Ha fatto servizio anche sulle linee delle Ferrovie Calabro Lucane fino alla fine degli anni Settanta la vecchia ”Littorina” delle Ferrovie Calabro Lucane, realizzate dalla Piaggio e a motore diesel, con una carrozzeria portante in acciaio inox. E a rivederla, nella foto fornitaci dall’architetto materano, Angelo Stagno, sfegatato vespista in visita al museo della Piaggio a Pontedera, riporta ai viaggi pioneristici o quasi verso Bari, Montalbano, Pisticci e Montescaglioso quando la linea raggiungeva i comuni della collina materana. Si viaggiava alla velocità sostenibile di 70 kmh…lungo tornanti e fermate rurali, quasi a richiesta, con il traino anche di carrozze di terza classe. Niente rimpianti e amarcord, ma che altrove fanno la fortuna dei treni storici, come accade per il ”Murgia Expess”(il treno d’epoca delle Ferrovie Appulo lucane, che percorre la linea Bari -Matera in occasione di eventi speciali. Altri tempi. Ma oggi non è possibile prendere il treno in condizioni di disagio e precarietà , come hanno commentato amaramente Angelo Stagno e altri, sulla situazione paradossale alla stazione di Ferrandina-Matera. A meno che non facciamo una rievocazione storica. Non sarebbe male. Servirebbbe ad alimentare un turismo di nicchia, quello dei treni e delle ferrovie d’epoca. Signore e signori in carrozza. Fermata in campagna per cogliere mandorle, fichi e ciliege….

LA SCHEDA DA WIKIMEDIA SULLA MOTRICE FCL M2DE-59
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Automotrice M2 serie 50
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M2.50
Automotrice
Anni di costruzione 1936-1937
Anni di esercizio 1937-anni Settanta
Quantità prodotta 10 unità
Costruttore Piaggio/OM/TIBB
Lunghezza 15.600 mm (cassa)
Larghezza 2.450 mm
Altezza 3.200 mm
Capacità 8 posti a sedere di prima classe, 38 posti a sedere di terza classe, 10 strapuntini
Scartamento 950 mm
Interperno 10.080 mm
Passo dei carrelli 2.150 mm
Massa in servizio 42,8 t
Rodiggio (1A)(A1)
Diametro ruote motrici 725 mm
Tipo di trasmissione elettrica
Potenza oraria 2 x 73,5 kW
Velocità massima omologata 70 km/h
Alimentazione Diesel
Tipo di motore 2 Diesel OM BUD (su licenza Saurer)
Dati tratti da:
Marra, op. cit, p. 202
L’automotrice M2 serie 50 è un rotabile automotore a carrelli, con motorizzazione diesel a trasmissione elettrica, delle Ferrovie Calabro Lucane costruito dalle officine Piaggio con cassa di acciaio inossidabile[1].
Indice
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1 Storia
1.1 Stato attuale
2 Caratteristiche
3 Note
4 Bibliografia
5 Voci correlate
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni
Storia[modifica | modifica wikitesto]
Le automotrici M2 serie 50 vennero commissionate alla Piaggio a metà anni Trenta[2] dalla società Mediterranea Calabro Lucane (successivamente Ferrovie Calabro Lucane), che in quegli anni acquistò dalla stessa società costruttrice le monodirezionali M1c INOX[3], allo scopo di sopperire alla carenza di materiale rotabile automotore leggero sulle proprie linee ferroviarie del cosentino. Vennero costruite in numero di 10 unità con la caratteristica cassa nervata e saldata in acciaio inossidabile; a quel tempo la Piaggio aveva acquisito la licenza esclusiva del brevetto della Budd di Philadelphia e costruiva rotabili ferroviari e tranviari con cassa in acciaio inox saldato. Tale caratteristica permetteva di evitare la periodica riverniciatura con risparmi nella manutenzione della cassa; furono immatricolate come M2.51-60 e consegnate alle Ferrovie Calabro Lucane dove furono assegnate alla direzione di Catanzaro (unità 51-52 e 59-60) e di Bari (unità 53..58).
La prima unità del gruppo entrò in servizio il 21 aprile 1937[2]. Le unità vennero accantonate a partire dalla fine degli anni settanta in conseguenza dell’arrivo di rotabili più moderni. La M2.54 riacquisita dalla stessa ditta costruttrice Piaggio è stata restaurata ed esposta nel piazzale antistante il Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli di Pontedera[4]. L’allestimento scenico dell’esposizione mostra l’automotrice mentre sfonda la vetrata di ingresso[5].
Stato attuale[modifica | modifica wikitesto]
M2.51 (radiata)
M2.52 (radiata)
M2.53 demolita nel 1973
M2.54 restaurata ed esposta a Pontedera
M2.55 in stato di abbandono alla Selva di Paliano
M2.56 demolita nel 1973
M2.57 in stato di abbandono alla Selva di Paliano
M2.58 distrutta da un incendio a Matera nel 1943
M2.59 demolita nel 1999
M2.60 (radiata)
Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]
Le automotrici erano a carrelli con 2 motori diesel OM tipo BUD (costruiti su licenza Saurer) da 73,5 kW a 2300 giri/min[6] che azionavano generatori a corrente continua e motori elettrici di trazione sulle ruote; avevano anche la possibilità di frenatura elettrica a ricupero di energia nelle discese.
A partire dal 1950 i motori OM vennero sostituiti con i più potenti (88 kW a 1900 giri/min) Breda AEC D.24 a sei cilindri[6]. Nello stesso periodo sulle unità assegnate a Catanzaro la trasmissione venne modificata con giunto idraulico e cambio epicicloidale Wilson a 5 marce; una struttura simile a quella delle ALn 668 Breda. Negli anni sessanta vennero operate anche delle trasformazioni dell’ambiente interno, che offriva maggior spazio ai passeggeri.