Ormai avevamo perso le speranze… al giro di boa dello scellerato quesito referendario del dicembre 2016, che avrebbe voluto sopprimere le Province. Per fortuna non è andata cosi, ma anzi attendiamo che agli Enti intermedi siano restituiti deleghe e risorse, e così i lavori di adeguamento e riqualificazione della rete dei servizi nel Palazzo di via Ridola, a Matera, sono potuti continuare ed essere completati al 99 per cento.

Mancherà qualche tinteggiatura di un termosifone o di una porta, altri dettagli,ma gli impianti di condizionamento aria e della rete di telecomunicazione e via elencando sono a posto nella volta degli alti soffitti, schermati da pannelli, areatori e via elencando. Merito della struttura tecnica che ha monitorato tutto, delle imprese che hanno eseguito i lavori e dell’attuale amministrazione, guidata da Francesco De Giacomo,che sull’argomento hanno tenuto sempre lo sguardo rivolto verso i soffitti dei corridoi. A cominciare da quello principale che dall’ingresso, prossimo alla presidenza, porta all’aula consiliare.

Quanto è costato il cantiere? Quello preventivato tre consiliature fa…o quasi. Ma contano i risultati. E poi il Palazzo della Provincia, realizzato negli anni Trenta dopo la istituzione dell’Ente avvenuta nel 1927, merita di tornare agli antichi splendori dopo aver assolto negli anni a varie funzioni oltre a quelle istituzionali: sede della Caserma dei carabinieri, degli uffici della vecchia Usl 6, di attività formative.

E con l’auspicio, per il prossimo rinnovo della consiliatura, che siano i cittadini a votare e a scegliere i propri rappresentanti. Tocca al legislatore rimediare alle forzature pseudo riformiste, accentratrici, deleterie e contraddittorie degli avventurieri della politica.

L’Arno, il Tevere e il Po attendono di inghiottire le loro carcasse.