Domenico Notarangelo sarebbe stato contento per quella ” Casa degli agricoltori” aperta a Matera, in via Collodi, che ha coronato quel sogno nel cassetto di legare le lotte contadine della incompiuta ” riforma agraria” a quelle degli ultimi lustri che hanno visto i movimenti spontanei di Altragricoltura, Terrejoniche concretizzare con consapevolezza che ”uniti si può” cambiare e restituire centralità e competitività al mondo rurale. Artefice di questo progetto è Gianni Fabbris, un campesino dei giorni nostri, che ha citato il manifesto internazionale della “Via campesina” e lottato, e continuerà a farlo, facendo sindacato sui campi e con gli agricoltori, incalzando le Istituzioni quando dimenticano cosa significa subire la ”malannata”, la morsa del credito o dell’usura o le prevaricazioni giudiziarie o la concorrenza di un mercato sleale gestito da pochi che fissano prezzo e dettano le regole. Ma Gianni, erede e testimone di una cultura movimentista , è per molti anche il ”prete povero” che ci ha messo la faccia sempre, tra scioperi della fame e proteste, senza arricchirsi, come ha ricordato don Basilio Gavazzeni al taglio del nastro tricolore. L’inaugurazione della Casa degli agricoltori, e con la sala didattica dedicata al compianto fotografo e studioso di storia locale Domenico Notarangelo, e in una città come Matera ha assunto una simbologia e una motivazione particolare. Nel solco di quella capitale della civiltà contadina, di taglio leviano, dei borghi rurali, dell’azione di studiosi e imprenditori illuminati come Adriano Olivetti, che hanno lasciato una impronta anche per superare quell’individualismo ”contadino” che dalle nostre parti non ha consentito di dar corpo ad esperienze coooperativistiche di rilievo. Gli interventi di Giuseppe Notarangelo,che ha ricordato il rammarico del padre di non poter fondere l’esperienza di oggi con quella di ieri, di Giovanni Caserta che ha invitato a diversificare l’economia senza ignorare l’agricoltura, e del poeta di Grassano Carmine Donnola che ha recitato una ‘poesia di lotta’ finita sulla etichetta di un vino ,la testimonianza di tanti figure che si sono spese e si spendono nel settore primario o di altri movimentisti come Gianni (da Franco Vespe a Michele Sellitri a Franco Lomonaco) o rappresentanti di associazioni (Angelo Festa per Adiconsum Cisl e Pierluigi Diso per comitato zes 2017) che con la loro presenza hanno mostrato attenzione verso il mondo rurale. Pino Lacicerchia, sindaco di Craco, chha ricordato la prima protesta spontanea nel suo Comune degli agricoltori,quasi un segno di quello che sarebbero diventate in seguito Altragricoltura e Terrejoniche. Movimenti, sempre più consentiti, aggregato produttori e consumatori dell’arco jonico pugliese, lucano, calabrese, le aree interne alla Murgia e via via altre regioni dalla Sicilia alla Sardegna, dalla Campania al Lazio. ” Le case dell’agricoltura – ha detto Fabris- sono lo strumento per riorganizzare le forze,il mondo contadino qui a Matera capitale del riscatto contadino per fare informazione, formazione e rafforzare il rapporto con i consumatori”. Un programma ambizioso ma concreto, che è partito dal basso a costo di tanti sacrifici e rinunce. Un successo se si pensa alle tanta fusioni a freddo che la politica continua a fare a tavolino senza essere con la gente, accanto alla gente e per la gente. Auguri a Gianni e a quanti con lui, citarli tutti significherebbe dimenticarne qualcuno, da Ketty Madio ad Aldo Adorisio, daranno il loro costante e prezioso apporto per la causa. Poi toccherà ad altri perchè altre Case apriranno a breve a Policoro, in Sicilia e in Sardegna. Ci piacerebbe esserci per la ”squisita” in tutti i sensi accoglienza contadina.A Matera fave e cicorie, ceci e lenticchie conditi con olio extravergine di oliva, un piatto con grano senatore Cappelli preparato dal cuoco Giacinto De Rosario, focaccia ripiena di bieta e peperoncino, dolci, vino e spumante. Poi al lavoro…problemi e progetti sono già in tavola e per ricordarlo le foto in bianco e nero di lotta di Domenico Notarangelo, gli striscioni con gli slogan ” Nucleare, petrolio, cemento Il sud non è più in vendita” del Forum sociale contro il nucleare” e la voglia di rimboccarsi le mani vista in giro.

PROGRAMMI E OBIETTIVI DELLA DUE GIORNI MATERANA

Come previsto nel programma della due giorni , conclusa con l’inaugurazione della “Casa degli Agricoltori”, si è tenuto a Matera l’incontro tra LiberiAgricoltori e Altragricoltura.

