Da wikipedia ai social ai passaggi in vespa con l’amico Nicola Stagno, tra i rioni Sassi e la Murgia,per un progetto alla ricerca di una Dea incoronata dal mondo del cinema. Niente red carpet, non equivochiamo, ma gli scatti in bianco e nero di un maestro creativo, eclettico e provocatore, se volete, come Alberto Magliozzi che a Matera è di casa… e le vuole tanto bene che sta lavorando- come ci racconta- al libro progetto fotografico “Matera dea del cinema”. Un lavoro di pazienza, certosino , il suo, per cogliere la luce e il momento giusto per immortalare l’attimo giusto e con una “Musa” ispiratrice che l’ha davvero entusiasmato- “Riprodurremo – dice Magliozzi- a livello fotografico scene di 12 film che sono stati girati qui. E cercherò di non riprodurre non al 100 per cento dove sono stati girati. Non avrebbe senso. Attraverso una attrice, bravissima, a mio parere, come Anna Rita Del Piano, con la quale abbiamo iniziato a lavorare, riprodurremo scene di film con la mia creatività e la sua espressività” . Dodici film, ma uno su tutti lo ha colpito per le tante componenti che a suo tempo e negli anni hanno destato interesse tra i cinefili. “Il film che mi ha colpito? – risponde il fotografo- C’è questo film ” Il Demonio” di Brunello Rondi del 1963 (nel cast con Daliah Lavi e Frank Wolf ndr ) e la espressività della Del Piano è fantastica. Non mi emoziono facilmente. …E Poi c’è Damiano Laterza che ha scritto il progetto del lavoro e che uscirà nella primavera del 2019. Presenteremo il libro a livello nazionale con le foto più rappresentative”. D’obbligo la domanda sulla macchina fotografica, con la quale sta lavorando. Sorrisi e poi ” ..Con una Hasselblad X1b – risponde- che ha un sensore da 50 megapixel. E’ maneggevole e l’ho comprata apposta per venire a lavorare a Matera. Il mio è un lavoro certosino, devi avere la luce giusta, per cui devi tornare, vedere…. Quando è nuvoloso, essendo un lavoro in bianco e nero, riesco a creare impostazioni su tempi, diaframma ”. Una condizione che lo porta a muoversi e a trovare spunti interessanti. E su questo tema ritorna un po’ indietro con la memoria…per passare al presente e sul quale, concordiamo, non è facile tenersela. Anzi. Chi legge e si occupa di tutela e gestione del territorio e dell’immagine ”appannata” e per certi versi ”sempre più copertina” della Capitale europea della cultura 2019, che si dia una mossa per contrastare il degrado. ” Spunti? – risponde Magliozzi. Una volta dovevo fare un lavoro qui. Feci prima una campagna pubblicitaria…e vennero i risultati. Que lavoro che è stato recensito da Reuter, New York Times e oggetto di comunicazione come la Ucla di Los Angeles , facoltà scienze della comunicazione. Una cosa inaspettata”. Poi il riferimento al presente. ”Quello che mi da fastidio, mi disturba -aggiunge-è la gente che non rispetta l’ambiente butta cicche per terra, bottigliette, cibarie. Una cosa vergognosa. Nei loro Paesi queste cose non succedono”. Nessuna sorpresa nella città dell’economia dalle mani libere non c’è da stupirsi. Facessero pagare almeno un euro, per recuperare i costi a carico della collettività, per scarpinare e deturpare impunemente di qua o di là sarebbe diverso. E ci racconta una esperienza diretta. ” Vado in Germania ad Amburgo per un lavoro-dice- Vedo tanta gente in fila…a fotografare quattro pietre di epoca romana e un tizio che si faceva pagare per gli scatti. Se venissero a Matera, Roma, Pompei, beh noi dovremmo vivere solo di turismo. Storia vecchia. Mi batto per questo anche con lavori e iniziative che fanno riferimento forme di degrado sociale nel solco del ”guardate signori che ci stiamo crocifiggendo…”. Infine un invito a valorizzare i prodotti della buona tavola locale, a cominciare dal vino. E cita quello della Masseria Cardillo. Ottimo, genuino e non dà alla testa, ma la fa alzare verso l’arte e la creatività. Parola di grande fotografo e intenditore.