Tempo permettendo…ma confidiamo che la nuvola di Fantozzi ci ripensi perché la formula sperimentata lo scorso anno,e apprezzata da turisti e concittadini, porti a vivere luoghi suggestivi fino a notte tarda. E così con un concerto della cantautrice pugliese Rosalba Santoro, in programma il 15 giugno , alle 21.30, presso l’Antico Convicino, nel Sasso Caveoso, prenderà il via a Matera, lungo gli itinerari palcoscenico annessi a strutture ricettive degli antichi rioni di tufo la 2^ rassegna ” Matera diffusa con Gezziamoci festival 2018” . La manifestazione, che si svolge sotto la direzione artistica di Tommaso Di Marzio, in collaborazione con l’associazione Matera diffusa e l’Onyx jazz club, prevede da giugno a settembre 2018 tra i rioni Sasso Caveoso e Barisano lo svolgimento di 17 concerti e laboratori di diverso genere musicale : dal jazz alla classica,dal reggae al pop allo swing al flamenco Nel cartellone c’è solo l’imbarazzo della scelta e con l’apporto, cosa importante di gruppi locali. A mettere mani al portafogli, è bene precisarlo, i titolari delle strutture ricettive che riportiamo più avanti nel cartellone con tanto di illustrazione degli spettacoli. Un esempio di buone pratiche e un invito d’estate a restare a Matera, ascoltando ottima musica e vivendo spettacoli interessanti, degustando sapori locali e se è tardi potete sempre decidere di pernottare in loco. Simpatia, cordialità, cortesia e tanta disponibilità sono il loro biglietto da visita, perché amano la città e quegli ambienti dei rioni Sassi, che hanno restaurato con sacrifici e che continuano a manutenere con tanta passione. Matera diffusa con Gezziamoci festival 2018 è anche questo. Per apprezzarla non vi resta che seguire tutte le serate o scegliere, ” Gli appuntamenti -hanno detto gli organizzatori- per la varietà e la qualità delle proposte selezionate intendono promuovere l’offerta musicali di gruppi locali e luoghi suggestivi del cuore antico di Matera, che resterà aperto per tutta l’estate a residenti e a visitatori, desiderosi di ascoltare, vedere e conoscere la nostra cultura”.

OBIETTIVI E IL PROGRAMMA
L’associazione Matera Diffusa, in collaborazione con l’Onyx Jazz Club e con
alla direzione artistica e coordinamento di Tommaso Di Marzio, musicista di
lunga esperienza radicata nel territorio, presenta un ventaglio di eventi che a
largo raggio spaziano dalla musica etnica e d’autore a quella prettamente jazz
per poi passare a serate di ascolto e danza.
In questa seconda edizione del festival Matera Diffusa, il cartellone propone
una fitta e lunga programmazione che copre quasi tutta la stagione estiva
partendo da metà giugno per arrivare a metà settembre.
La programmazione guarda prevalentemente al panorama degli artisti locali
per dare un principale riconoscimento al territorio e quindi valorizzare tutti
quei progetti che magari risultano essere meno conosciuti ma al contrario
conservano una ricchezza ed un elevato interesse su cui porgere l’attenzione.
Facendo leva su questo genere di risorse, l’intento è di valorizzare un concetto
multiculturale inserito in un contesto di ampio respiro degno di una capitale
della cultura.
Per questo il livello degli appuntamenti ha un taglio piuttosto elevato ed accattivante
ben progettato ed inserito in queste fantastiche location nel cuore
dei sassi di Matera.
Durante la conferenza stampa verrà presentato il programma in dettaglio.
15 GIUGNO – ore 21,30 / Antico Convicino
Rosalba Santoro
Folksinger pugliese dotata di una originalissima voce dal timbro forte e molto
scuro, ricca di ornamenti, vibrati e melismi e soprattutto di una carica umana
non comune, capace di interpretazioni di intensa drammaticità e di notevole
livello qualitativo.
Attingendo al ricco patrimonio dei canti tradizionali interpreta con grande
passione brani di Matteo Salvatore e Rosa Balistreri.
