Due annate e altrettanti bilanci in rosso, quelli del 2014 e del 2015, per l’Azienda sanitaria locale di Bari sui quali la Corte dei Conti ha accesso i riflettori quanto a ritardi, crediti verso enti per 35 milioni di euro, con il superamento del tetto della spesa farmaceutica, pignoramenti persistenti, crediti recuperati per appena il 35 per cento e altre criticità puntualmente segnalate alla Regione Puglia. Toccherà ora a giunta regionale, direttore generale e collegio sindacale della Asl tirare fuori risposte e soluzioni entro 60 giorni. Mica facile. La coperta finanziaria resta coperta e c’è poco da fare. Servono certezze e garanzie, ma la politica dei tagli non promette nulla di buono. Risanare? Certo. Ma come e quando? La Corte dei Conti attende, prima di passare alle successive annualità

Corte dei Conti, faro sui bilanci 2014-2015 dell’ASL Bari

Nino Sangerardi

I bilanci economici,anni 2014 e 2015, dell’Asl di Bari e provincia sotto la lente della Corte dei Conti pugliese : presidente Agostino Chiappiniello,relatore Cosmo Sciancalepore.
Stante le diverse criticità rilevate i Magistrati chiedono informazioni ai vertici dell’Azienda sanitaria.Quest’ultimi—direttore generale e Collegio sindacale—il 9 marzo 2018 inviano memorie esplicative e difensive,fornendo chiarimenti e elementi di valutazione sulle varie questioni esaminate.
Pertanto la Corte mette in luce,tra l’altro, quanto segue :

-Tardiva approvazione del bilancio. Bisogna approvarlo entro il 30 aprile. Invece sono stati deliberati il 20
maggio 2014 e il 16 maggio 2015.I Giudici prendono atto delle giustificazioni presentate dall’Asl, e fermo restando le ragioni del differimento (gestione fatture e note credito per farmaci cura epatite C,anno 2015) sostengono che “la violazione normativa permane”. In futuro l’Asl proceda tenendo conto di quanto prescrive la Legge

-Crediti. Risulta ingente la massa di crediti,superiore ai cinque anni, verso enti pubblici e privati. Diciotto milioni di euro verso i Comuni per il servizio trasporti dei disabili,17 milioni di euro nei confronti delle Case di cura convenzionate. Molti altri crediti riconducibili al personale,altri soggetti pubblici e privati. La Corte evidenzia “… l’assoluta necessità di una intensificazione delle azioni di riscossione e interruzione della prescrizione”

-Debiti. Il ritardo nei pagamenti ai fornitori ha determinato pignoramenti a carico della banca che gestisce la Tesoreria dell’Asl per un importo,al 31.12.2015, di circa 17 milioni di euro. I responsabili dell’Azienda sanitaria riferiscono di cambiamenti in essere, come la riduzione dei tempi di pagamento : 70 giorni nel 2015,31 giorni nel 2016,13 giorni nel 2017 e un giorno nel primo semestre del 2018. Di conseguenza il problema appare in via di superamento.”Non sembra superata—scrivono i Magistrati—la questione dei pignoramenti presso la Tesoreria che vincolano le disponibilità liquide. Attualmente le cifre pignorate ammontano a più di 25 milioni di euro”. Dunque sul punto “l’Asl deve prestare particolare attenzione proseguendo nelle misure correttive”

-Spesa farmaceutica. Superato il tetto fissato dalla normativa : euro 301.302.018,17 nel 2014 ed euro 290.555.756,37 nel 2015.
L’Asl annuncia che c’è stato un contenimento di meno 5% nell’anno 2016 e specifici controlli che puntano a valorizzare medicinali generici e la prescrizione di farmaci in modo adeguato.
Comunque le pratiche correttive poste in essere “risulteranno misurabili nel prossimo controllo dei Bilanci da parte della Corte dei Conti”

-Spesa del personale. Sono state corrisposte ore di straordinario superiori al limite di Legge. I dirigenti dell’Asl si giustificano così : “Il ricorso allo straordinario è dovuto alla carenza di personale”. I giudici osservano che le norme sul contenimento della spesa vanno rispettate anche nel caso di “obiettiva mancanza di personale”. Per quanto riguarda i denari pagati in eccedenza negli anni 2011-2012 l’Asl informa che dal 2016 è cominciato il percorso di rientro condiviso con le organizzazioni sindacali,consentendo di riottenere un pregresso di 1.900 migliaia di euro

-Verifica esenzioni. Durante il 2016 l’Asl ha inviato 44.2010 avvisi di pagamento, riguardo gli anni 2011-2012-2013,ai pazienti che non avevano diritto all’esenzione. Importo da reincassare : 6 milioni di euro. Recuperato il 35%. Gli uffici preposti stanno elaborando oltre 50 mila notifiche relative agli anni 2014 e 2015. Nulla si evince avviato per gli anni 2016 e 2017.
La Corte sottolinea che trattasi di “ un recupero lento e parziale delle considerevoli somme dovute dai pazienti che non avevano diritto all’esenzione. La suddetta attività di recupero dovrà quindi essere adeguatamente intensificata”.

Per concludere, i Magistrati per il biennio finanziario 2014-2015 accertano non poche criticità.
Ecco: la presenza di una enorme quantità di crediti spesso molto vetusti,l’eccessivo ricorso alla proroga contrattuale per gli acquisti di beni e servizi,lo sforamento del limite massimo della spesa farmaceutica,un alto numero di affidamenti senza pubblicazione del bando di gara.
Copia del documento firmato dalla Corte è stato inviato al presidente della Giunta regionale,al direttore generale e al Collegio sindacale dell’Asl i quali entro 60 giorni devono comunicare i provvedimenti realizzati a fronte delle spinosità contabili individuate.