Il servizio sulla chiusura della Libreria Mondadori di via del Corso, a causa dell’incremento del canone affitto alimentato dall’effetto Matera 2019, ha destato – come era prevedibile- commenti misti a incredulità, condanna, solidarietà di cittadini, uomini di cultura. Ma anche interventi come quello di Confesercenti che ricorda i passi mossi in occasione del trasferimento della Libreria dell’Arco, dalla sede storica di Piazza Pascoli, nei confronti del Comune di Matera e della Regione Basilicata. Richieste – come riporta la nota- in materia di detassazione (Tosap), incentivi, trasformazione dei centri storici in centri commerciali specifici e per la introduzione di una nuova legge regionale sul Commercio. Proposte rimaste al palo e,intanto, ci si chiede a quante attività produttive toccherà ancora far le valigie dal centro o, chissà, anche dai rioni Sassi se il canone non sarà quello di mercato.Il business di Matera 2019 viaggia ancora con il vento in poppa.

LA NOTA DI CONFESERCENTI

L’appunto rivolto alle Associazioni di categoria a proposito del silenzio sul “caro fitti” nel centro storico di Matera merita alcune precisazioni; l’allarme fu lanciato a proposito del trasferimento della “Libreria dell’Arco”, qualche tempo fa, durante un incontro con l’Amministrazione Comunale di Matera che intendeva rimodulare la Tosap (oggi Cosap) soprattutto per le attività commerciali ricadenti nel Centro Storico.

In quell’occasione noi fummo a dire all’assessore al bilancio di agire su altre leve a disposizione del Comune perché ci risultava che molti proprietari di locali di determinate strade del centro avevano provveduto ad inviare con congruo anticipo la lettera di recesso dal contratto di locazione in essere chiedendone di fatto adeguamenti, secondo noi, fuori da ogni logica.

Inoltre è pure bene ricordare che una proposta di legge regionale sul commercio è stata da noi presentata in Regione Basilicata nel lontano 2013 che prevedeva, fra l’altro, sgravi sulle imposte locali ai titolari di attività cosiddette “storiche” e inoltre dava “peso specifico” alle Associazioni di strada che si costituivano per organizzarsi in centri commerciali naturali.

Che dire, il ruolo delle Associazioni di categoria è quello di segnalare ciò che realmente accade e proporre alle Istituzioni idee, accorgimenti e misure per porre rimedi giusti al fine di salvaguardare le imprese e chi in esse ci lavora.

Purtroppo nulla è accaduto nonostante i ripetuti sforzi finalizzati a sottolineare a Comune e Regione lo status quo, perché è più facile deliberare strumenti parametrati a meri calcoli aritmetici per garantire maggiori flussi di tributi in entrata e non confrontarsi su quanto realmente accade per applicare quel minimo di equità fiscale fra tutti i contribuenti.

La proposta di legge regionale è invece rimasta al palo perché è più semplice non adottare alcun provvedimento normativo, tanto….cui prodest?

Matera, 12 agosto 2017