JUMara
Il progetto nasce nel 2014 dall’idea di voler fondere varie forme musicali partendo
da sonorità semplici, pure ed arcaiche che si trasformano in un linguaggio
più moderno ed evoluto fatto di suoni composti.
Dall’antico nome “Jumara” (fiumara) l’intento è quello di creare una sorta di
paesaggio sonoro prendendo spunto dall’acqua, elemento primordiale di vita,
intesa anche come corso che scorre e si trasforma, un principio fondamentale
della nostra terra che vede questa materia infiltrarsi e penetrare nei territori
calcarenitici fino al gocciolare nelle grotte per poi raccogliersi nelle fiumare.
La storia dell’acqua è la storia della nostra cultura è l’evoluzione inequivocabile
della musica:“Nulla si crea nulla si distrugge tutto si trasforma”.
Tommaso Di Marzio- percussioni elettroacustiche e voci
Angelo Manicone- sassoni e fiati
Domenico Saccente- fisarmonica e tastiere
22 GIUGNO – ore 21,30 / Corte San Pietro
L’oro di Napoli
Progetto di Sandro Corsi e Simona Cava, due musicisti di lungo corso ma
soprattutto due amici accomunati dalla passione per la musica classica napoletana.
Il progetto si configura come un racconto sonoro delle emozioni e
delle immagini forti di una Napoli antica e dalle tradizioni forti con tutta la
sua bellezza e contraddizioni. Dalle musiche anonime del 500 fino ai giorni
nostri.
Simona Cava- voce
Sandro Corsi- chitarra
28 GIUGNO – ore 21,30 / Le Dimore dell’Idris
I GURU BAND
Il gruppo nasce nel settembre 2016 con l’intento di riproporre tutti i più grandi
successi della musica Italiana dagli anni ‘80 ad oggi.
Voce: Michele Ventrella
Chitarra: Piero Cancelliere
Basso: Paolo Braia
Tastiera: Pino Ricci
Batteria: Pino Grilli
Tromba: Rocco Pistone
5 LUGLIO – ore 21,30 / Ai Terrazzini
TAXÌDI
Il gruppo di musica greca “Taxìdi” nasce dall’incontro di musicisti italo-greci,
uniti dalla comune passione per la Grecia, la sua cultura e la sua musica.
Il gruppo propone brani di propria composizione e brani della tradizione
musicale ellenica, da melodie più conosciute a canzoni provenienti dalle isole
più remote del mar Egeo.
Nel repertorio vi troviamo i celebri Sirtaki, Rebetiko, Hassaposerviko ma anche
molte forme musicali di carattere festoso e da ballo.
Taxidi sono stati protagonisti del documentario etnografico “Tria Loja”, ideato
e prodotto dalla Meditfilm, un viaggio musicale e culturale che dal cuore
Grecìa salentina porta direttamente sulle sponde della Grecia.
Mattia Manco Gregoriadis: fisarmonica e vece
Beppe Branca: Mandol e voce
Tommaso Di Marzio: Percussioni
12-13-14 LUGLIO – ore 20,00 / Antico Convicino
STEFANO ZENNI
12 Luglio – Lezioni di Jazz
Frammenti di storia. Il jazz, la politica e il ‘68 mancato
Nel 1968 la musica e la politica si sono incontrati come forse mai prima nella
storia. Eppure il jazz sembra essere rimasto estraneo a quella temperie, anche
se aveva alle spalle una lunga vicenda di legami con l’impegno politico. Una
riconsiderazione di quel rapporto, anche alla luce dell’avvento del rock, offre
l’occasione per ripensare le dinamiche tra musica afroamericana e movimenti
sociali.
13 Luglio – Lezioni di Jazz
Musica bianca e nera? Jazz, blues, soul e le trappole del razzismo
Esiste una “musica nera”? E quale sarebbe la sua differenza rispetto a quella
“bianca”? Crediamo davvero che esistano le voci “nere”? Siamo abituati a
pensare che la musica possa avere un carattere razziale, etnico o un “colore”.
Ma questo ha un fondamento scientifico, storico o culturale? Per comprenderlo
è necessario spaziare fra i più diversi campi delle scienze storiche, biologiche
e sociali, tra migrazioni, passing, colorism e il concetto di bianchezza.
