Signori in carrozza…c’è una associazione ” Matera ferrovia nazionale” che punta a fare più che a dire, per rimuovere ostacoli, contraddizioni, connivenze che intendono lasciare le cose come stanno. E i presidenti onorario, l’ex sindaco Francesco Di Caro , e il propositivo ma critico artista Nicola Pavese non hanno avuto peli sulla lingua nel presentare le finalità del sodalizio e nel denunciare tutto quello che non va.”Non siamo -ha detto Francesco Di Caro l’associazione dei comunicati stampa…ma vogliamo essere di stimolo per svegliare dal torpore la classe dirigente e,putroppo, la società che sembrano essere stati punti dalla mosca tzè tzè su un tema secolare e su un problema irrisolto come il completamento della linea della ex Ferrovia dello Stato Ferrandina-Matera, vitale e necessaria non solo per la Città dei Sassi ma anche per il comprensorio interessato ”. E nel ricordare il clima positivo degli anni Ottanta, nonostante le differenze e le contrapposizioni ideologiche dei partiti del tempo, ha ribadito che l’Associazione ( che è apolitica,apartitica e autofinanziata) intende tirare dritto come fatto in passato, rivolgendosi al Governo e scavalcando la palla al piede rappresentata dalla Regione Basilicata. Una considerazione che sembra riflettere quanto ha ribadito il ministro Dario Franceschini nella risposta al question time all’on. Cosimo Latronico (Cor) che passato la ”patata bollente ” della Ferrandina -Matera alla Regione Basilicata, con il presidente della giunta Marcello Pittella apertamente contrario a ogni intervento salvo poi ad ”aprire” dopo la presa di posizione del presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi che aveva giudicato scandoloso o quasi che Matera ”capitale europea della cultura 2019” non avesse un collegamento diretto con Trenitalia. Minibus ‘Freccialink” a parte, del quale abbiamo parlato abbondantemente della scarsa appetibilità e utiilità del servizio. E così la Regione Basilicata, con un ordine del giorno del Comune di Matera votato all’unanimità per completare quell’opera, dovrà far sapere cosa intende fare alla vigilia – non dimentichiamolo- del rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia per 5-6 milioni di euro che è quasi l’importo per attivare il ”Frecciarossa” sul quale non ci sono le sponde delle Regioni PUglia e Campania che hanno altre alternative. E meno che mai lo Stato. I conti sono fatti presto: se si investe tutto sul Freccia Rossa la coperta si accorcia per il versante ferroviario potentino che ha drenato o stornato (se preferite) le risorse destinate qualche anno fa alla Ferrandina- Matera nel silenzio totale (o quasi) di quanti ci rappresentevano. E allora? Siamo al bivio, tenendo conto che si dovrà definire il piano dei trasporti e in particolarre il versante del trasporto su gomma laddove i costi chilometrici di alcuni vettori pubblici sono il doppio di quelli privati. E poi, non dimentichiamolo, il Governo ha sempre ribadito ( il ministro dei trasporti Graziano Del Rio in primis) hanno detto sempre che le opere in cantiere sono l’adeguamento della statale 96 Bari-Altamura con innesto alla ss 99 per Matera e la ferrovia Bari-Matera senza mai menzionae che si tratta di quella a scartamento ridotto delle Fal. Un motivo di tanta ipocrisia ci sarà pure…Non si può di certo creare la concorrenza a una azienda in ”house” dello Stato, visto che a Matera si parla di metropolitana leggera e a Potenza si intende rispolverare la linea che dal capoluogo di regione raggiungerà Bari con scalo a Gravina di Puglia. E i soldi chi li mette? La Regione Basilicata….Ma la coperta è sempre troppo corta, anche per la Matera-Ferrandina per la quale si registra il fallimento di tre imprese in 20 anni un investimento di 600 miliardi delle vecchie lire. Una vicenda, ricordiamolo, sulla quale la ricerca di eventuali responsabilità continua a stare all’orizzonte del porto delle Nebbie… E allora, come ha ricordato Nicola Pavese, andiamo avanti con determinazione, visto che sull’argomento i Comuni dell’area basentana sono rimasti in silenzio per insensibilità, mediocrità o …per vedere come va a finire. E Nicola, che sull’argomento, in pubblico e dalle colonne della sua ” Cupola Verde”, tira fuori tutto quello che ha dentro parlando di occasioni perse, di ipocrisie sui temi del calo demografico e sulla fuga di cerveli in altre aree del Bel Paese e all’estero, anche perchè non si è investito in infrastrutture come la Ferrandina -Matera. E cita le prove del Freccia Rossa, con gli Etr 500 e 1000 in una stazione, quella di Potenza, largamente inadeguata, mentre su quella di Ferrandina sono stati investiti in servizi e tecnologie 8 miliardi delle vecchie lire.” Partiremo anche dalla stazione di Ferrandina-ha detto Nicola Pavese-per un rilancio di quella struttura e del progetto di completamento della linea”. Attendiamo le iniziative e gli incontri, a cominciare da quello con il presidente della giunta regionale Marcello Pittella . ” Non abbiamo preclusioni -ha detto l’avvocato Leonardo Pinto- con quanti mostreranno sensibilità sul tema del completamento della Ferrandina-Matera” – L’ associazione ” Matera ferrovia nazionale” è un sodalizio, presieduto dall’artista Nicola Pavese, che annovera tra gli altri tre ex sindaci di Matera ( Francesco Di Caro, Mario Manfredi e Michele Porcari), imprenditori, professionisti di diversi settori, esponenti del mondo culturale e cittadini che hanno cuore la realizzazione di un progetto, ritenuto ” funzionale” per Matera capitale europea della cultura per il 2019. Nel direttivo siedono gli avvocati Leonardo Pinto e Concetta Rollo, l’architetto Lorenzo Rota e il professor GiovannI Caserta, e il dott. Nicola Andrisani. Nel complesso i soci sono già una trentina e la lista è destinata ad allungarsi. ”L’associazione – come è stato ribadito nel corso della conferenza stampa di presentazione- sarà impegnata ad attivare ogni iniziativa di confronto e di sensibilizzazione a livello territoriale e nazionale, per realizzare il collegamento di Matera alla rete nazionale delle ex Ferrovie dello Stato, sui versanti Jonico, tirrenico e adriatico dando priorità al completamento della linea Ferrandina-Matera, per la quale sono stati spesi già 600 miliardi dele vecchie lire. I promotori hanno annunciato incontri nei prossimi giorni con i Comuni del comprensorio, con le istituzioni, i cittadini e la organizzazione di un evento pubblico, che esaminerà sul piano economico la centralità di un’opera infrastrutturale rimasta incompiuta. Auguri e che sia la volta buona. Impegno e contributi ci sono ( citiamo Gianni Maragno e Nicola Locuratolo tra i tanti), e con una corposa documentazione storica su un secolo di iniziative pro Ferrovia, ma occorre l’impegno di tutti per superare le omissioni e la doppiezza di alcuni versanti della politica nazionale, regionale e locale che hanno preferito il colpevole e omissivo disimpegno alle esigenze di Matera e del suo comprensorio.tavolo comitato ferrovie