E’ toccato a un bimbo inaugurare con un giro sull’ altalena lo spazio giochi al Parco della collina di Macamarda ed è un segno importante affinchè piccoli e famiglie ne abbiano cura e rispetto ”contagiando” anche altri potenziali fruitori , come ha ripetuto – nella giornata inaugurale – con poche ma efficaci parole l’assessore ai Lavori Pubblici e al Verde, Michele Casino. Una attesa quasi ventennale, tra ritardi, contenziosi, atti vandalici per l’assenza di gestione ma che hanno trovato nella tenacia di un amministratore, che non si tira indietro e non guarda giornate e orari, per restituire alla città spazi e opere che richiedono impegno, tenacia e tanta buona volontà, riconoscendo a ciascuno – va dato atto- l’azione e l’impegno profusi. Dalla progettista, l’architetto Dora Capozza, ai dirigenti e tecnici del Comune gli ingegneri Giuseppe Montemurro e Michele Di Lecce , l’architetto Nunzio Paolicelli e il geometra Antonio Vammacigno che hanno curato i diversi aspetti di un polmone verde frequentato da sportivi e da quanti vorranno semplicemente passeggiare o vivere qualche ora in tranquillità. E ci ha fatto piacere vedere Spazi giochi per bambini, realizzata su una superficie che attutisce le cadute e con un disegno ispirato alla favola del fagiolo magico, ma anche percorsi salute,aree per la sosta, e tanto verde che valorizza specie arboree autoctone, servizi igienici, accessi per disabili, un’area per lo sguinzagliamento cani (prontamente utilizzata da due cinefili) e gli spazi per i servizi igienici che ignoti avevano pensato di occupare abusivamente, chiudendo la porta con una catena. “Qualcuno -ha detto l’assessore. si era indebitamente appropriato di un bene pubblico, noi lo abbiamo immediatamente restituito ai cittadini”. Bene e, risorse permettendo, le immagini di telecamere torneranno utili per scoraggiare gli amanti dei souvenirs o degli atti vandalici, che non esitano a portar via irrigatori, canne e rubinetti di fontane, portalampade e attrezzature sperando di farla franca come accaduto purtroppo nei parchi di via IV Novembre o di Serra Venerdi dove non è stato ancora risolto il nodo della gestione. A Macamarda, con tre accessi da via Saragat, via Parri e via Lazzazzera, la questione è stata risolta sia pure temporanamente -in attesa dei bandi pubblici- con l’affidamento di manutenzione e gestione alla cooperativa di tipo B ”XXL” presieduta da Nunzio Vivilecchia, che tiene conto delle esigenze di inclusione e occupazione di diverse fasce sociali. L’accesso è limitato dalle 6 alle 22 con il monitoraggio di un istituto di vigilanza. Il resto dovranno farlo i cittadini responsabili…per ”contagiare” anche quanti non hanno o hanno una scarsa considerazione del bene comune. Uno spunto interessante di approcio e di vivibilità del parco è dato dalla raccolta differenziata con il posizionamento di cestini multicolori e stimolano a farla. E poi i percorsi in piano , a ridosso di collinette o delle staccionate in legno che riportano ai contesti montani come Accettura o Cirigliano, dove ci sono spazi per il pic nic. Un parco da vivere in maniera continua, ma nel rispetto dei luoghi. Bambini, anziani, disabili, sportivi, associazioni, famiglie in una zona a forte presenza residenziale possono fare del Parco un luogo per una gita fuori…della porta di casa. Pensateci. E’ una grande opportunità per unire, ma a patto che ci sia una valida forma di gestione, con un filo verde gli altri parchi cittadini e in modo da riempire di ”concretezza” le statistiche che ci attribuiscono una grande dotazione di verde ma poco fruito per la carenza di gestione. La scommessa è tutta qui da sempre e per tutte le opere pubbliche. Il parco, esteso per circa quattro ettari, è collocato a ridosso dell’area direzionale e contiguo ai quartieri Spine Bianche e Serra Venerdi, realizzati negli anni Cinquanta con le leggi di risanamento dei rioni Sassi. L’area verde, posta a ridosso dell’impianto sportivo di atletica leggera e del maxiparcheggio di via Saragat, è stata resa fruibile alla città dopo una attesa di quasi venti anni, con il completamento degli elementi di arredo e degli impianti, per una spesa di 258.000 euro. In passato e con altre amministrazioni erano state investite altre risorse, ma senza chiudere il cerchio della gestione. Qualche tentativo di ribattezzare il parco con i nomi di ‘Centrale’, ‘ Baden Powel’ il fondatore dello scoutismo, ma il nome di Macamarda fa parte della memoria storica cittadina ne più nè meno come accaduto per il ”boschetto” di via Lucana, dedicato a papa Giovanni Paolo II, che solo gli addetti ai lavori chiamano così. A Macamarda i lavori hanno riguardato la piantumazione di siepi ed alberi nella zona vicina all’accesso per disabili presente in via Parri, il completamento dell’irrigazione, la messa in funzione della fontana, il completamento dell’impianto di illuminazione pubblica posizionato i pali alti e i paletti bassi nel percorso ginnico. ” Restituiamo alla città -ha detto l’assessore comunale ai Lavori Pubblici e al Verde, Michele Casino- uno spazio funzionale e frubile da diverse fasce di cittadini e turisti. L’individuazione di un soggetto per la manutenzione e la vigilanza è garanzia di tutela del parco. Ma contiamo anche sul senso civico dei cittadini per rafforzare questo aspetto”. Invito raccolto e passaparola. E’ interesse di tutti far vivere il Parco rispettandolo e se qualcuno ha suggerimenti per migliorare la fruizione, la tutela e la sicurezza dei luoghi sia propositivo. L’assessore , staff tecnico, progettisti e gestori sono pronti ad ascoltare.