Si è svolta sabato 18 novembre  a partire dalle ore 16,30 presso la Sala Inguscio della Regione Basilicata, in Via Verrastro a Potenza la tavola rotonda organizzata dall’Avis Comunale di Potenza che ha avuto come tema “Dall’Autosufficienza all’emergenza sangue in Basilicata” – Analisi e Proposte.

Dopo i saluti, il presidente della sede Comunale di Potenza, Nicola Stigliani,  ha fatto presente, al tavolo dei relatori ed ai presenti in sala, ed i momenti di difficoltà in cui spesso ci si ritrova in Basilicata, tanto da far parlare spesso di emergenza sangue.

“Come si è passati dall’autosufficienza ematica alla carenza sangue?” Cosa non funziona? Ma soprattutto, cosa si può migliorare? ha ribadito più volte il presidente Stigliani. E inoltre, come si può ritrovare un dialogo con le istituzioni, che spesso sembra essere perduto?  Una domanda, quest’ultima, a cui avrebbero potuto dare sicuramente risposta,  Filippo Bubbico, Vito De Filippo e Marcello Pittella, invitati alla tavola rotonda in quanto Governatori della Basilcata dal 2000 ad oggi, ma purtroppo tutti e tre assenti per sopraggiunti impegni istituzionali.

Presente, invece, il Sindaco di Potenza Dario De Luca, che ha confermato la fattiva collaborazione da parte del Comune, sancita pochi giorni fa attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa.

Per la  dottoressa Clelia Musto, Direttore del SIT Potenza, che ha confermato, anche snocciolando i dati associativi e donazionali degli ultimi 4 anni, una emorraggia di donatori ed un calo donazionale, non si può parlare di emergenza vera e propria, piuttosto di una rimodulazione errata delle donazioni.

“Abbiamo dovuto riprogrammare le donazioni” ha ribadito la dottoressa Musto, tenendo conto che la Basilicata  ha subito un alto tasso di spopolamento”, ha puntualizzato la Musto. “Probabilmente, ha continuato la dottoressa,  le valutazioni fatte non erano del tutto esatte, ma avendo perso, in questi anni, anche delle convenzioni con alcune regioni che ci permettevano di esportare il sangue in eccedenza, non potevamo correre il rischio (cosa che poi è successo anche qualche volta) di dover buttare le sacche scadute. C’è poi il problema dell’accreditamento dei punti raccolta. Se nel 2012 avevamo 111 punti gestiti dall’Avis e 21 da Fidas, oggi possiamo contare su 53 punti gestiti da Avis e 11 di Fidas oltre a 3 autoemoteche ( 2 di Avis e 1 di Fidas)”.

Secondo Genesio De Stefano, Presidente di Avis Regionale fino al 2012 e Vice Presidente Avis Nazionale dal 1987 al 2005, la carenza sarebbe da attribuire a precise responsabilità politiche, tecnico-sanitarie e associative. “Sono tanto convinto, ha ribadito nel suo intervento, da chiedere, qualche mese fa un confronto pubblico con tutti gli attori del sistema. Perché, perdere in solo 4 anni (dal 2012) 12 mila unità di sangue non può essere attribuito solo al problema dello spopolamento (tra l’altro da sempre presente in Basilicata) ma piuttosto ad una confusione nel sistema organizzativo ed un ricambio generazionale non adeguato in cui sembra essersi persa anche una certa sinergia tra le associazioni di volontariato e la politica”.

Il Presidente Nicola Stigliani ha poi proposto ai presenti in sala, per la maggior parte soci e tecnici dell’associazione, di produrre un documento da proporre all’attenzione dei tavoli regionali lucani.