Antonio Andrisani come Doctor Jeckyl e Mister Hide, passando dal ruolo di preside protagonista nella prima delle sei puntat della fiction di RaiUno, ”Sorelle” della regista Cinzia Th Torrini, a quella del cittadino-telespettatore materano, forse traviato da quel bigliettino ”zoccole” recapitato da ignoti nell’abitazione dei Sassi di mamma e sorelle. Luoghi comuni, commenti di una provincia bigotta e ipocrita tutta ”casa, chiesa,piazza, social, e pettegolezzi?”.

Di tutto un po’. Fatto sta che “Lui “non ci sta e dice come la pensa nel breve corto realizzato da Notarangeloaudiovisi ”Matera non è un paese per zoccole”, che sta spopolando sul web dopo altri ”capolavori” come , per citarne alcuni, La veglia di Capodanno, Kolossal, il ritorno dell’ispettore, la verifica, Se Altamura avesse i Sassi di Matera,Vota Ben Hur sindaco e altri.

E veniamo a commenti e sequenze. Andrisani sbotta appena mette piede in casa con un saluto un po’ burbero; ”…Eccomi mi sono fermato a parlare con quella zoccola della palazzina di fronte”. La moglie non capisce e replica con un ”Ma che stai dicendo?”

Lui imperterrito continua con ”…quella è una zoccola” e impreca chiedendo che i rubinetti restino aperti, perchè nel bagno non c’è la suspence del film dove l’acqua scorre e deborda dalla vasca e il cesso con lo sciacquone ”incantato” non si allaga un paio di volte al giorno.Ci vorrebbe una doccia o un bagno rigeneratore, ma non c’è tempo e per stemperare l’attesa sua moglie prova con i cruciverba e cita un insetto di sette lettere che punge e inizia con la zeta. Facile…la zanzara. Ma Andrisani ha la fissa (anche questa con sette lettere ) per la ”zoccola”.

Si cambia argomento e si parla della scuola con l’immancabile domanda al piccolo Paoletto: ”…come è andata oggi?’‘ Il piccolo studente ha rimediato una nota dalla prof ed è inevitabile che il capo famiglia liquidi la cosa con l’ennesimo e scontato epiteto rivolto alla docente. Una esclamazione che si innesta sulla chiamata della cognata e con l’ennesimo intercalare o commento…”Che vuole questa zoccola, qua!”.

Inevitabile che la consorte scuota il capo e constati che il poveraccio è impazzito da quando ha visto la ”fiction”sorelle. Forse sarebbe stato meglio vedere la finale di MisterChef o fare come i potentini che si inerpicano sul tetto e di giovedi, alle 21.00, staccano l’antenna.

Non serve e gli improperi si sprecano con l’invito della signora a non dire parolacce davanti al bambino. L’abitante culturale Antonio Andrisani non si scompone e fa riferimento a ” De Ruggieri” che, all’età del suo piccolo, avrebbe già riempito di improperi due donne celebri della storia mitologica e letteraria, Elena di Troia…ed Elisa. Chi ha rimediato un diploma da qualche parte, anche comprato, dovrebbero averne sentito parlare.

La vogliamo capire – sbotta – che siamo abitanti culturali, perdinci! Matera è la capitale europea della zoccola!” e aggiunge…”2019 non era la data– ci siamo sbagliati- e nemmeno il numero di ristoranti e degli alberghi….2019 sono le zoccole!”

Finita? Macchè l’abitante culturale Andrisani non molla e scrive un fiume di biglietti anonimi, con la scontata dicitura, da infilare nella buca delle lettere dei residenti di via Dante e del Direzionale. Una distrazione…una ” A” al posto della “E” e giù improperi. Ma la moglie ha pronta la soluzione. Niente più fiction e serata in pizzeria…E se la pizza dovesse venire bruciata? Tappatevi le orecchie l’abitante culturale è pronto ad arrivare a 2020…zoccole che portano a svelare il seguito ”noir” della fiction.

La voce cadaverica della sorella-moglie-zombie nel sacco di plastica lo gela per un minaccioso lancio nella gravina e un ironico ”Zoccolo!” al maschile, che restituisce pan per focaccia. E se l’ambiguità del termine portasse dal “prostituto” all’impronta di una calzatura lignea di un piede maleodorante? Verrebbe fuori l’abitante gutturale dal naso turato … C’e fizz!

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