Giornalista, assicuratore, rilevatore statistico e con tanta curiosità e tenacia nel rapportarsi con gli altri sono i ruoli e le caratteristiche che il ‘’cittadino onorario’’ Michele Traficante annovera in mezzo secolo e passa di contatti con la comunità di Ruvo del Monte ( Potenza) . E Michele, nel ricevere dagli amministratori locali e l’attestato di cittadino onorario, davanti a tanti amici ha tirato fuori dall’armadio dei ricordi antichi trascorsi, aneddoti, sfide e soddisfazioni, insieme a tante storie di persone che gli hanno voluto bene e offerto tanta considerazione. Lui, comunque, continuerà a fare il giornalista per la sua Rionero, il Vulture e per Ruvo, naturalmente. Lo attende,ora, presumiamo un numero speciale per il “Notiziario’’ e, di certo, inserirà altri ricordi, curiosità, foto che descriveranno il lungo rapporto con Ruvo del Monte. Prenotate il prossimo numero. Da conservare nell’albo dei ricordi per una persona, Michele Traficante, tra i testimoni più veri e genuini dell’anima del Vulture-Melfese.

INTERVENTO CONFERIMENTO CITTADINANZA ONORARIA
21 aprile 2018

Miei cari concittadini ruvesi, signor sindaco, signora vicesindaca, signori assessori, signori consiglieri comunali, il mio saluto più cordiale.
E’ per me motivo di grande onore e orgoglio ricevere la cittadinanza onoraria di Ruvo del Monte.
Fra i vari riconoscimenti da me ricevuti, sia nel campo scolastico, sia in quello culturale e sia in quello giornalistico, questo, che oggi Ruvo del Monte mi attribuisce è per me il più caro e importante, perché esso, tramite la nobile iniziativa dell’Amministrazione comunale, che ringrazio dal profondo del cuore, rappresenta la stima e l’apprezzamento nei miei confronti dell’intera comunità ruvese.

In questo momento il mio pensiero va a un altro vostro illustre cittadino onorario, il giovane e brillante attore Emilio Solfrizzi cui auguro sempre più ambiti successi nel campo dello spettacolo.

Questo vostro riconoscimento corona un lungo periodo della via vita che mi ha visto attento ed entusiasta conoscitore di questa simpatica cittadina, di cui ho ammirato e apprezzato la laboriosità, la generosità e la cordialità dei suoi abitanti.
E dire che il mio primo impatto con Ruvo risale, niente di meno, che alla prima metà degli anni Cinquanta del secolo scorso. Allora, un mio amico, Michele Iannetta, aveva la madre, Giovanna Vetrano, di Ruvo del Monte. Una sorella di questa, ha invitato il nipote a trascorrere alcuni giorni qui a Ruvo. Il mio amico ha voluto che lo seguissi, Così, una bella mattina abbiamo preso il postale (il pullman) e siamo arrivati a Ruvo, ospite della zia del mio amico che aveva l’abitazione sulla strada che dalla Chiesa porta al castello.
In quei pochi giorni di permanenza io e il mio amico ci siamo

sbizzarriti a girare, in lungo e in largo, per la periferia del paese, in particolare nei pressi del convento di Sant’Antonio. Volevamo entrare in chiesa ma la porta era chiusa; così girando intorno all’edificio abbiamo notato che nella parte posteriore c’era un cunicolo che portava direttamente nell’interno della chiesa. Strisciando carponi siamo entrati nella chiesa e quello che mi ha impressionato è stata la grandiosità della chiesa. Sull’altare c’era, ma non ricordo bene, un grande crocifisso o un gran quadro. Quello che mi ha particolarmente colpito è stato un’acquasantiera di pietra posta al lato della porta d’ingresso.

Sono ritornato a Ruvo negli anni Settanta come candidato al primo Consiglio regionale della Basilicata per la mia campagna elettorale, In quell’occasione ho conosciuto il collega maestro Michele Napoli, persona di grande cultura e umanità. Ho conosciuto pure l’arciprete don Giuseppe Ciampa il quale mi regalò il suo volume “Ruvo del Monte – Notizie storiche”. E’ stato il primo testo che mi ha fatto conoscere la storia di Ruvo che tanto, poi, mi ha appassionato negli anni seguenti.

