A Lecce dopo 31 anni riapre il Teatro “Apollo” con una soirèe di alto livello,venerdi 3 febbraio, che vedrà la partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro per il Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini. E Matera ? Continuiamo con le attese su questa o quella ipotesi da realizzare che spazia dall’Open Design School in Casa Cava, al ”Guerrieri di Matera” al teatro tenda senza dimenticare la provocazione, rimasta tale, dei consiglieri comunali Saverio Vizziello e Angelo Cotugno ( Matera Capitale), di realizzare una struttura ex novo in un terreno pubblico ubicato tra l’Itc ” Loperfido” e il Palazzo di Giustizia. Ma c’è l’ipotesi di acquisire e riqualificare il vecchio ” Teatro Duni” , di proprietà privata, progettato dall’architetto Ettore Stella che continua a tenere banco in un rincorrersi di illusioni e di delusioni. Per cui…la città su questo aspetto è oggettivamente priva di un Teatro per Matera 2019 e le continue critiche che compaiono anche nei servizi dei Media stranieri evidenziano quella pecca ,insieme alla debolezza della maglia infrastrutturale e dei trasporti, confermano che il problema è di risonanza nazionale visto che il Governo più volte ha ribadito che Matera 2019 è…Italia 2019. Per cui… Sul tavolo del ministro per i Beni culturali e Turismo Dario Franceschini, accanto alle interrogazioni sulla Fondazione ” Matera-Basilicata 2019” c’è anche l’ interrogativo dell’assenza nella ” Capitale europea della cultura” di un teatro dove svolgere le attività ” al chiuso” e di pregio. Su questo fronte la città si trastulla con il ventaglio di attese, che si sarebbero dovute concludere entro dicembre 2016, legate alla possibilità che l’Amministrazione comunale possa acquistare il cineteatro ”Duni” a valle di una stima dell’Agenzia del Demanio e di una successiva valutazione di convenienza da parte della proprietà privata. Finora non è accaduto nulla e a niente serve la consueta girandola di cifre sul possibile prezzo di acquisto (due, tre, quattro, cinque milioni di euro ?), qualora l’operazione di acquisizione di ”pubblica utilità” dovesse andare in porto. Il tempo,però, sta passando e la programmazione culturale cittadina, deve avere una struttura teatrale, moderna ed efficiente che si pronta e operativa per il 1 gennaio 2019. Il calcolo di tempi delle procedure di appalto e di esecuzione delle opere è davvero strettissimo. Gli ottimisti, pur in silenzio, fanno riferimento al 16 febbraio in occasione della visita a Matera del Ministro Franceschini per inaugurare la Scuola di Restauro,per l’annuncio della stima dell’Agenzia del Demanio e che si possa chiudere l’annosa trattativa, se la proposta dovesse essere ritenuta congrua e fattibile in presenza di una comune volontà dei privati a cedere al Comune il vecchio Teatro Duni. Il progetto di riqualificazione c’è, illustrato in varie occasioni, e riguarda l’interessante e valida proposta di riqualificazione dell’architetto Luigi Acito. E se non dovesse andare in porto? Saremmo punto e daccapo con i progetti da realizzare ex novo. Si farà in tempo? ‘’Ni’’ è la risposta. Forse ci vorrebbe una sonata benaugurante della buonanima di Egidio Romualdo Duni, al quale- ricordiamo- è dedicato un festival ideato da Saverio Vizziello che non ha più la delega di consigliere comunale

ai contenitori culturali. Ma avere un teatro comporta che si affronti anche il nodo della gestione, che è onerosa. Ed è questione centrale, a giudicare da quanto accade in altre realtà del Paese. Anche a Lecce si sono posti la questione dai banchi dell’opposizione, visto che nella capoluogo salentino si vota per le amministrative. La serata inaugurale , la cui direzione artistica è stata affidata alla nota cantante lirica Katya Ricciarelli e all’attore Giancarlo Giannini, costerà 160.000 euro. Sul palco ci saranno l’orchestra Tito Schipa diretta dal maestro Gianluigi Gelmetti, oltre al Coro Lirico di Lecce diretto da Emanuela Di Pietro. Biglietti esauriti da tempo per i 712 posti a sedere (platea, due gallerie e un foyer) della ‘’perla’’ di via Trinchese, ubicata a pochi passi da piazza Mazzini. Il teatroè di proprietà comunale che ha investito nel recupero, grazie anche a un accordo con Regione Puglia e Mibact, 13 milioni di euro. Ma ne è valsa pena con marmi, stucchi, tappezzerie e colori restituiti all’antico splendore. Vorremmo che possa accadere anche per Matera, per il vecchio Duni, o per altra soluzione se non di dovesse concretizzare. Ma, per favore, fate presto. Sul palco di “Matera 2019’’ vorremmo vedere spettacoli di qualità e non essere additati dopo 60 anni per un’altra “vergogna”nazionale ed europea. Che manchi la cultura della concretezza, della lungimiranza o teatrale, come dicono alcuni o è questione di uomini abituati al teatrino della politica del tirare a campare in una campagna elettorale senza fine?