Via Ridola,e in particolare il marciapiede che costeggia il Palazzo della Provincia, come un tappetto di merda di cani ( è la parola giusta) e di escrementi (usiamo il vocabolario degli ipocriti) di piccioni e similari. Che schifo! Con i turisti a scansare” il possibile” e in sequenza fino al fontanino tanto lordume, tra gli occhi di commisserazione e scosse del capo di alcuni consiglieri provinciali, che come noi, stavano raggiungendo – a metà mattinata della ricorrenza di San Lorenzo- la sala consiliare per i lavori dell’assemblea. Uno sconcio continuo, più volte segnalato, ma senza che dal Comune si muova nulla, come continua ad accade -purtroppo- da alcune Amministrazioni.Le ultime che hanno fatto qualcosa in questo settore, con campagne di informazione, ordinanze e interventi sanzionatori e rendicontati della Polizia Municipale, furono le giunte guidate dai sindaci Angelo Minieri e Michele Porcari. Poi il tollerato ”laissez faire” degli anni a seguire, grazie alle posizioni spropositatamente animaliste di alcuni assessori. E i risultati,negativi, sul piano dell’immagine ci sono tutti. Turisti giapponesi, in particolare, e italiani, dopo essere passati dai punti di informazione turistica della zona , che postano in tempo reale sui social il marciapiede chiazzato di ”merda” , senza dimenticare la strada … a causa della mancata potatura dei lecci, qui, come in altre parti della città: dal rione Piccianello dove i rami raggiungono i secondi piani a via Manzoni dove i rami raggiungono terra o quasi, obbligando i pedoni a camminare per strada con il rischio di essere investiti. E allora le figuracce e l’immobilismo municipale continuano qui come nei parchi, dove ci sono cartelli di divieto ma nessuno che faccia rispettare il decoro dei luoghi. Che paradosso! E paradossale è la mancata pulizia dei marciapiedi insozzati di merda (termine beneagurante tra gli artisti), in relazione a una situazione consolidata di attendere (chissà) che arrivi la pioggia. E già, perchè, c’è una ordinanza del sindaco che vieta (giustamente) lo spreco di acqua e la cosa vale anche per le isole ecologiche ( è il caso di Recinto Marconi, area carro trionfale) dove l’olezzo di pesce stagna e ristagna. Il lavaggio stradale, che coincidenza, è cessato il 2 luglio con le visite al carro trionfale. Ora siamo ritornati allo sconcio. Attendiamo che piova. Ma la tassa rifiuti va decurtata quando i servizi vengono interrotti. A meno che qualcuno non stia studiando l’applicazione di una tassa sulla rimozione della merda. La TARM? Non sarebbe male ma fatela pagare a quanti se ne fregano delle esigenze di fido e del decoro turistico della città, a cominciare dalla patina oleosa,scura e rancida che ricopre le piazze del centro. Lavaggio stradale d’obbligo. Ma serve una deroga all’ordinanza antisiccità. E a cittadini e turisti un consiglio : i post sull’indecoroso decoro urbano inviatele agli uffici, agli assessorati e ai servizi di via Aldo Moro.