Il latino l’ho imparato e il motto del Bos lassus figit pedem è pieno di significato…ma non lo vogliamo smagrito...”. Una similitudine, quella tracciata dal giovane rappresentante degli studenti, Matteo Camerini, che hanno scaldato piazza Vittorio Veneto sulla vicenda di Matera 2019 circa i ritardi e le tante occasioni mancate.

Opportunità, delle quali abbiamo parlato abbondantemente in altri servizi, ribadite nella colorata marcia che ha portato un piazza oltre 1.000 persone, decise a continuare nonostante le figuracce e le ipocrisie consumate in consiglio comunale e gli annunci di stati generali, sempre a Potenza, che nei fatti sono conferenze di servizio.

Gli interventi dei segretari di Cgil, Cisl e Uil, locali e regionali, delle associazioni di categoria Cna e Confapi sono state la prova provata che le cosa vanno male . Eventi (del quale sappiamo sempre poco o nulla su spese e compensi) cadenzati e tanti ritardi e incongruenze su opere pubbliche e servizi, legalità, trasparenza e assenza di modelli di sviluppo che confermano la politica delle mani libere e il protagonismo stantio da campagna elettorale.

Tanti gli striscioni di comitati,di aziende. le presenze di cittadini, di rappresentanti di partito ( Pd, Leu, Potere al Popolo), di alcuni consiglieri comunali  e un solo rappresentante di via Anzio, a titolo personale riteniamo, Roberto Cifarelli, preceduti dalle note della banda, dal refrain dei ” Cento Passi” dedicati alla lotta contro le mafie (tema da colletti bianchi in Basilicata) e dai rintocchi dei campanacci. ‘

C’è un vento forte e impetuoso che rinasce a ogni generazione” riportava uno striscione degli studenti. E’ quello che serve per portare in discarica, visto che quella di La Martella potrà essere riutilizzata, il marcio e i ritardi di Matera 2019.

Ma altri devono fare la propria parte…