Sul tavolo -nella conferenza stampa alla Biblioteca provinciale- un bimbo forgiato da tanti piccoli rametti di legno, a simboleggiare la presenza di una vita- quella del patrimonio arboreo e vegetale- che nei centri urbani devono essere il presupposto della sostenibilità.

Altrimenti, ricordando una nota canzone ambientalista di Adriano Celentano, avremo ”Alberi di 30 piani…che con lo smog ci canteranno la marcia funebre”. I risultati della perizia affidata a due esperti (Larocca e Coretti)e finanziata con una raccolta di fondi tra cittadini, parlano in sintesi di uno stato rassicurante, dal punto di vista fitosanitario,delle piante della pineta nell’ex area ospedaliera del rione Lanera.

Sono gli tre alberi ”morti” e nove quelli da abbattere sugli 86 ”sotto osservazione” . Gran parte dei quali, indicati come da sacrificare per realizzare il rondò all’incrocio tra via Lanera, via Annibale di Francia, via Carlo Levi e con la bretella di collegamento con via Castello.

Una ottima notizia contrassegnata dai punti colorati, dal rosso al giallo al verde al blu a seconda dello stato di salute riscontrato. Balza all’occhio, naturalmente, la situazione di cinque piante proprio nel cuore dell’incrocio. Ma ora si attende di conoscere la posizione del Comune, che ha incaricato un nuovo perito per monitorare la situazione fitosanitaria dei luoghi.

Poi occorrerà con franchezza rivedere quanto è stato deciso in passato, per salvare capra e cavoli,per evitare che si ripetano situazioni simili in altre zone della città e in relazione all’avvio di altri cantieri. Pio ”zio Pio” Acito, che ha indossato una maglia nera con le formule del bosone di Higgs , ha ripercorso la storia che nell’aprile scorso, e grazie alla segnalazione di un amico, portò a bloccare la ruspa che stava buttando giù il secondo pino nella zona di sbancamento. Poi il presidio dei cittadini, l’impegno delle donne che con la loro rabbia hanno evitato altri interventi, fino all’accesso alle carte, al progetto- che pochi conoscevano, ha detto Pio-e alla scomparsa delle ruspe. Il resto è storia d’oggi, con i consiglieri comunali (tra questi Antonio Sansone e Paolo Manicone, presenti alla conferenza stampa) che tirano fuori una mozione, poi gli incontri e i sopralluoghi tra tecnici e amministratori, fino alla petizione su base volontaria che ha portato alla perizia cn l’apporto dei tecnici e di Legambiente.

Anna Longo, presidente del circolo di Matera, nell’evidenziare la portata di un impegno che ha coinvolto la città, fa notare come ci siano anche 52 giovani alberi nell’area destinata a rotonda nella pineta di La Nera. Sono cipressi, ligusti, celtis australis, prunus persica, robinia pseudoacacia e altri che fanno parte del patrimonio boschivo dell’area da tutelare. Ma ci sono anche i nidi monitorati dall’agenzia animalista di Matera che, Elisa D’Alessio e altri, hanno ribadito di volere tutelare con una diffida con tanto di riferimenti normativi.

Tanta passione per la causa anche da parte dell’avvocato Michele De Novellis, che ha portato con Pino Siggillino, del noto movimento APPeppino, la questione anche sui canali della tv tedesca. Una voce. la loro, insieme a tanti altri, che si aggiunge a quella di 30 associazioni e di oltre 5000 iscritti alla pagina facebook che hanno contribuito a riflettere su un progetto poco conosciuto dalla città, come è accaduto per altri non presentati o appaltati comunque e con i limiti e i problemi che tutti sappiamo.

C’è una evidente carenza di democrazia, ma non da ora, nei rapporti tra cittadini e amministratori. Se i comitati di quartiere, gli osservatori e le consulte sono stati messi da parte, a cominciare dallo Statuto, un motivo di opportunità ci sarà.

E allora ” No Pasaran !”.