L’esperienza serve eccome, per intervenire prima che sia troppo tardi quando si parla di violenza domestica o di genere. E accaduto -come riportano alcuni episodi- per una denuncia non valutata appieno, per un motivo o per un altro, nei rischi o nelle modalità attuative di episodi di diversa intensità e contesto, negli approcci al problema che richiede strategie mirate, magari con un ”lui” o una ”lei” che in passato si sono resi protagonisti di questa o quella situazione di conflittualità, sconosciute in toto o in parte agli inquirenti.

E così il Protocollo di intesa siglato tra Procura della Repubblica, Questura e Comando provinciale dei Carabinieri di Matera, intende proprio rimediare in questo senso per un utile scambio di informazioni e concordare modalità operative più efficaci.

Ma è fondamentale che le potenziali vittime, amici, parenti, cittadini collaborino, con denunce e segnalazioni. La legalità, la libertà e la vita… si difendono così.

I CONTENUTI DELL’INTESA NELLA NOTA DELLA QUESTURA

Procura della Repubblica, Questura e Comando Provinciale dei Carabinieri siglano protocollo per combattere la violenza di genere e domestica

“La battaglia contro la violenza familiare sulle donne si combatte e si vince anche e soprattutto con la prevenzione. E’ con questo obiettivo che, martedì scorso 26 giugno, il Procuratore della Repubblica c/o il Tribunale di Matera Pietro Argentino, il Questore di Matera Paolo Sirna e il Tenente Colonnello Samuele Sighinolfi, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Matera, hanno sottoscritto un protocollo “delle best practice” ovvero delle buone pratiche in materia di reati di violenza di genere e domestica.

E’ la risposta dello Stato e delle sue istituzioni che, in attuazione delle recenti disposizioni normative nazionali e comunitarie in materia, si organizzano per mettere a punto e attuare le migliori e più efficaci soluzioni operative al fine di adempiere all’obbligo di proteggere le persone vulnerabili, fra cui rientrano le vittime di violenze domestiche.

Il protocollo prevede l’adozione nell’intera provincia di Matera di un modulo operativo concernente l’esame delle violenze agite, al fine di condividere le preziose informazioni in possesso di ciascuna delle suddette istituzioni.

Il modulo codifica le modalità di intervento nei casi di liti in famiglia e consente di inserire nella banca dati delle forze di polizia (SDI) – indipendentemente dalla proposizione di una denuncia o querela – una serie di informazioni utili a ricostruire tutti gli episodi di violenza domestica che hanno coinvolto un nucleo familiare. L’equipaggio delle forze di polizia, prima di giungere sul posto, è così in grado di conoscere quanti altri interventi dello stesso genere ci siano stati, se qualcuno detiene armi o ha precedenti penali. Queste informazioni consentono agli operatori di possedere molti più elementi per gestire al meglio situazioni fortemente conflittuali.

Notizie, dati, dettagli vengono inseriti ed esaminati, grazie alla compilazione di check-list che consentono di ricostruire i fatti in modo completo e accurato, in un’apposita banca dati digitale, che può assumere un’importanza cruciale in un’ottica di “predittività” del fenomeno di cui trattasi.

All’A.G. competente il patrimonio storico informativo dei singoli casi sarà reso disponibile in occasione delle comunicazioni di notizia di reato.

Il protocollo operativo siglato martedì scorso promuove dunque l’adozione di strategie condivise e procedure uniformi capaci di incrementare la capacità di interventi tempestivi ed efficaci di prevenzione e contrasto del fenomeno della violenza domestica.

Le migliori soluzioni organizzative adottate nell’ambito degli interventi effettuati dalle Forze dell’Ordine sul territorio consentiranno inoltre all’A.G. di avere una percezione quanto più realistica dello scenario criminoso.”

Matera 28 giugno 2018