Se ne è andato a 87 anni , questo pomeriggio, dopo una malattia invalidante che lo aveva colpito negli ultimi anni. Domenico ” Mimì” Notarangelo, pugliese di San Michele di Bari, trapiantato a Matera e dal dopoguerra, per molti era rimasto ” il segretario” per avere ricoperto quella carica alla guida del Partito comunista italiano.

Ed era rimasto fedele alla linea degli ideali, visto che il partito- come diceva lui- era dipartito… o si era diluito in tanti rivoli con una identità persa o svenduta.

Se ne è andato, ironia della storia, in concomitanza con i funerali di Fidel Castro.

Impegno politico a parte Mimi Notarangelo va ricordato per l’attività giornalistica cominciata con l’Unità, fotografica, di ricerca culturale che lo ha portato a realizzare lavori importanti su editoria, cinema, tradizione, senza dimenticare il suo corposo archivio fotografico e documentale che racconta mezzo secolo di storia politica e sociale del Mezzogiorno.

Fu amico di Pier Paolo Pasolini, con il quale collaborò sul set del film Il “Vangelo Secondo Matteo’‘ tanto da trarne pubblicazioni e mostre, ma anche di Franco Rosi per il celeberrimo ” Cristo si è fermato a Eboli”.

Celebri i suoi reportage d’oltre cortina sulla Russia o di vicende come l’invasione sovietica in Cecoslovacchia come ”Cieli chiusi su Praga”.

Sempre disponibile e con la sua preziosa macchina fotografica a tracolla era caustico e polemico, quando non gli veniva riconosciuto l’impegno profuso per questa o quella iniziativa. E non guardava in faccia a nessuno, abituato com’era a esporsi e a pagare in prima persona, con un invito ai giornalisti a ”tenere la schiena dritta sopratutto – diceva- quando parlate con i fatti e difendete o parlate di quanti non possono difendersi”.

Ai figli Tony, Mario e Giuseppe la vicinanza personale e dei tanti lettori di Giornalemio.it , con l’invito a valorizzare l’immensa eredità, non solo documentale, lasciata da Mimì.

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