Alla Filcams Cgil la fantasia non manca e ci scherzano sù quando in settori come quelli dei servizi, del terziario e del turismo (tema attualismo a Matera e in Basilicata) dove il precariato e lo sfruttamento è in agguato, tanto da riportare la frase “D’estate fai il mazzo? Vieni a conoscere le tue carte…” sull’agenda dei lavoratori distribuita ai lavoratori e alle lavoratrici durante il 3° congresso territoriale che ha confermato Marcella Conese, per il prossimo quadriennio alla guida del sindacato. E a sfogliare l’agenda tra contratti, tariffari, norme previdenziali e altro ancora la battagliera segretaria avrà molto da fare insieme al direttivo con le priorità legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro e con gli spunti, tanti, venuti dallo studio redatto dal presidente dell’Ires Cgil regionale, Giovanni Casaletto,sul tema ” Rilevanza, criticità e prospettiva dell’industria turistica in Basilicata”. E come sottotitolo ” le condizioni per rendere Matera 2019 un driver per l’industria turistica e culturale regionale e per garantire maggiori tutele e diritti per i lavoratori del settore” . Un lavoro sul campo che tirerà fuori dal buco o nero dal sommerso, se preferite, della occupazione o sottooccupazione la conferma di come stanno le cose dopo la stagione spensierata dei voucher degli otto anni di riferimento fino al 2016, quando toccarono quota 18 milioni rispetto ai 40 iniziali. E con il settore turistico (coincidenze?) in cima alla lista con il 21 per cento, 14,5 nel commercio,12,2 nei servizi e 44,4 in altre attività .Ma oggi ci sono i contratti di prestazione occasionale ( PrestO) per piccole imprese e servizi che dovrebbero porre un limite alla precarietà sia che si tratta di lavoratori italiani che stranieri e poi la filiera dei tirocini formativi rinnovabili a tempo determinato, per un importo di 500-600 euro, laureati compresi. Quello che non funziona e che salta sono gli orari di lavoro…Fatevi un giro, chiedete e vi accorgerete del sommerso consolidato: prendere o lasciare. E del resto Casaletto, che ha rielaborato i freddi dati statistici consolidati (Inps, Istat,Apt, Banca d’Italia ecc) ha pensato bene di intitolare in maniera provocatoria un capitolo ” Con la cultura si mangia…non sempre in bar e pizzerie”. Che fa al caso di Matera e non solo e su questo punto ha destato i sorrisi dei delegati e di quanti erano al tavolo: il segretario regionale della Cgil Angelo Summa, quello provinciale Eustachio Nicoletti e di Danilo Lelli della Filcams nazionale, tutti arciconvinti che la strada da battere è lunga e che senza regole, cultura di impresa e progetti non si va da nessuno parte. Del resto l’incrocio dei dati offre tanti spunti sulla Basilicata dall’economia contraddittoria, senza un modello organizzato che pone dei limiti anche a un settore interessante e dinamico come quello turistico. E Matera 2019 ne è l’emblema: senza regole, senza uno studio sui flussi come hanno chiesto inutilmente i ministri per il Sud Barbara Lezzi e ai Beni culturali Alberto Bonisoli e con una offerta che continua a portare preziose risorse fuori regione. Mediocrità, incapacità, parassitismo e opportunismo politico che pensa solo a spendere e a valutare ritorni clientelari senza pensare al domani. Un po’ di tutto…roba da cicale. Il lavoro della Ires è propositivo, sperando che qualcuno si ripieghi e reciti il mea culpa.

“Matera -riporta lo studio nelle conclusioni- rappresenta a oggi il 20 per cento del turismo lucano, in termini di prodotto interno lordo, dato significativo e in crescita, ma non riscontra ancora una capacità di attivazione della produzione in loco, che è collocato spesso fuori regione”. Ed è per questo che suggerisce di insistere e puntare su una maggiore ”industrializzazione” del sistema turistico in Basilicata, a partire dalla realizzazione di un km zero sia riferito ad attività manifatturiere (es federe e cuscini per ristorazione e alberghi, saponi e prodotti di diversa tipizzazione e altro che attiverebbe un indotto lucano molto più consistente e in grado di diventare marchio e creare occupazione) sia riferito ad altre attività ad alto valore aggiunto. Tra queste figurano le agenzie di marketing e comunicazione, campagne promozionali e video, tour operator in grado di agire su ambiti internazionali e in grado di individualizzare l’offerta turistica, mettere in relazione i vari tipi di offerta. Lo studio suggerisce di lavorare a far crescere la cultura dei consorzi, poco presenti a Matera e in Basilicata, e con l’attivazione e lo sviluppo di una economia indotta e un mercato più consapevole del mercato turistico. Si chiede,inoltre, di riattivare i tavoli della governance regionale sul sistema turismo coinvolgendo associazioni imprenditoriali, enti locali e associazioni. Un passaggio obbligato che contribuirebbe a ”rendere più costante e meno legato alle stagionalità di settore…alla programmazione e ad attivare una dinamica win win da parte delle organizzazioni datoriali e privati per gli investimenti…da parte delle organizzazioni sindacali nella richiesta di maggiori tutele e diritti in vista di una maggiore professionalizzazione degli addetti. Proposte concrete. Ma siamo in campagna elettorale e alla vigilia della cerimonia inaugurale per Matera 2019… Dopo? Troppo tardi? Il sindacato e giornalemio.it lo denunciano da tempo…insieme alle richieste di legalità e trasparenza.