Ed ecco da Potenza arrivare un sonoro sberleffo ai tanti che si sono affannati inutilmente al capezzale del nascituro carnevale materano, senza riuscire nell’impresa di farlo venire alla luce…. nonostante le ripetute stimolazioni…..e le nutrite polemiche “sterili” più che mai…..

Sterili perchè, a parte il lamento e il pianto,  nessuno (tra le decine di associazioni in campo per il grande progetto… abortito in assenza di adeguato monetario ossigeno pubblico) ha pensato di elaborare il lutto con una seppur minima botta d’orgoglio……

Insomma, senza soldi (pubblici) qui non si canta messa. Appendete tutti le trombette al chiodo….

Invece, per tre giorni consecutivi a Potenza si festeggerà il Carnevale con il cartellone di eventi “Maschera & le maschere, il Carnevale potentino” .  Si parte domenica 11 febbraio con la “gran parata” di maschere e si chiude, nella serata di martedì grasso, con “Sarachella” la tradizionale maschera potentina che si vorrebbe  far diventare (è  Falotico a parlare) “un vero e proprio brand da poter diffondere anche fuori dai confini regionali, così da farne occasione per promuovere il nostro territorio e offrire alla città un’opportunità di crescita e di sviluppo”.

E a Matera? Cosa si fa? Ne brand e nemmeno spumante! Dopo tutto questo discutere, dopo il grande progetto (o così o pomì) che ha fatto tornare sui suoi passi persino il generoso e vulcanico  Paolo Irene che in tempi non sospetti aveva annunciato l’intenzione di dar vita ad un carnevale materano con le sue stimmate, tutto tace.

Ma possibile che in questa Città non vi sia una associazione, dico una,  capace di buttare il cuore oltre la siepe (insieme a qualche coriandolo e stella filante) e  mettere su un motocarro con due box  che sparino musica adeguata all’evento, al cui seguito far accodare grandi e bimbi in maschera, in un momento gioioso collettivo? Almeno l’ultima domenica e/o il martedì grasso?

Una cosa semplice. Non il grande evento, quello no. Vade retro….

Sino a qualche anno fa c’era un simpatico corteo con maschere a cavallo che si snodava da Villa Longo al centro, per la gioia soprattutto dei più piccini….Stop, svanito nel nulla…

E’ mai possibile, porco d’un cane -per cantarla alla DeAndrè- che il carnevale in codesto reame
debba risolversi tutto mandandolo a puttane? 
Anche sul prezzo c’è poi da ridire, ben mi ricordo che pria di partire v’eran tariffe inferiori ai duecentomila euri“.