Puntuale come le verifiche fiscali Antonio Andrisani e la sua Famiglia 2019, con un video realizzato da Notarangelo Audiovisi, tornano a fare scongiuri e a non accontentarsi di quello che passa il “convento” in vista di Matera 2019. Lo potete gustare a questo link:

https://www.facebook.com/antonio.andrisani.1/videos/10213849159495974/

Manca un anno e mezzo o quasi alla festa inaugurale delle 19.19 del 19 gennaio dell’anno che verrà (lasciate perdere il capodanno Rai, che chiedono giustamente possa svolgersi quest’anno nel comprensorio Metapontino-Pollino) e la famiglia è alle prese con l’evento del gennaio scorso, caratterizzato dalla scalata del consorzio comprensoriale del cartone, da un effetto spettacolare in piazza Vittorio Veneto e dalle immancabili polemiche sulla spesa ,della quale non conosciamo la rendicontazione voce per voce.

Dettagli? Sono soldi pubblici e sul sito della Fondazione va pubblicato, per evitare la inevitabile sequenza di allusioni, sospetti che non giovano affatto a un progetto che – per quanto si potrà fare- va recuperato.

Ma l’abitante culturale (Antonio) non si rassegna e vuole a tutti i costi scalare un mattone di cartone, con il figliolo (Paolo Grilli) che parla di casino in salotto e di una rottura di scatole in corso. La mamma (Marcella Braia) è perplessa e parla di ”cippo” più che di ”castello” di cartone…Per il capo famiglia è una considerazione superflua con un commento lapidario : ”…capirai, il 2019 è andato” . E poi la sequenza degli aggettivi e sinonimi della C, come cartone, cretino, coglione e via elencando e la stoppata su : ”Ignorante il cartone è prezioso- Mi farete scalancare sul pubblico…” Ma non c’è nessuno gli fanno notare e lui, riferendosi, agli ultimi due appuntamenti ”ridimensionati” al Palasport e ad Agna replica ” Perchè agli eventi della Fondazione c’è qualcuno?

Un vero abitante culturale deve saper scalare un castello di cartone, chi se lo sente ad Adduce sennò. Vedete che scalata che ha fatto? ”.

Considerazioni e retropensieri a parte, che a Potenza hanno portato a diatribe regionali nel compassato consiglio di amministrazione, la famiglia materana non può dire la sua sulla vicenda del nuovo logo ”mobile” o digitale per fini commerciali, quasi che potesse disegnarlo anche un bambino.

“E così che vuoi diventare project leader ? – chiede Antonio al figliolo. Hai prodotto un disegno per il logo ?” E il bimbo ammette di non saper disegnare” …e perchè i grafici sanno disegnare… ne hanno eliminati 399” commenta in maniera scontata Antonio che preferisce andare a sfalciare l’erba, riferendosi all’ex assessore comunale Michele Casino che a furia di operare nel verde, è finito in Camera.

Poi la lettura di un volantino ” Cultura. Un’ opportunità pr Matera” con una querelle sull’apostrofo usato dalla Barra e con il supporto dello Zingaretti ( non il commissario Montalbano, ma il vocabolario) che non prevede l’accento. E poi i passaggi sul Carnevale del segretario pd Muscaridola, l’amarcord su quello di Tosto quando c’era Sant’ Antonio dagli schermi di Trm,tv che c’era ieri come oggi con Santa Maria. Allusioni al Bando , al concorso per bande e al bandolo della matassa …alle dimissioni dell’ex assessore Adriana Poli Bortone, alla proposta di ospitare una grande Opera come la Tosca, pur in assenza di un teatro.

Ma niente paura il rampollo di famiglia più che alla Scala suggerisce di ripiegare sulla Scaletta … ” Una Toschetta alla Scaletta- commenta. A questo, aggiunge, lo manderei ai lavori forzati alla Cava del Sole …Mo’ la coprono e diventerà la Cava dell’Ombra ” dove sarà realizzata una struttura per gli spettacoli con un investimento di cinque milioni di euro. Un riferimento anche al ‘cilicio” istituzionale, quel loden portato dal sindaco e che l’abitante culturale ha indossato in altri corti. “Almeno -dice la signora- non ti vesti più con il loden come Raffaello De Ruggieri…

E meno male -cambiando discorso- che arriva Mel Gibson ( si parla di Resurrection, il seguito di Passion) vado a fare la comparsa, almeno pagano… altro che i volontari del 2019”. Ragione da vendere. ” Dobbiamo fare le comparse? Almeno pagateci -considera con convinzione Antonio”‘. E poi l’interrogativo della signora che si chiede: ” Ma perchè vengono tutti a Matera a girare film su Gesù?” Secca la risposta di Antonio: ” Perchè siamo ai piedi di Cristo”. Riferimenti ai ritardi accumulati in tre anni di polemiche sull’intero programma 2019 , alla perdita oggettiva di autonomia della città, alla delusione tuttora palpabile dei materani e della gente di Basilicata che si aspettava trasparenza e un coinvolgimento, che di fatto non si è visto.

Al contrario della mediocrità e degli opportunismi della politica. L’abitante culturale Antonio con la sua famiglia, comunque, hanno confermato di essere allineati al ”comune sentire” circa le presunte ‘certezze’ del cronoprogramma rispettato delle opere pubbliche, come ribadito in Prefettura dal ministro del Mezzogiorno Claudio De Vincenti e dal facilitatore e referente di Invitalia Salvo Nastasi . I soldi ci sono, al netto, con 154 milioni di euro complessivi ( 47 per la Fondazione) per le cose da fare e da appaltare e chiudere, probabilmente nel 2019.

Fuori dal filmato l’annuncio social prima e con nota ufficiale del pomeriggio del 10 aprile, fatto dal presidente della giunta regionale Marcello Pittella. di volersi impegnare per riqualificare il Teatro Duni, portando in consiglio un emendamento al bilancio. Non conosciamo tempi, procedure e come si chiuderà il percorso. E’ auspicabile, se accadrà, che l’operazione si possa chiudere  quanto prima. Altrimenti saremo ancora in Quaresima e-come commenta Antonio- ai piedi di Cristo,magari alla Cava del Sole” e con l’invito provocatorio di farsi seppellire da queste parti, contenuto nel goliardico ”Stand by me” del 2011.

Manca un anno e mezzo al 2019…. prima arriva e passa e meglio è.