E’ in corso, in ambito comunale, una discussione su una qualche revisione degli accordi che stanno a monte del restauro del mulino Alvino già riportato ad una nuova vita estetica e strutturale ma che dovrebbe ancor di più, com’è è nei programmi,  regalare alla città un luogo d’eccellenza per chi verrà nella Capitale europea della cultura.

C’è il timore che tutto ciò che si muove a margine della prescritta firma della relativa convenzione possa rallentare l’iter di completamento del progetto, paventando dietro a tutto ciò “giochi di potere troppo avidi e ingordi.”

E’ quanto scritto nei due comunicati che pubblichiamo a seguire.

Il primo del consigliere comunale Eustacchio Di Lena:

Quanto vale una prima buona impressione?

Se Don Chisciotte non avesse sognato i suoi mulini a vento la regione della Mancia non sarebbe sopravvissuta nella memoria collettiva.

“se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari” e se MATERA avesse un ingresso monumentale degno dell UNESCO?

Matera non solo Sassi ma anche tanti rioni che, come quello di Piccianello con il suo ingresso monumentale di San Vito, sono già stati beffati nelle ultime ore dal bando periferie.

I mulini a vento bisogna saperli riconoscere e smascherare sotto le mentite spoglie di una burocrazia troppo lenta e polverosa e giochi di potere troppo avidi e ingordi.

Il mulino Alvino patrimonio di tutti ma fermato da una procedura fatta di corsi e ricorsi.

Nessuno tocchi il Mulino Alvino: è tempo di chiudere il lungo iter burocratico con la stipula della convenzione con il comune di Matera, così come previsto da delibera di Consiglio comunale dell’aprile 2002, restituendo al quartiere qualcosa di BELLO e OSPITALE.

Nessuno osi rimettere in discussione tutto a pochi giorni dalla fine dei lavori di riqualificazione poiché non esistono solo gli interessi della proprietà: la nostra città non puó permettersi di perdere ancora tempo, a causa di beghe politiche.

Gli stessi amministratori che oggi provano a rimescolare le carte in tavola negli anni passati hanno avuto modo di studiare la vicenda ed hanno mantenuto sempre una posizione diversa da quella che vorrebbero intraprendere oggi.

Se così fosse il risultato finale sarebbe un danno alla collettività !”

….l’altro di Giovanni Angelino, responsabile provinciale Verdi:

Giovanni Angelino (Verdi): su Mulino Alvino chiedo che venga firmata la prima convenzione

Il Comune di Matera è chiamato ad approvare lo schema di convenzione per Mulino Alvino e qualche consigliere comunale ha già mostrato segni di nervosismo. Massimo rispetto per le risorse impegnate dall’imprenditore Nicola Benedetto che ha permesso di riqualificare uno storico sito industriale utilizzato per la produzione della pasta fino agli anni settanta ma è doveroso sottolineare che su Mulino Alvino non possiamo permettere fughe in avanti per cambiare le carte in tavola. Lo schema di convenzione non può essere modificato e il Comune di Matera attraverso il suo legale, è impegnato ad esaminare nei dettagli tutti gli aspetti legati al rapporto che dovrà essere instaurato tra chi ha riqualificato Mulino Alvino e l’Amministrazione Comunale di Matera. Stesso discorso vale per il dirigente Viceconte, che deve sapere cosa autorizzare. Stiamo parlando di un sito ubicato ad uno degli ingressi della città di Matera e quello che può essere realizzato nel Mulino Alvino è previsto dallo schema di convenzione che deve essere approvato. Nessuno può chiedere modifiche allo stato attuale e mi auguro che l’Amministrazione Comunale di Matera possa continuare a lavorare con la massima serenità per poi giungere all’approvazione in Consiglio Comunale, tutelando non solo l’interesse del proprietario ma anche quello dei cittadini e dei consiglieri, ai quali è stato garantito che nel Mulino Alvino potrà nascere un’Accademia della farina, capace di valorizzare pasta e pane di Matera”.