14 Luglio – Lezioni di Jazz
Viaggio nel capolavoro. Ellington canta Shakespeare: Such Sweet Thunder
Il jazz e Shakespeare sembrano molto molto lontani. E invece hanno avuto
molti punti di contatto. Uno dei suoi massimi capolavori è la suite sul “così
dolce tuono” che Ellington e Strayhorn composero nel 1957 ispirandosi a
opere, personaggi e perfino forme dell’opera del Bardo.
14 LUGLIO – ore 21,00 / Corte San Pietro
RINO ADAMO, in solo
Collaudo Sonoro
violino ed elettronica
& UNIBanda – Università della Basilicata
15 LUGLIO – ore 21,00 / Antico Convivino
RINO ADAMO / BORIS SAVOLDELLI DUO
Collaudo Sonoro
Rino Adamo, violino elettrico ed elettronica
Boris Savoldelli, voce – elettronica
& UNIBanda Università della Basilicata
18 LUGLIO – ore 21,30 / Corte San Pietro /
Le dimore dell’Idris
FLAMENCO NUESTRO
Il gruppo “FLAMENCO NUESTRO”, si forma sotto la guida del chitarrista
DAVIDE CERVELLINO ed e’ costituito da musicisti che provengono dal
conservatorio e da esperienze di musica etnica , (flauto PICCIANI DOMENICO)
classica jazz-rock (percussioni PICCIANI FAUSTO), danza flamenco
(PROVENZALE BARBARA) con l’intento di creare un contesto musicale ove
lo scambio tra melodia e ritmo dà origine alla nascita ed allo sviluppo di
una particolare attitudine artistica che ha il seme nel “duende”, incantesimo
misterioso ed ineffabile, espressività indefinibile e magica, che va risvegliato,
nutrito e cresciuto.
Tale esigenza costituisce la vera motivazione per la quale prende vita la spinta
emotiva dei componenti di calarsi nella pluridimensionalità del flamenco
affinché si realizzi una forma comunicativa che interagisca con la profondità
dell’anima.
Il gruppo prende progressivamente forma e consistenza nel tentativo di vivere
il duende anche sul piano fisico ed emozionale, in quanto esso è desiderio
del desiderio, autentica energia che arriva da sotto i piedi, che accade in
modo sempre diverso e tale da non passare inosservata o innavvertita.
Davide Cervellino – Chitarra
Domenico Picciani – Flauto
Fausto Picciani – Percussioni
Barbara Provenzale – Danza
26 LUGLIO – ore 21,30 / Alle Conche
LO CANTORI
Spettacolo di Rino Locantore, poliedrico personaggio, banditore, musicista,
cantante, costruttore di strumenti e tanto altro ancora.
Con l’ipnotico “raccanto”, racconto cantato che riporta in scena la figura del
banditore e del cantastorie, trasporta e coinvolge il pubblico nella dimensione
onirica di musiche, ritmi e parole ispirati alla tradizione lucana, tra realtà e
aneddoti. Lo strumento che più lo caratterizza è la “cupa cupa” (tamburo a
frizione), protagonista della tradizione musicale lucana e del sud.
Nell’occasione accompagnato dal figlio Piernicola , che con il suo organetto
diatonico e il tamburello, con ritmi travolgenti ,tra tarantelle,pizziche e tammorriate,
coinvolgeranno il pubblico a ballare e a cantare.
