Con riferimento al comunicato stampa del consigliere regionale del M5S Gianni Perrino (http://giornalemio.it/cronaca/perrino-m5s-le-graduatorie-oss-dellasm-con-sommersi-e-salvati/) in merito ai concorsi Oss, arriva una precisazione della ASM che dice trattasi di “informazioni inesatte” che trattasi di “posti di nuova istituzione”. Ma ecco il testo del comunicato stampa dell’ASM:

Spiace dover precisare ancora una volta le informazioni che vengono diffuse sui concorsi ASM.
Il consigliere regionale Perrino sostiene che la ASM ha bandito un concorso per Oss nel 2014 pur in presenza di una vecchia graduatoria del 2008. E che la decisione di bandire un nuovo concorso contrasterebbe con gli orientamenti giurisprudenziali a riguardo. Sperando di sgombrare il campo dagli equivoci, si precisa quanto segue:
1) con la delibera numero 353 del 2014 l’Asm bandiva un concorso a 25 posti di Oss di nuova istituzione nella dotazione organica.
2) la legge dice a riguardo in modo assolutamente chiaro che per tutti i posti di nuova istituzione occorre sempre bandire un nuovo concorso. Perché? Perché, è abbastanza intuitivo, la norma vuole evitare che una pubblica amministrazione incrementi artificialmente i posti in dotazione organica utilizzando una graduatoria già vigente, al solo scopo di favorire qualcuno che vi è inserito. Quindi, ogni volta che si fa un incremento di posti (come fece l’ASM nel 2014 per gli Oss come per altre figure), scatta l’obbligo tassativo di fare un nuovo concorso, poiché quei nuovi posti -vuole la legge- vadano attribuiti mediante concorso.
Tutti i posti di nuova istituzione, si ripete, devono sempre andare a concorso. Ed è ciò che l’ASM ha fatto. L’utilizzo di graduatorie vecchie, come pure si paventa, è obbligatorio quando non si versa nella ipotesi appena descritta, ma nella diversa fattispecie di una carenza che si viene a determinare nell’organico vigente (e non un incremento di posti come per gli Oss). Concluso il concorso per i posti di nuova istituzione, la nuova graduatoria sostituisce la precedente, che non può più essere utilizzata.”