Sono tornato ancora verso la metà degli anni Settanta per fare, per conto della Doxa, un importante istituto di ricerche nazionale, un’inchiesta sull’emigrazione. Il metodo scientifico delle interviste a campione consisteva nell’individuare alcune famiglie estrapolate dalle liste elettorali del Comune e rispondere a dei questionari. Qui c’è un aneddoto che vi voglio raccontare. Dopo aver fatto le interviste ad alcuni famiglie, mi sono trovato di fronte al diniego assoluto di una signora di consentirmi di entrare in casa. Poiché era un nome obbligato che non potevo cambiare, mi sono rivolto al farmacista dott.

Ciampa, con la farmacia di fronte al municipio, al quale ho spiegato il tutto. Il dott. Ciampa, molto generosamente, mi ha
accompagnato presso l’abitazione della signora. Così, grazie al suo intervento ho potuto procedere con l’intervista.

Nella seconda metà degli anni Settanta del secolo scorso, come titolare di un’agenzia di assicurazione, l’Intercontinentale, ho aperto delle subagenzie in diversi comuni della zona, fra cui Ruvo del Ruvo del Monte con sede in un locale posto lungo il corso principale e affidandone la responsabilità al giovane Mario Ciampa, allora studente al Magistrale di Rionero. Così le mie frequentazioni a Ruvo del Monte si sono fatte più numerose.

Dopo il sisma del novembre 1980, poiché scrivevo per il settimanale “Città domani” di Matera, l’allora segretario della sezione DC di Ruvo, Giuseppe Fasano, mi ha inviato una lunga relazione sull’andamento della ricostruzione postsismica del paese che io poi ho pubblicato sul giornale.

Quando nel dicembre 2000, essendosi dimesso il direttore responsabile del Notiziario Ruvese, il collega Benedetto Carlucci di Atella, l’amico Mario Ciampa, allora assessore comunale con sindaco Giuseppe Fasano, mi chiese di assumere la direzione responsabile del periodico ruvese. Io ho accettato subito con entusiasmo.

Così è incominciata la mia avventura di direttore responsabile del Notiziario Ruvese che dura da quasi ben 18 anni. Una pubblicazione bimestrale ben fatto, ricco di notizie amministrative e di vita sociale della comunità ruvese, arricchito, periodicamente dagli interessanti Quaderni monotematici. Certo, il Notiziario Ruvese non piace a

qualcuno che lo vorrebbe diverso, ma noi non riusciamo a fare di meglio e di più.

Il Notiziario Ruvese si avvale anche dei contributi di validi collaboratori, cui va il mio ringraziamento, che rendono il giornale più interessante. Un periodico invidiato da tutte le
comunità, anche con popolazione molto superiore a quella di Ruvo, della zona e non solo. Anzi, non mi risulta che altri paesi e città pubblichino un periodico simile a Notiziario Ruvese. Un grazie va all’Amministrazione comunale che nel corso degli anni ha sostenuto e sostiene con tenacia e lungimiranza la pubblicazione del Notiziario Ruvese.

E qui mi corre l’obbligo di esprimere pubblicamente tutta la mia gratitudine e il mio più sincero ringraziamento a Peppino Santomenna, della segreteria di redazione del giornale con la sig.ra Franca Tita.

Peppino Santomenna è il vero motore e artefice della pubblicazione del periodico. Egli a, parte il suo impegno di redattore con i suoi preziosi interventi, a volte con qualche punta polemica, è attento cronista di quanto avviene nella sua comunità. Particolarmente interessante è la sua rubrica “Cronache del Bimestre” in cui riporta gli eventi più importanti avvenuti nel corso dei due mesi nella comunità ruvese. Egli, inoltre, cura la raccolta degli articoli e delle foto, provvede, con la sig.ra Franca Tita, alla spedizione del giornale ai numerosi abbonati. Peppino, in effetti, costituisce il braccio operativo del Notiziario Ruvese. Grazie di vero cuore, caro Peppino; se non ci fossi bisognerebbe inventarti. La comunità di Ruvo ti deve essere grata per il tuo prezioso e indispensabile contributo anche per la regolare e puntuale

pubblicazione del periodico. Onore al merito!
La raccolta, anno dopo anno del Notiziario Ruvese costituisce gli Annali della comunità ruvese e le future generazioni se ne avvarranno per conoscere la storia culturale, sociale ed economica del proprio paese.
Lunga vita, dunque, al Notiziario Ruvese.
Cari ruvesi da oggi avete un altro concittadino che non vi farà fare brutta figura, siatene certi.
Viva Ruvo, una comunità proiettata verso un futuro di progresso sociale, economico e culturale. Auguri!