 

Presenti una delegazione della Presidenza Nazionale di Liberi Agricoltori guidata da Giuseppe Mangone e di Altragricoltura guidata dal suo Presidente Gaetano Malannino, L’incontro ha valutato e condiviso il percorso che porterà nelle prossime settimane a dare vita a una FASE COSTITUENTE per la nascita di una forte, unitaria, plurale, organizzazione di difesa degli interessi e delle aspettative di agricoltori e cittadini.

 

La proposta della Costituente è stata ampiamente discussa e assunta sia dal Congresso Nazionale di LiberiAgricoltori, che si è tenuto a Roma il 14 e 15 dicembre scorsi, sia dall’esecutivo nazionale di Altragricoltura tenuto il 7 gennaio sempre a Matera.

 

La Costituente ha l’obiettivo di costituire uno spazio plurale ed aperto a quanti in Italia, avendo a cuore il destino della nostra agricoltura e consapevoli di fronte alla crisi del fallimento delle organizzazioni sindacali storiche, puntano a dare vita a nuovi percorsi per rilanciare la funzione dell’agricoltura italiana.

 

La posta in gioco è garantire il diritto dei nostri agricoltori al reddito ed a produrre, quello ad un libero sindacato autonomo dalla politica e capace di tutelare l’accesso al cibo per tutti i cittadini e le condizioni di lavoro e di salario per i braccianti.

 

La Costituente terrà la sua prima assemblea fondativa fra il 16 e il 21 aprile 2018, settimana durante la quale il movimento internazionale chiama alla celebrazione della giornata mondiale di lotta contadina.

 

Nella stessa occasione si svolgerà il Congresso Nazionale di Altragricoltura.

 

Con questo forte atto inizia un percorso di lavoro comune fra due organizzazioni che, proveniendo da storie e percorsi diversi, stanno imparando il valore della unità di fronte alla crisi con la speranza che questo sia il segnale giusto per le aree rurali, i tecnici, i cittadini e le aziende che oggi accettano la sfida del futuro.

SU LA TESTA!

L’ESECUTIVO DI ALTRAGRICOLTURA

Si è tenuto a Matera l’Esecutivo Nazionale di Altragricoltura. Convocato il Congresso, l’Assemblea fondativa della Costituente per la nuova organizzazione della Sovranità Alimentare e l’agenda delle iniziative per il 2018.L’esecutivo nazionale in carica di Altragricoltura (presenti componenti da diverse regioni) ha tenuto l’ultimo suo incontro ieri sera prima di sciogliersi convocando per il 7 e 8 aprile a Roma la due giorni congressuale che si concluderà con l’assemblea insieme a LiberiAgricoltori per  dare vita alla Costituente del nuovo soggetto organizzato fondato sulla proposta della Sovranità Alimentare.

L’analisi della natura della crisi rurale in atto e di quanto grandemente siano minati sia il diritto degli agricoltori italiani a produrre il cibo sia quello dei cittadini all’accesso ad un cibo sano, ad un prezzo giusto e prodotto in un territorio tutelato e ricco di uomini e donne al lavoro nei campi, ha motivato l’urgenza di passare ad una fase organizzata nuova che investa il mondo rurale e le città italiane con un progetto capace di sostenere il futuro.

Un progetto fondato sulla proposta della Sovranità Alimentare che oggi si propone come base e fondamento per ridefinire relazioni sociali, valori economici, dinamiche di impresa, diritti democratici. La costituente per il nuovo soggetto della Sovranità Alimentare in Italia sarà il percorso per definire il quadro delle alleanze e specificare gli obiettivi e con il suo Congresso, Altragricoltura darà un contributo decisivo chiamando a raccolta gli oltre 20 anni di mobilitazioni, esperienze, vertenze contro la crisi accumulati in tuttte Italia.

L’esecutivo , convocando il congresso, ha nominato un Gruppo di Coordinamento Congressuale con il compito di produrre i documenti di proposta, definire i regolamenti, predisporre le deleghe.

Diversi i contributi personali in nome di nuove esperienze che stanno intrecciando i loro percorsi con Altragricoltura. Fra questi è da segnalare la presenza all’incontro di ieri e di oggi di Yvan Sagnet, il protagonista delle lotte e delle mobilitazioni dei braccianti contro il caporalato, con cui da tempo Altragricoltura sta collaborando per definire ambiti comuni di iniziativa che si fondano sul diritto al lavoro (sia quello dei braccianti che degli agricoltori): Uno dei modi per pensare l’alleanza fra soggetti interessati al cambiamento di cui la Sovranità Alimentare è il suggello e la cornice in cui operare.

Altragricoltura con LiberiAgricoltori si avviano, così, a diventare sistema generale dell’agroalimentare e della ruralità italiana. Un sistema fondato sulla libertà e sulla proposta, alternativo a quelli di potere che si sono consolidati in questi decenni portando le campagne italiane e i consumatori in un vicolo cieco di una crisi senza uscita