Non sappiamo come andrà a finire. Ma la querelle sul progetto di piazza della Visitazione che nei fatti, e stando al bando di gara, è un progetto di riqualificazione della vecchia stazione delle Fal di Matera con la realizzazione di una moderna in collegamento con la linea interrata, è destinata a continuare. E questo per i tanti interrogativi che continua a porre. Il Comune per ora tace, limitandosi alla contestata ordinanza di regolamento del traffico, con la recinzione del cantiere, visto che la titolarietà del progetto è delle Fal…che ha pubblicato un bando. E per la piazza? Se ne parlerà nel 2020. Sull’argomento registraimo l’intervento del presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica, Francesco Sforza, che invita a tornare alla buona urbanistica, elencando contraddizioni, paradossi e osservazioni del progetto. Un appello al buon senso e a discutere. Matera ha una tradizione di progettualità di ottima qualità, intaccata negli anni – è vero – dalle numerose varianti di urbanistica contrattata e contattata. Ma discutiamone. Il fare a tutti i costi perchè i soldi si devono spendere e che comunque bisogna fare per Matera 2019 non regge. Gli inviti a produrre uno sforzo comune devono poggiare su confronto e trasparenza. E in via Aldo Moro non possono far finta di nulla. Devono ascoltare…vista la ampia affidabilità dell’acustica di Casa Cava.

COMUNICATO STAMPA

MATERA – Piazza della Visitazione: si torni alla buona urbanistica

Cresce lo stupore, misto a malcontento, sull’esito realizzativo cui sembra essere destinata la “piazza civica” della Matera del terzo millennio: una “Piazza della Stazione”, con annessi giardini pubblici, come era all’epoca della prima infrastrutturazione ferroviaria del nostro paese (XIX secolo).
E come si fece nel 1921, allorchè la linea ferroviaria a scartamento ridotto Bari – Matera – Montalbano (attuale FAL), realizzò appunto a Matera l’attuale Stazione: “un edificio moderno e piuttosto lussuoso”, lo definì Carlo Levi nel 1935, aggiungendo: “mi guardai attorno, cercai invano con gli occhi la città: …. la città non c’era”.

Paradossalmente oggi, 2018, si sta riproponendo la stessa soluzione urbanistica: un bell’edificio, moderno e piuttosto lussuoso, ma fuori scala e fuori luogo, perché non crea “città”, non si inserisce in una maglia, in un disegno urbanistico vivo e vitale. Ed anzi, per la sua “ingombrante” presenza, anche percettiva, rischia di soffocare qualsiasi conato “civico” volesse confluire nello spazio risultante: da cui la soluzione individuata di un “giardino pubblico”.
Il paradosso è ancora più evidente se si pensa che questa soluzione va a realizzazione proprio nel momento in cui, con una opportuna operazione giuridica, l’Amministrazione Comunale è riuscita a incamerare nel Demanio Comunale gran parte della proprietà dell’area; e si è quindi cancellata definitivamente ogni ombra di possibile “speculazione” edilizia sull’area medesima.
Ci sono ora tutte le condizioni giuridiche per mettere a punto una pianificazione urbanistica esecutiva dell’area, scevra da condizionamenti da rendita fondiaria urbana, come del resto prevede il vigente PRG/99 e l’appena adottato RU.

Una pianificazione esecutiva che deve dare alla città ECoC/2019 un “centro civico” strutturato come una piazza, o un sistema articolato di “spazi-piazza”, che ospiti, con volumetrie rigorosamente contenute, minimaliste:
– La sala consiliare comunale (il “Sedile” del terzo millennio);
– Una “city-hall”, centro culturale di riferimento dell’Associazionismo locale, a gestione unitaria (comunale), strutturato con sale per riunioni, mostre, biblio-mediateca, attività promozionali, librerie, ecc., integrato con gli spazi esterni della piazza.
– Strutture per l’accoglienza e la socializzazione urbana (punto informativo turistico, attività ristorative, commerciali, del tempo libero, ecc.).
– Uno spazio-piazza disponibile per eventi, in grado di supportare l’attuale Piazza Vittorio Veneto.
– Il tutto ampliamente ricucito in un sistema verde di filari alberati, che ne caratterizzino l’impatto ecologico urbano.
– In questo centro civico ovviamente, la Stazione FAL dovrà avere un ruolo opportunamente underground, possibilmente collegato alla riqualificazione della vecchia stazione (l’”edificio lussuoso” leviano), se si vuole dare vera qualità all’intervento, nel solco della ormai universalmente riconosciuta ed apprezzata, “cultura della città” materana.
Una piazza “moderna”, in buona sostanza, in grado di vivere per l’intero arco della giornata, che costituisca arricchimento della qualità della città contemporanea e futura.

La sezione di Basilicata dell’INU auspica pertanto che l’Amministrazione Comunale, al di là dell’emergenza dettata dalla necessità di correre rispetto all’avanzamento delle opere per il 2019 alle porte, ritrovi la capacità per far precedere al buon progetto di riqualificazione di quell’area una adeguata riflessione sulle funzioni urbane a cui quegli spazi potranno dar risposta. Dimensionando di conseguenza il progetto delle infrastrutture da realizzare, sulla base del budget finanziario disponibile, secondo una visione di lungo periodo che possa ripagare le attese di generazioni di cittadini materani e le esigenze di turisti e viaggiatori che nel 2019 non chiederanno soltanto una pensilina per attendere i mezzi FAL ma una nuova centralità urbana: “centro civico” e “porta della città”.

Potenza 4 giugno 2018 INU/Basilicata
Il presidente
Francesco Scorza