Il Comune di Riace, era noto solo per i suoi Bronzi prima che Domenico “Mimmo” Lucano diventasse sindaco (la prima volta nel 2004 e poi rieletto per altre due volte) e desse vita ad un vero e proprio miracolo italiano, ovvero realizzare ciò che generalmente si teorizza solamente:  la immigrazione è una risorsa, se trattata non come emergenza ma praticando una vera integrazione.

Riace, fino a quel momento, era un borgo semi deserto (come tanti altri del sud e dell’interno della Basilicata) che è stato ripopolato grazie all’intuizione di Lucano concedendo le case abbandonate del centro a centinaia di rifugiati in una specie di sistema di accoglienza diffuso. Lo strumento? Avviando un progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), come fanno tanti altri comuni italiani. Solo che Lucano ha pensato ad un sistema strutturato con la utilizzazione di immobili abbandonati,  recuperati con fondi europei e regionali.

Così la presenza stabile e crescente dei richiedenti ha stimolato anche una domanda di lavoro, riqualificando e rivitalizzando il paese. Così sono nate botteghe artigiane, hanno aperto ristoranti, asili, scuole, orti biologici, l’intero paese è stato migliorato.

Un brillante esempio che ha fatto il giro del mondo. Che avrebbe potuto essere supportato e studiato dal governo nazionale al fine di uscire dalla gestione emergenziale permanente del fenomeno migratorio che, piaccia o non piaccia, ci vedrà impegnati per i prossimi decenni.

Invece è rimasto come una mosca bianca, snobbato dalla politica di governo degli anni scorsi e messo in difficoltà da una burocrazia lenta ed inefficace per stare al passo con la vita reale, con i fondi erogati in ritardo al punto da far ingegnare Lucano ad inventare un vero e proprio sistema di “moneta locale” da usare negli esercizi commerciali (per acquisto di beni di prima necessità) in attesa dei soldi veri dei finanziamenti Sprar.

Insomma, lo sforzo del Sindaco di Riace è stato quello di mettere su, in modo “artigianale”, le articolazioni di una economia locale circolare che tenesse dentro i residui abitanti e gli immigrati, praticando (coscientemente, ma senza valutarne le inevitabili conseguenze) una propria elasticità delle norme e leggi in materia nel momento in cui impedivano di procedere nella realizzazione del progetto.

Infatti Lucano, con il provvedimento cautelare,  viene accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alcune delle intercettazioni della Guardia di Finanza riportate dai media emerga una sua consapevolezza di essere spesso “fuorilegge” e diceva: “Proprio per disattendere queste leggi balorde vado contro la legge“.  Come quando con riferimento ad una donna cui era stato rifiutato per tre volte il permesso di soggiorno spiegava:”Io la carta d’identità gliela faccio, sono un fuorilegge. Non mando neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità. La iscriviamo subito. Fino ad ora la carta d’identità l’ho fatta così“. Oppure nel favorire matrimoni di comodo per consentire la permanenza a persone che altrimenti sarebbero state espulse.

Così come è accusato anche di illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti della cittadina riacese, avvenuti senza l’effettuazione delle procedure di gara previste dal Codice dei contratti pubblici e favorendo invece due cooperative sociali composte da italiani ed immigrati.

E’ evidente che tutto questo non poteva durare e che alla lunga un pubblico ufficiale com’è un Sindaco, sarebbe incappato nelle maglie della magistratura.

Così come è evidente che un siffatto originale ed efficace esperimento andasse accompagnato da una attenzione del governo nazionale che avrebbe potuto potenziare la struttura comunale e/o partorire una legislazione ad hoc, per fare di Riace (ed altri Comuni che avessero voluto seguirne l’esempio) una sorta di zona franca dalle ordinarie procedure.  Ma così non è stato, anzi negli ultimi tempi la politica giallo verde gli si è scagliata contro.

Ed ecco che, nonostante i pur numerosi riconoscimenti internazionali e la pur grande solidarietà di personalità note, il procedere dell’azione della magistratura che non ha fatto altro che il suo dovere ha dovuto fare il suo triste corso.

Era inevitabile, per cui ci sembra inappropriato parlare di una azione mirata e figlia dei desiderata di questo governo, per quanto ostile sia a Mimmo Lucano e alla sua azione in favore dei migranti.

Certo che la situazione è difficile e probabilmente il “modello Riace” potrebbe subire uno stop.

Anche se, salvo fatti che dovessero ancora emergere, non c’è alcuna accusa di appropriazione di soldi per fini di arricchimento personale a carico di Mimmo Lucano.

Certo siamo di fronte a “diffuse e gravi irregolarità“, a “superficialità e spregiudicatezza” per non aver seguito gli iter prescritti dalle norme. Ma che come scrive il gip il tutto”non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate”.

E lo stesso pm Luigi d’Alessio che ha eseguito le indagini e ha disposto i domiciliari per il sindaco, non vuole passare per un “procuratore politico” nemmeno assurgere a simbolo della linea-Salvini sui migranti. Ha infatti dichiarato: “Gioverà alla politica anti-migratoria del ministro dell’Interno Matteo Salvini? L’uso politico che può essere fatto della notizia non è compito mio, e nemmeno prevederlo. Non sta a me dettare la linea politica. Io porto avanti un discorso di legalità e di rispetto delle norme. A volte lo si fa anche con dispiacere, ad esempio quando ti rendi conto che progetti come quello di Riace rischiano di sprofondare. Ma non posso dire altro.”

Lo stesso ha ancora precisato che “l’indagine verte sostanzialmente su una serie di illeciti ed una visione assolutamente personalistica dell’organizzazione dell’accoglienza, fatta cioè senza la considerazione delle regole previste e contro le norme di legge.  Il fine non può giustificare i mezzi: il fine può essere condivisibile, ma se tutti facessero così…”.

Bisognerà attendere l’evolversi della situazione per capire quanto di questa esperienza di Riace sopravviverà alla vicenda giudiziaria, nel mentre nel Paese così diviso su questo tema crescono le voci di solidarietà con Mimmo Lucano.

Ma anche il vociare sinistramente soddisfatto di chi vede gli immigrati e chi li aiuta come nemici da combattere ed in questa vicenda una soddisfazione per il crollo di uno degli esempi concreti che poteva contrastare la loro visione.

E pensare che sono tantissimi i borghi interni in via di estinzione per spopolamento che se potessero applicare il “modello Riace” potrebbero tornare a rinascere.