Mandorli in fiore ? E perchè no, tanto più che si tratta di piante autoctone con fiori dal profumo mediterraneo, per colmare il vuoto -in maniera intelligente – di altre che sono state rimosse per neccessità.

Prima quella davanti al bar Tripoli ,poi quella prossima all’incrocio di via Roma e piazza Vittorio Veneto, Matera si è ritrovata senza le uniche due palme superstiti, che un tempo contrassegnavano le aiuole dell’area prima degli interventi di riqualificazione dell’area. Purtroppo i parassiti non perdonano e alla lunga tolgono linfa vitale a piante che per dimensioni sembravano in salute. Ma una soluzione c’è e giunge con l’avvio della primavera.

A proporla è l’architetto Angelo Stagno,materano trapiantato a Vienna e che oltrepassa volentieri il Brennero per mettere a dimora idee e progetti in attesa di germogliare…come quella dei ‘’giardini di marzo’’ del quale ci siamo già occupati (http://giornalemio.it/ambiente/matera-2019-in-villa-i-giardini-di-marzo/ o legati al motorismo a due e tre ruote (Vespa e ape Club) o all’avvio di M.A.Ter. (M.atera A.rchitettura e Ter.ritorio) per la documentazione e gli archivi della cultura architettonica storica e contemporanea.

Nella foto che introduce il servizio, realizzata con un efficace montaggio dall’ing.Michele Mirimao, viene fuori un effetto davvero interessante che ben si inserisce nel contesto della piazza. I due mandorli in fiore sono come due sentinelle al passaggio delle stagioni della piazza, che accoglie a ridosso della Prefettura altre piante della tradizione mediterranea come gli ulivi. L’esperimento è riuscito e anche l’effetto in notturna è gradevole. E’ una buona pratica per estenderla in altre zone della città che merita la giusta attenzione, laddove malattie o calamità hanno diradato la presenza di piante in strade e piazze.

Praticità o scarsa sensibilità hanno preferito alla messa a dimora di piante la colmata di spazi con una fredda e sbrigativa colata di cemento. Che errore e che orrore, allo stesso tempo. Giriamo le proposte all’Amministrazione comunale perché ne tenga conto e in attesa che il progetto dei “Giardini di marzo’’ prenda corpo nei mesi propizi, per Matera 2019 all’insegna della sostenibilità.

I Giardini di Marzo” si pongono -dice Angelo Stagno –a Progetto Pilota per un’ulteriore estensione dell’impianto coltivato ai Parchi Urbani già esistenti in città, quale quello di Via IV Novembre, limitrofo al vecchio cimitero, così come al Parco della “Collina Macamarda”.La cura e la gestione degli impianti di specie autoctone di alberi da frutta e piante aromatiche, potrà offrire l’opportunità per la formazione di nuove professionalità quali potatori e giardinieri, affidata a Cooperative Sociali di giardinaggio e cura del verde, costituendo così occasioni lavorative per giovani e meno giovani alla riscoperta di mestieri ormai scomparsi ma insiti nell’identità di quella cultura contadina che intimamente ci appartiene’’.
La proposta – ricordiamo – è avallata dall’esperienza pluridecennale condotta dai “Giardini Federali Austriaci” per operazioni di “Urban Gardening” in diverse Parchi Urbani e Storici della città di Vienna, a titolo di garanzia per un costruttivo successo de “I Giardini di Marzo” quale proposta di installazione permanente per “Matera 2019”.

Attendiamo pertanto, che ci si attivi per tempo, con il gruppo di appassionati locali e con l’Amministrazione comunale, come già accaduto lo scorso anno con la visita a Matera dell’Architetto Brigitte Mang, Direttrice e Coordinatrice Logistica dei Giardini Federali Austriaci (Oesterreichische Bundesgaerten). E’ una Istituzione di pregio a carattere internazionale che sovrintende alla cura e tutela di Parchi e Residenze appartenuti alla Corona Imperiale Asburgica.

Noi abbiamo i giardini e i parchi degli abitanti culturali. Pollice verde per quanti con senso di responsabilità vorranno cimentarsi nell’incarico.