Lasciate perdere le balene blu virtuali, le 50 prove di coraggio proposte da menti perfide e gli inviti a “riappropriarsi per sempre della propria vita” compiendo atti estremi. E se proprio vi appassionano le balene e altri cetacei leggete Moby Dick o, se potete, fatevi accompagnare lungo le rotte di passaggio di quei grandi mammiferi marini per ammirarne lo ”sbuffo” e le evoluzioni.

E’ un messaggio chiaro quello che abbiamo ascoltato nel corso di un incontro che Luisa Fasano e Filippo Squicciarini, due colonne della Polizia di Stato di Matera, hanno tenuto sui rischi del ”Blu Whale” con allievi e docenti della scuola media ”Francesco Torraca ” della Città dei Sassi. Una situazione, quella della ”blue whale”, monitorata dalla Polizia postale e con alcuni casi segnalati, dei quali si stanno verificando consistenza e situazione.

Niente allarmismi, ma è meglio tenere ”occhi e orecchie aperti”. Sono le famiglie, comunque, le realtà e i contesti che devono vegliare sull’uso e sull’abuso del web da parte dei minori. Nei casi di una certa gravità l’aiuto di uno psicologo può evitare che certe situazioni possano degenerare. La verità, come accaduto con tutte le mode del web estremo, chiamiamolo così, è che tanti genitori per diversi motivi sono impreparati o sottovalutano il tempo passato, e senza controllo, dei propri figli nelle navigazioni sul web.

Qualcuno reagisce male alle provvidenziali segnalazioni di insegnanti o capi di istituto, convinto che il ragazzo o la ragazza debbano fare ”comunque” le proprie esperienze e che quanto accade siano ”fatti” che riguardano la famiglia e basta. Situazioni paradossali, al limite della imbecillità e della ottusità, a rischio di denuncia… nei confronti di quanti mettono in guardia e segnalano cosa non va.

Ma preferiamo i buoni e ponderati consigli legati al confronto e al dialogo con i ragazzi. Prima di indossare una divisa, quella della Polizia di Stato, la dirigente Luisa Fasano e l’ispettore superiore Filipppo Squicciarini,  sono dei genitori e con la stessa passione e impegno danno consigli a tanti minori, come se fossero loro figli.

Insieme ad altri colleghi si recano volentieri a scuola, come la Torraca diretta dalla preside MariaLuisa Sabino, per mettere in guardia gli adolescenti dai rischi del web che, in maniera subdola, a volte riesce a circuire in tanti modi i giovani carpendone debolezza, buona fede fino a far compiere loro atti di autolesionismo.

Domande ad effetto, come quelle del formulario senza mezze misure dell’ultima domanda, delle prove sciagurate della ”’Blu Whale” (la Balena Blu) ”Se vi invitano a saltare dal palazzo vi prendete la vita o la perdete?…” hanno determinato nei ragazzi una risposta secca e con un ”No” convinto .

Ma allo stesso tempo sono stati invitati a ”Diventare occhi che guardano”, per aiutare i coetanei in difficoltà. Che sia un graffio o altra forma di disagio basta una segnalazione in famiglia, a scuola, alla Polizia,anche in forma anonima per fermarsi in tempo. Quanto accade, infatti, con la pubblicazione di dati e fotografie sui social e con l’utilizzo strumentale (si pensi ai siti porno) che ne possono fare altri soggetti, che bazzicano sul web per altri fini, deve mettere in guardia i ragazzi e quanti dovrebbero preoccuparsi di più dello loro abitudini e degli stili di vita.

Sarebbe senz’altro più efficace se alle le lezioni sul campo, come quelle tenute dalla Polizia di Stato alla media Torraca, assistessero anche i genitori. Hanno poco tempo, scarsa volontà? Non è una scusa : informarsi e dialogare con i propri figli è un dovere che non puo’ essere ignorato.

Ieri ”il lupo cattivo” oggi ” La Balena blu”. E non sono favole, purtroppo…