Si può anche pedalare “per amore di uno sport e di una terra” sino a cimentarsi in un “Coast to Coast” in bicicletta per promuovere la bellezza del paesaggio lucano, per stimolare una politica di rispetto e di valorizzazione del territorio e … nel contempo mantenersi in forma con il proprio sport preferito.

E’ il progetto è di un gruppo di amici materani che si sono costituiti in un’associazione sportiva dilettantistica, “I Lupi della Murgia”, e che da anni si ritrovano nel tempo libero a scalare o a discendere i dislivelli dei tortuosi percorsi lucani, per pura passione delle due ruote e per pura amicizia di gruppo.

Si tratta di Roberto Caponero, Angelo Sacco, Domenico Miglionico, Claudio Bruno, Dino Loglisci, Salvatore Salerno, Emanuele Di Cecca e Roberto Tomaselli, i quali, con tanto di auto ammiraglia, guidata da Franco Burgi, divise di squadra e una serie di sponsor locali, si sobbarcheranno 278 km di strada: da Palinuro, il mar Tirreno dell’antica Lucania, a Bisceglie, la costa dell’Adriatico, con 5469 metri di dislivello e un percorso che attraversa il Nord-Est della provincia di Potenza.

“Finora-scrivono gli interessati le uscite in bici tornavano utili per ammirare i paesaggi della Basilicata e per godere dei profumi dell’aria, a volte ancora con tratti incontaminati, tra vecchie strade poderali o impervie salite per raggiungere gli oramai spopolati paesi dell’entroterra lucano.

Un fascino antico, spesso ancora immutato e uguale a come l’ha immortalato Franco Pinna, il fotografo dell’antropologo Ernesto De Martino, nel loro viaggio nei riti magici della Basilicata.

Pinna, de Martino e lo scrittore Carlo Levi, col suo racconto sul confino in Lucania, sono i padri narratori di una società contadina lucana che non esiste più nella cultura dei giovani, oggi “affascinati”, come ogni giovane europeo, più dalle magie tecnologiche che dai rituali magici dei nostri nonni.

Ma che esiste e resiste ancora nei paesaggi di una regione ancora poco conosciuta e in quelle strade interne nate per essere mulattiere più che rotabili e che si riscoprono nella loro infinita bellezza camminando, come nel simpatico film di Rocco Papaleo, dal quale è mutuato il nome dell’iniziativa, oppure pedalando, come vogliono fare i nuovi esploratori su due ruote di questa terra che resta ancora magica e che si chiama Basilicata.”

Dall’anno scorso, la passione di questo gruppo di cicloamatori materani è diventato anche il loro contributo di convinti lucani alla promozione della loro Terra e alla sua tutela ambientale, al fine di combattere discariche, inceneritori veri, inceneritori camuffati e perforazioni inutili per un miraggio industriale venduto 30 anni fa ai lucani e miseramente fallito, visto i dati Istat su povertà, occupazione ed emigrazione della Basilicata.

«L’idea del “Coast to Coast” – è il mantra dei Lupi della Murgia – nasce sempre dalla nostra convinzione che “ogni pedalata è una rivoluzione” e dal desiderio di unire in bicicletta due punti, due confini tra mare e terra. L’utilizzo della bicicletta non è casuale, si tratta della macchina più divertente e perfetta che l’uomo abbia mai inventato: con il suo movimento lento, ma non troppo, è il giusto compromesso per conoscere il patrimonio naturale che ci circonda. L’anno scorso attraversammo il parco del Pollino, quest’anno attraverseremo quello del Cilento. La nostra speranza è che ci siano sempre più cicloamatori e sempre meno speculazioni sull’utilizzo delle risorse energetiche dei nostri territori».

Il “Coast to Coast” 2017 è stata una due giorni di 240 km, da Policoro, Jonio, a Maratea, Tirreno, mentre l’edizione 2018, il 5 e il 6 maggio, toccherà 3 regioni e l’Adriatico al posto dello Jonio, con 278 km di pedalate sponsorizzate da Gioielleria Loglisci, Jolly Jo e Saverio Guida elettrodomestici, di Matera, Sant’Andrea Edicola, di Bisceglie, Vicino Domenico Impianti e Gasbarre Cicli, di Gravina in Puglia, e la Bcc Alberobello e Sammichele di Bari.

 

Una conferenza stampa è prevista per il giorno venerdì 27 Aprile 2018, alle ore 18,30 presso l’Altieri Cafè in Via Bruno Buozzi n.99, Sasso Caveoso.