Un saluto di circostanza con l’invito, del tenore Francesco Zingariello, a salire sul palco della Terrazza Lanfranchi e a conclusione di un concerto con l’orchestra sinfonica metropolitana per i 90 minuti dedicati a un secolo di musica leggera italiana. E il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, non si è fatto di certo pregare ringraziando gli artisti e i musicisti per la bella serata musicale sotto le stelle e con un convinto ” E penso a te…”, un noto brano scritto da Mogol per Lucio Battisti, rivolto a Matera per quello che a parole e negli auspici vorremmo che fosse ” nelle arti, nella cultura e nell’impegno comune per il 2019” , ma che deve fare i conti con la mediocrità e gli interessi di bassa della lega della politica, che canta o canticchia sotto traccia le note di un repertorio stantio e stonato da sceneggiata napoletana. E a proposito di stonature il nostro primo cittadino è stato preso quasi in contropiede, quando l’arguto Francesco Zingariello lo ha invitato a restare sul palco e a cantare ” Nel Blu dipinto di blu ” di ”mister Volare” Domenico Modugno, scelto per chiudere con un ”bis” la serata. ” Sono stonato come una campana- ha detto il Sindaco” tenendo ben stretto il microfono, ma ricordando la sua passione per la musica, con le sue citazioni musicali ( Na sera è maggio è tra queste) quando in consiglio comunale e in altri contesti deve richiamare tutti all’unità. E così affiancandosi agli ottimi Francesco Zingariello e alla vocalist Daniela Sornatal ha intonato con un crescendo di toni la nota canzone, che ha mietuto successi nel mondo, e con un pensiero (ne siamo certi) a Matera dalle ali tarpate per i beni noti motivi che sappiamo…Alla fine l’esibizione è stata un successo e applausi per tutti con il pubblico in piedi a spellarsi le mani. Qualcuno ha chiesto il bis. Ma sindaco e artisti devono esibirsi su palchi diversi e con uditori e musicisti differenti. Per il primo cittadino l’accompagnamento, spesso, dei ”quattro musicisti di Brema” e per Francesco e Daniela orchestre come quella metropolitana barese, diretta dal maestro Walter Sivilotti. Non sappiamo se il ”trio” di Palazzo Lanfranchi avrà un’altra occasione per esibirsi. Suggeriamo un’aria che tutti conoscono quel ” Nessun dorma” dalla Turandot di Giacomo Puccini che nella città del divano servirà, chissà, a svegliare la bella addormentata sul posto…Matera.

UNA SERATA INDIMENTICABILE

C’è stato anche l’Inno di Matera 2019 composto dal materano Vito Paternoster nel repertorio sotto le stelle, che ha incantato il numeroso e attento pubblico convenuto sulla terrazza di Palazzo Lanfranchi, con l’orchestra metropolitana di Bari, che ha suggellato un gemellaggio destinato a rafforzarsi. Ma c’ès tato spazio anche per brani d’antan come Tu musica divina di Bracchi e D’Anzi, Parlami d’amore Mariù di Bixio e Neri, Non ti scordarà di me di De Curtis e Furnò, Terre di mani, la citata dal sindaco E penso a te di Mogol e Battisti, Io che amo solo te di Sergio Endrigo, Il nostro concerto di Bindi, Lontano dagli occhi di Sergio Endrigo, Se stiamo insieme di Mogol e Cocciante, Ti sento di Cossu e Marrale, O surdato nnammurato di Califano e Cannio eseguita dall’Orchestra, Caruso di Lucio Dalla, Vurria di Pugliese e Rendine per concludere con Besame mucho di Velàzquez e il bis ”Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. La serata è stata ripresa da alcune tv. E senz’altro la rivedremo. Senz’altro da ripetere.