Rino Locantore- voce, cupa cupa e bottiglia
Piernicola Locantore- organetto diatonico e tamburello
28 LUGLIO – ore 21,30 / Dimore dell’Idris
CINIERO
dal reggae al pop
Raffaele Cinierio – voce
Pasquale Spina – chitarra
Giuseppe Pignatelli – basso
Giuseppe Trivigno – tastiere
Nicola Di Marzio – batteria
2 AGOSTO – ore 21,30 / Dimore dell’Idris /
Corte San Pietro
ANGELA CALABRETTO
BIODANZA®SRT (SISTEMA ROLANDO TORO)
Biodanza®è movimento di vita, IL prefisso “BIO” deriva dal greco bios, che
significa vita, la parola “DANZA” termine di origine francese, significa: movimento
integrato, connesso all’emozione, pieno di senso. In senso poetico
si definisce col termine “DANZA DELLA VITA”. La Biodanza®mette in contatto
le persone con le proprie emozioni attraverso l’utilizzo della musica,
del movimento corporeo e delle vivencie, non ci sono passi da imparare, il
movimento nasce dal proprio sentire profondo ed è espressione della propria
unicità e identità, stimolando i potenziali di ciascuno e dandogli vita. Essa si
propone di creare un contesto sano e di offrire proposte positive affinché questi
potenziali possano essere contattati e manifestati dalla persona, integrati
nella propria identità. In Biodanza®non si “lavora” mai sulla parte malata, al
contrario si rafforza la parte sana, si rafforzano le potenzialità dell’individuo
con gesti e danze positive. Biodanza®promuove l’incontro, l’ascolto e la comunicazione
con l’altro, per questo si opera sempre in gruppo, l’identità dell’individuo
non è pensabile senza l’altro. La Biodanza®è nella definizione del suo
creatore Rolando Toro Araneda” LA POETICA DELL’INCONTRO UMANO”.
L’unico assioma di Biodanza®è il principio biocentrico che ha come riferimento
immediato la vita. L’Universo esiste perché c’è vita e non il contrario.
La Biodanza®è laDANZA DELLA VITA. Perché questo termine? Perché
all’interno del gruppo dove si svolge quest’attività, si danza la nostra essenza.
La danza è il movimento della vita. La danza non è un ballo o una coreografia.
La danza è un movimento più profondo che nasce dall’interno dell’uomo, con
il ritmo biologico, con il ritmo del cuore, della respirazione. È un movimento
vincolato alla specie umana, al cosmo. È un qualcosa che ci accomuna,
ognuno di noi, anche se non lo sa, danza la propria vita. IL programma di
Biodanza®è indurre vivencie (vivenzie), ossia il vivere “qui e ora”,attraverso la
danza, il canto, gli esercizi di comunicazione di gruppo. Nella Biodanza®esistono
cinque linee di vivencia e hanno una sequenza secondo le difficoltà: VITALITÀ,
SESSUALITÀ, CREATIVITÀ, AFFETTIVITÀ, TRASCENDENZA.
Con queste linee si attivano le potenzialità dell’uomo attraverso il processo
vivenciale. Biodanza®non si pratica individualmente ma in gruppo, quest’ultimo
funge da contenitore protettivo per ogni partecipante al corso, durante
i vissuti vivenciali. Nel gruppo di Biodanza®i partecipanti nutrono e sono nutriti,
ognuno ha la stessa importanza, senza nessuna distinzione, non esiste sc
la sociale, culturale e neanche esperienziale, facciamo parte di un unico sistema,
di un processo di creazione e trasformazione. Perché praticare Biodanza?
Oggi viviamo in un contesto che conduce ad un progressivo allontanamento
dalla vita, diamo più spazio alle funzioni intellettive, razionali a scapito di
quelle emotive. L’obiettivo della Biodanza è di ri-trovare la coerenza con la
vita.Le risposte alle domande che ci pone l’esistenza , si trovano nel profondo
di ognuno di noi. Diamo più vita alla vita!
23 AGOSTO – ore 21,30 / Ai Terrazzini
NICOLA ANDRULLI 5TET
Musica Sostenibile
29 AGOSTO – ore 21,30 / Antico Convivino
NAPULE’ JAZZ
Trio jazz brani della tradizione partenopea, dalle più antiche fino a Pino Daniele.
06 SETTEMBRE – ore 21,30 / Le Dimore dell’Idris
EMANUELE SCHIAVONE 5TET
I classici dello swing
13 SETTEMBRE – ore 21,30 / Alle Conche
ABBARABBIS
Musica Impopolare
Gli Abbarabbis propongono un repertorio che spazia tra la musica originale
d’autore e la musica popolare liberamente interpretata a partire dalla eredità
di artisti come Matteo Salvatore, Enzo Del Re e Antonio Infantino.
Piero Pacione – chitarra e voce
Pasquale Nicoletti – percussioni
Vanni Saponaro – tuba e percussioni