Sono sei e per tutte è iniziato il conto alla rovescia.

Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena. Sono le sei città, rigorosamente elencate in ordine alfabetico, rimaste in corsa nel pregiato percorso di candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019. Il verdetto finale arriverà in diretta dal Mibac  venerdì  17 ottobre alle ore 17,00. Un numero che per i superstiziosi, legato alla smorfia porta sfortuna, disgrazia tanto più se legato al venerdì ma non in  numerologia,  dove al contrario,  è considerato il numero della speranza, della grazia, dell’armonia, e rappresenta la sensibilità e l’innocenza. Si sa, la verità sta sempre nel mezzo e pertanto questa data porterà sicuramente sfortuna a 5 candidate e ne renderà una, super fortunata. L’iniziativa “Capitale della Cultura Europea” ha preso il via nel 1984 e da allora sono 32 le città che hanno rivestito questo ruolo. Dal 2011, ogni anno, sono due le città fregiate di questo titolo, in due Paesi europei diversi. Nel 2019 sarà la volta dell’Italia, insieme alla Bulgaria,  che ha candidato prima 21 città per poi restringere la rosa ai sei nomi. Il titolo dura un anno durante il quale la città avvia iniziative culturali di vario genere per promuovere l’Unione Europea.

Ma quali i criteri che deve soddisfare il programma di una città candidata e in cosa si differenziano le città rimaste nella short list?

Fondamentalmente i criteri vertono sulla dimensione europea della città con i suoi cittadini.

Cerchiamo sinteticamente di conoscerle più da vicino.

Cagliari punta sui suoi pregiati tessuti i cui fili diventano la metafora di una città che tesse nuovi scenari. Aree verdi, spazi pubblici riqualificati, serviranno a ricucire le diversità dei quartieri. Artigianato e tecnologia, tradizioni popolari e nuovi saperi.

Lecce punta a “Costruire relazioni coltivando la sapienza del confine, consapevoli di rappresentare da sempre un ponte sul Mediterraneo”. E’ da questi presupposti che Lecce vuole reinventare “Eutopia” un progetto di partecipazione democratica di valorizzazione del potenziale umano, di benessere sociale attraverso modelli e sistemi ecosostenibili. Un coinvolgimento totale del cittadino per capirne bene esigenze e bisogni.

Matera si candida “per esprimere la voce di luoghi dimenticati, spesso messi ai margini dalla modernità ma portatori di valori profondi, oggi essenziali non solo per l’Europa ma per il pianeta intero”. I Sassi, lo spettacolare scenario della Murgia e del canyon della Gravina, il torrente che accarezza il territorio e poi ancora la costruzione del Museo del carro trionfale della Bruna (patrona della città) e della sua tradizione della cartapesta.

Perugia-Assisi punta sui luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria come occasione importante per mettere in moto una progettualità che guardi al futuro delle città. Rafforzare la città ed i pensieri costruttivi e creativi, il dialogo e l’accoglienza.

La dimensione regionale è il primo punto di forza della candidatura che si poggia inoltre sullo slogan“Fabbricare i luoghi”, a sottolineare quel paziente lavoro di ricostruzione del tessuto sociale, culturale e urbano”, spiega il Comitato Perugia 2019. “Il concetto chiave del progetto si affida a tre modi di declinare la città: la città delle idee che genera pensiero creativo, capace di innovare il patrimonio delle conoscenze e dei modi attraverso il dialogo e l’accoglienza.

Ravenna si candida con il supporto di tutta la Romagna e con il coinvolgimento di tutti i cittadini spiega il Comitato 2019. Alla base di tutto c’è il  Mosaico di Culture, un modo per descrivere le diversità che insieme diventano capolavori. Tante le iniziative su dante Alighieri e la Divina Commedia e tra i progetti più importanti la rigenerazione della darsena, zona abbandonata del vecchio porto di Ravenna, dove gli ex edifici industriali saranno riconvertiti in contenitori culturali al fine di creare un hub creativo.

 

SIENA punta su tre tematiche fondamentali: Cultura, salute e felicità che attraverso una strategia della prevenzione punta a progetti e iniziative culturali che possano migliorare il benessere psico-fisico dei cittadini.

Tra le iniziative proposte c’è Para-site, un progetto che prevede lo sviluppo di approcci innovativi che rendano la città pienamente accessibile anche per le persone disabili, Cultural Emergency room, “pronto soccorso” nella Cappella del Manto dove artisti e operatori culturali prescriveranno “ricette culturali” ai cittadini e ai visitatori, e Leonardo 500 per celebrare il cinquecentesimo anniversario della morte del Maestro della pittura toscano.