’approccio al tufo – afferma Pietro Giura Longo, che realizza da sè i mazzuoli- è stato naturale, quasi un respiro all’unisono con la pietra che modella e si è fatta modellare, con mazzola e scalpello, il paesaggio e la storia della nostra millenaria città. E così dopo la bellissima e intensa esperienza in Germania alla Porsche mi sono cimentato con il tufo, frequentando la bottega laboratorio di Progetto Arte, che mi ha insegnato davvero tanto. Poi ho affinato tecniche, cercato nuove strade, soggetti ed esportato esperienze fuori regione. I workshop come quelli di Sernico ( Lago d’Iseo) e il fuori Salone di Milano sul tufo che respira hanno aperto nuove strade e opportunità, per una materiale calcarenitico facile da lavorare e che parla di Matera, sempre”. E già perchè Pietro alla presentazione della storia cittadina ci tiene, eccome, e il tufo gli offre mille spunti, tanto da conquistare quanti lo ascoltano. Sapere che le cave di tufo,in passato, erano ricoperte di tufo e che è facile trovare fossili e conchiglie inglobati nella massa tufacea, non fanno che aumentare suggestioni e voglia di visitare Matera, aldilà di quello che sarà il cartellone di eventi per il 2019. E’ un turismo di nicchia, ma di qualità ,che la mediocrità e l’inconcludenza della politica locale non ha finora per nulla considerato, nel solco di una assenza oggettiva di programmazione , gestione e diversificazione dell’offerta turistica. Senza la valorizzazione delle identità della tradizione culturale e produttiva cittadina, e l’artigianato del tufo è tra questi, si rischia l’omologazione con altre realtà che vivono delle ricadute e dell’appeal di ”città cartoline”: selfies, foto,itinerari di poche ore e souvenirs dozzinali…magari importati. E Pietro sui manufatti made in Matera, che siano oggetti ricordo o che facciano arredo e funzionalità ha le idee chiare.” Lavorare sugli aspetti estetici, sulle funzioni e poi saper vendere bene quello che si produce- aggiunge Pietro- ritengo sia fondamentale. Occorre puntare sulla qualità nel complesso e questo mi distingue e deve distinguere la creatività e la produzione materana”. Parola magica e tanto buon senso, supportato da spirito imprenditoriale che produce in loco e si fa conoscere in altri contesti. Con l’aggiunta di un passione e di una voglia di fare e di cimentarsi in altri settori che hanno affinità artistiche. Pietro si è avvicinato all’arte dell’incisione, frequentando la scuola di Grafica di via Sette Dolori, animata da 40 anni da due salentini terribili come Vittorio Manno e Antonio Rizzelli, e al canto di coro pop diretto da Mario Montemurro. E il tufo? Passione e professione primaria, tanto da scolpire e regalare al papà Giuseppe,per il suo compleanno, una scultura raffigurante la Lancia Appia II serie di famiglia. Un pezzo unico che raffigura il modello tuttora marciante, in livrea nera, del 1958. Ed è la conferma di quella marcia in più innestata, passando per Lancia e Porsche…Pietro Giura Longo (P.G.L) ”fecit” ai prossimi fuori salone dell’auto di Ginevra, Torino, Pechino o Detroit? Perchè no. Tutta pubblicità gratuita per una Matera produttiva che investe nei materiali del passato. Bravo. Che le buone pratiche contagino altri giovani con la voglia di fare.